Pochettino: “Il Psg non ha fatto nulla di male, siamo quelli che hanno speso meno sul mercato”

In campionato, dopo 9 giornate, viaggia in solitaria alla guida della Ligue 1 con sei punti di vantaggio sulla prima inseguitrice, il Lens. In Champions, dopo l’avvio balbettante in casa del Bruges, ha ristabilito le gerarchie battendo il Manchester City di Pep Guardiola. Ora il Paris Saint Germain di Mauricio Pochettino viaggia su due binari paralleli spinto dall’entusiasmo di una squadra costruita unicamente per vincere, ma che deve risolvere ancora qualche problema di individualità. Come quella di Kylian Mbappé, in scadenza a giugno 2022 e che di recente ha ammesso di aver chiesto già a fine luglio la cessione.

“Vogliamo sedurre Mbappé”

Il Real Madrid spera di portarlo in Liga a parametro zero, il Psg, però, sembra convinto di riuscire a trattenerlo. E la stessa convinzione ce l’ha anche Pochettino. “Mbappè è tranquillo, non ho dubbi sulla sua professionalità, è abbastanza maturo per gestire certe situazioni – assicura ai microfoni di Cadena Cope -. Per il suo futuro prenderà la decisione che deve prendere e la società farà tutto il possibile per trattenerlo, perché parliamo di uno dei migliori giocatori al mondo, con un grande potenziale e di appena 22 anni. Il club cercherà di convincerlo e sedurlo perché resti e da allenatore sarei felice se rimanesse qui per molti anni. La sua intervista? Ha comunicato quella che era la sua posizione di qualche mese fa, ma questo può cambiare in futuro. Il Psg ha la speranza e la capacità per sedurlo e offrirgli quello di cui ha bisogno per essere felice qui, poi starà a lui decidere. Il suo contratto scade il 30 giugno 2022 e fino ad allora c’è la possibilità che cambi idea”.

L’arrivo di Messi

Mbappè non è tra i favoriti per il Pallone d’Oro che Pochettino darebbe a Lionel Messi, “anche se non lo allenassi, nessun dubbio. Metterei poi al secondo posto Lewandowski e al terzo Cristiano Ronaldo, che è impressionante per mentalità, passione e amore per il calcio”. E a proposito del clamoroso arrivo della Pulce, racconta: “Mi chiamò Leonardo e mi disse: ‘C’è la possibilità di prendere Messi, ti piace o no?’. Pensavo che scherzasse. Ogni notte mi chiamava per aggiornarmi sulla situazione”, rivela Pochettino, che torna anche sulla mancata stretta di mano dell’ex Barça dopo essere stato sostituito nella gara col Lione: “Nessun giocatore vuole uscire, noi volevamo solo evitare che si facesse male”.

“Psg ha speso meno sul mercato”

Alla guida di un Dream Team (“ma il Psg non sta facendo niente di male, siamo quelli che abbiamo speso meno sul mercato, investendo solo su Hakimi”) e aspettando che si unisca alla compagnia anche Sergio Ramos (“sta portando avanti il suo processo di recupero, non manca molto al suo ritorno in gruppo. Una volta che succederà questo, vedremo. Nessuno dubita del suo valore, è un grande campione, non se la sta passando bene ma è forte”), Pochettino sa delle aspettative in Europa. “Ma la Champions deve essere un sogno, non un obbligo – mette in chiaro -. Nel calcio si deve giocare per il desiderio e il sogno di vincere delle cose, non per dovere. Al Mondiale 2002, in piena crisi argentina, ci siamo caricati il peso di essere l’unica via per dare una gioia alla gente e questa spinta emotiva ci ha fatto cadere, tanto che siamo usciti nella fase a gironi. Quando ci sono degli obblighi, il talento si riduce. Dobbiamo estraniarci e creare una bolla in cui il desiderio sia più grande del dovere. Siamo fra i candidati alla vittoria, ma la squadra da battere resta il Chelsea, perché campione in carica”.

Fonte Repubblica.it

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