Pogba alla Juventus: ecco perché può tornare

TORINO – Perché l’impossibile è adesso invece possibilissimo? Perché fino a pochi mesi fa Paul Pogba sembrava una chimera mentre oggi è un colpo alla portata della Juventus? Le ragioni sono tante, ma alla base c’è prima di tutto una condivisione emozionale: il Polpo non si è trovato bene in nessun posto come a Torino e la Juve (società, allenatore, ex compagni, tifosi) ha sempre considerato il francese uno di casa. Quand’è così, prima  poi ci si ritrova. E la Juve ha appena salutato un simbolo come Dybala.

Fino a qualche mese fa, diciamo all’inizio della stagione, Pogba era però completamente fuori portata per la Juve. A maggior ragione lo era negli anni passati, quando c’era un contratto in corso (scadrà il 30 giugno) a stipendi impossibili per il mercato italiano. Nel frattempo, però, le quotazioni del francese sono precipitate: i suoi anni a Manchester lo hanno svalutato come è accaduto a pochi altri. 

Il Psg vuole Pogba come uomo immagine

C’erano estati in cui Pogba era nel mirino di Barcellona, Real, Psg e di tutti i principali club di Premier. Oggi sembra rimasto soltanto il Psg, che su Pogba farebbe un investimento d’immagine prima che tecnico: con la probabile, imminente partenza di Mbappé, i parigini hanno bisogno di una sorta di giocatore bandiera che sia francese, che rappresenti il club a livello internazionale ma anche in cui possano identificarsi i tifosi di casa, che per la stragrande maggioranza arrivano dalla banlieu, dove Pogba è un testimonial popolarissimo. L’aspetto tecnico al momento è in secondo piano e nemmeno si sa chi allenerà il Psg nel 2022/2023: il Polpo difficilmente sceglierebbe al buio, senza conoscere il nome e soprattutto le intenzioni dell’allenatore, tanto più dopo che in queste stagioni inglesi i problemi con i tecnici con i quali ha lavorato (Mourinho, Solskjaer, Rangnick) sono stati prevalentemente di natura tattica. Ha fatto il mediano nel centrocampo a due (e non gli piace), ha fatto il trequartista, ha fatto l’esterno sinistro ma ha fatto troppo di rado la mezzala, che è di gran lunga la sua mansione preferita. E che, guarda caso, è quella che Allegri gli affidava, e che gli affiderebbe di nuovo.

Pogba e gli infortuni allo United: dal 2019 titolare solo al 44% 

Ma perché Pogba è sparito dai radar del mercato di lusso? La risposta è nei numeri, è nelle partite non giocate, è nel rendimento in calo, è negli infortuni a ripetizione. In questa stagione ha saltato 19 gare per uno stiramento alla coscia a novembre e una ricaduta ad aprile. Nel 2020/2021 ne ha perse 16, tra noie muscolari e un problema alla caviglia.  Nel 2019/2020 la solita caviglia gliene ha fatte saltare addirittura 39. Il 2018/2019 è stata la sua annata migliore, ma nelle precedente non erano mancate le assenze (15), per lo più per guai alla coscia. Nelle sei stagioni a Manchester, è stato titolare in Premier solamente in 137 partite su 228, vale a dire appena il 60% del volte. La percentuale precipita al 44% negli ultimi tre campionati. Al confronto, Dybala – scaricato anche per via dei suoi muscoli vulnerabili – è uno che scoppia di salute. 

È questo Pogba a mezzo servizio ad aver dissuaso la maggior parte dei vecchi estimatori: aveva lasciato Torino per Manchester, nel 2016, raccontando di voler vincere il Pallone d’oro e di diventare, parole sue, più forte di Pelé, ma in questi sei anni è stato al tempo stesso causa e conseguenza dei ripetuti fallimenti dello United. Tra acciacchi, equivoci tattici e molta supponenza, i suoi straordinari bagliori tecnici li ha fatti lampeggiare di rado e per lo più solo in nazionale: dopo tutto, è campione del mondo in carica. Tutti questi chiaroscuri hanno però svilito di molto il suo status, non certo rilanciato dai rapporti difficili con allenatori e dirigenti. 

Juve e Pogba: accordo possibile

Alla fine si può dire che Pogba e la Juventus abbiano la stessa esigenza, lo stesso mutuo bisogno di dare un colpo di spugna al passato recente e di riconnettersi ai giorni migliori: non c’è stata Juve più bella di quella con Pogba, non c’è stato Pogba migliore di quello con la Juve. In serie A il Polpo sarebbe un lusso e potrebbe permettersi le pause, le superficialità, le disattenzioni che invece la Premier castiga immediatamente. E la Juve potrebbe mettersi totalmente a disposizione del suo fenomeno perché nessuno, nel nostro campionato, avrebbe doti tecniche così superiori alla medi non eccelsa che c’è da noi.  

Pogba potrebbe essere quello che è stato Lukaku per l’Inter: veniva anche lui da annate storte (e da molte panchine) a Manchester, ma in Italia ha fatto la differenza. A livello internazionale no, però Pogba non tornerebbe certo alla Juve con l’aspirazione di vincere la Champions, perché sa anche lui che i bianconeri non sono più nell’élite delle 7-8 squadre migliori del continente. 

È per questi motivi che oggi la Juventus può permettersi di presentare un’offerta ragionevole a Pogba e Pogba la sta a sentire con interesse, non avendo molti argomenti per rilanciare. Si può dire che adesso il pallino sia in mano sua. A Parigi guadagnerebbe di più e giocherebbe in un club di un livello superiore, mentre la Juve sarebbe prima di tutto una scommessa, una puntata sul reciproco rilancio: forse esattamente quello di cui avrebbe bisogno in questo preciso istante. Ci sono due esigenze che combaciano: sono le condizioni ideali per tornare assieme.  

Pogba alla Juventus: ecco perché può tornareFonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
1 mese fa

“L’estate degli addii per la Juve: è stata l’ultima allo Stadium anche per Morata e Bernardeschi?” i gobbi non hanno ancora imparato che se non rinnovano a morata (e certamente ai prezzi fissati e pattuiti, non con il 40% di sconto…) dovranno cercarsi un altro centravanti.
E PURE PAGARLO!
quanto a bvernardeschi…
chi lo vuole?
c’é la fila…
un centro di rottamazione auto,
qualche discarica,
un paio di ospizi o bad&breakfast nel polesine…