Premier, due indizi fanno una prova: l’Arsenal è tornato

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LONDRA – Fino a otto giorni fa la stampa sportiva inglese scriveva dell’Arsenal: ha iniziato il campionato alla grande, ma aspettiamo le due gare cruciali contro Tottenham e Liverpool prima di giudicarlo. Adesso i giudizi non vengono più lesinati: due partite, due vittorie, contro due delle squadre più forti della Premier League. E se l’affermazione nel derby londinese di una settimana fa contro il club allenato da Conte è stato un 3-1 perfino più netto di quanto dicesse il risultato, il 3-2 di ieri contro gli undici di Klopp ha rivelato ancora di più il nuovo carattere e la determinazione degli uomini di Mikel Arteta.

Saka decisivo

L’Arsenal è andato in gol al primo minuto di gioco, è andato due volte in vantaggio e ha segnato la rete decisiva su un rigore contestato che ha suscitato una lunga discussione in grado di innervosire il tiratore scelto: il giovane Bukayo Saka, già autore della marcatura del temporaneo 2-1, ha mantenuto la calma e l’ha messa dentro con disinvoltura, ristabilendo il vantaggio a 14 minuti dalla fine che insieme ai suoi compagni ha poi mantenuto sino alla fine.

La sfida al City di Guardiola

È vero che il Liverpool di questa stagione, al momento soltanto decimo in classifica (con una partita da recuperare), sembra avere perso l’esuberanza degli anni scorsi, ma l’Arsenal la esprime come nei tempi d’oro del suo ultimo titolo, due decenni or sono, trascinato da una nuova generazione di campioni come i brasiliani Gabriel Martinelli e Gabriel Jesus, oltre allo stesso Saka, e da un gioco sempre più convincente. La vittoria sul Liverpool lo ha riportato in testa, da solo, a 24 punti dopo nove giornate. Favorito per il titolo, affermano i commentatori di Londra, rimane il Manchester City di Guardiola, a sua volta vittorioso nell’ultimo turno (con un 4-0 al Southampton), al secondo posto della graduatoria con un solo punto di distacco dalla capolista, e il nuovo record del suo centravanti norvegese Erling Haaland, che con la singola rete di sabato ha già realizzato 20 gol in dodici partite in tutte le competizioni per la sua squadra: se nel 2022-’23 Guardiola farà il tris dopo le due passate stagioni, sarebbe il quinto titolo in sei anni per il City, la nuova dinastia del calcio inglese, superata (per ora) soltanto dai rivali cittadini del Manchester United dell’era di Alex Ferguson con otto titoli in undici anni tra il 1992 e 2003. Un fasto che nemmeno il 700esimo gol in carriera di Cristiano Ronaldo, domenica contro l’Everton, può ristabilire.

L’obiettivo minimo è tornare in Champions

Ma dopo la delusione della scorsa stagione, quando perse all’ultima giornata l’ultimo posto per la qualificazione alla Champions (soffiatogli via dal Tottenham), l’Arsenal odierno appare la più pericolosa sfidante per il City. L’Emirates Stadium sembra tornato ai tempi di Arsene Wenger. Il ritorno in Champions è l’obiettivo minimo. Qualche soddisfazione nelle coppe nazionali ed europee sarebbe la seconda. La terza è riconquistare la Premier: se non subito, l’anno prossimo, o perlomeno tornare a competere per il primato. Per adesso, dopo nove gare, c’è la soddisfazione di potere guardare tutte le altre dall’alto.  

Fonte Repubblica.it

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