Porta blindata, de Ligt sempre più autorevole: le certezze della Juve nel momento del bisogno

Le certezze nel momento del bisogno. La finale di Coppa Italia tiene vive le speranze della Juventus di conquistare almeno un trofeo in stagione, evento che si verifica continuativamente in casa bianconera dal 2011/12. Un traguardo ottenuto grazie alle prestazioni della difesa, con la porta imbattuta nelle due sfide contro la Fiorentina: due partite che hanno messo in evidenza la solidità della fase difensiva della squadra di Allegri, capace di sopperire alla sterilità dell’attacco. Anche nel match di ritorno, dopo l’autogol di Venuti che ha deciso l’andata, le reti sono arrivate grazie a un difensore, Danilo, e a un centrocampista, Bernardeschi.

La porta blindata

La scelte tattiche di Allegri hanno pagato i dividendi sperati. Il 4-4-2 schierato nel match di ritorno ha azzerato i pericoli per la porta di Perin: a fronte del possesso di palla lasciato consapevolmente alla Fiorentina (68,3% per i viola contro il 31,7% dei bianconeri), le azioni più pericolose dei viola sono nate da errori individuali. Come nel caso dell’iniziativa di Cabral nel primo tempo, nata da una leggerezza di De Sciglio (che salterà la finale per squalifica, ndr) e disinnescata dai riflessi di Perin. I numeri raccontano molto dell’approccio di De Ligt e compagni: 4 tiri in porta complessivamente tra andata e ritorno, con tre gol realizzati, a fronte di 11 conclusioni degli avversari verso la porta della Juventus e zero gol subiti. Efficienza ma anche massima concentrazione per tutti i 180′ della semifinale: l’episodio che ha deciso il match dell’andata è stato uno sfortunato autogol di Venuti mentre quello della sicurezza, il gol dell’ex siglato da Bernardeschi, è nato da un’uscita quantomeno rivedibile di Dragowski e da un errato rinvio di Biraghi.

Il faro della difesa

Se Rabiot, Bernardeschi e Danilo sono stati tra i migliori in campo nella partita dell’Allianz Stadium, è stata letteralmente impressionante la doppia prestazione di Matthijs De Ligt. Il centrale olandese si sta affinando partita dopo partita, raccogliendo il testimone di Chiellini e Bonucci in una stagione costellata dagli infortuni per le due colonne della difesa bianconera. All’andata, con Bonucci non al meglio e Rugani e Chiellini indisponibili, si è caricato il peso della retroguardia sulle spalle nell’inedita linea formata con Danilo e De Sciglio. Ventidue tiri della Fiorentina, 6 dei quali nello specchio, ma la porta di Perin è rimasta inviolata. Così come al ritorno, quando l’ex Ajax ha dominato sulle palle alte trovando anche il tempo per alcun sortite offensive che hanno messo in mostra le sue doti tecniche e la sua capacità di inserimento. Un doppio passo, un colpo di tacco, una proiezione offensiva che Biraghi ha dovuto disinnescare con l’esperienza: una prova sontuosa sia in difesa, la sua specialità, sia in fase offensiva.

L’attacco spuntato

Se l’11 maggio i bianconeri potranno giocare la finale di Coppa Italia, non sarà certamente per merito dei suoi attaccanti. Un problema in campionato, dove i bianconeri sono decimi nella graduatoria dei gol segnati, in parte risolto in coppa grazie alle reti di difensori e centrocampisti. Nelle quattro partite disputate, infatti, la Juventus ha messo a segno nove gol: due realizzati da Dybala, uno contro il Sassuolo e uno con la Sampdoria, il terzo messo a segno da Morata su rigore sempre contro i blucerchiati. Nel ritorno dell’Allianz Stadium dei tre tiri in porta uno soltanto è stato tentato da un attaccante, Vlahovic: tuttavia il più pericoloso, oltre ai due gol, è stato ancora una volta un centrocampista, Zakaria, che ha fatto vibrare il palo della porta di Dragowski. 

Porta blindata, de Ligt sempre più autorevole: le certezze della Juve nel momento del bisognoFonte Repubblica.it

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