Plusvalenze, ecco perché il processo contro Juve e Napoli può essere annullato

ROMA – C’è un tarlo nell’accusa. Il processo sportivo per le plusvalenze gonfiate rischia di arenarsi su un vizio di procedura: un dettagli, non fosse che quel piccolo elemento trascurato dalla Procura federale potrebbe, se il Tribunale accogliesse le istanze dell’accusa, far saltare l’intero impianto accusatorio.

La lettera della Covisoc

La questione è meramente tecnica. E ruota intorno al primo atto dell’intera vicenda. Nata dalla lettera che il 19 ottobre scorso la Covisoc – organo di controllo delle società di calcio – ha inviato alla Procura. Sulla base di quella lettera, che conteneva già tutte le operazioni di mercato finite al centro del processo, la Procura ha avviato l’indagine, nove giorni più tardi. Il problema è che, secondo le difese, la Procura avrebbe dovuto farlo molti mesi prima. E la “prova” è contenuta nella stessa lettera della Covisoc. Che, in effetti, si apre facendo riferimento a “pregresse interazioni” con la Procura. Vuol dire che non era il primo contatto tra le due parti, e che quindi l’argomento già fosse oggetto di analisi. Da quando? Andando avanti a leggere quel documento, una data compare: il 14 aprile, quindi circa 6 mesi prima, la Procura per stessa ammissione della Covisoc, aveva fornito “indicazioni interpretative”. Cosa vuol dire? Semplice: la Covisoc aveva già analizzato i bilanci delle società e le operazioni di mercato senza rintracciare nulla di irregolare. La Procura avrebbe quindi indicato cosa cercare per determinare possibili operazioni irregolari.

Cosa può succedere

Tutto ciò può portare a due conclusioni. La prima: la lista di operazioni su cui si è concentrata l’indagine, è figlia di quelle interpretazioni. La seconda, molto più seria: la Procura aveva già notizia di irregolarità. E non è un dettaglio, visto che dal momento in cui viene a conoscenza di una “notizia di irregolarità” ha 30 giorni per aprire l’inchiesta. Che possa davvero essere così lo dicono alcuni elementi: intanto, la Procura federale ha rifiutato di fornire alle difese la nota del 14 aprile citata nella lettera della Covisoc con tanto di numero di protocollo. Il motivo: “Non è pertinente”, si sono sentiti rispondere i legali. Ma lo sarebbe eccome se – come sembra dalla lettera – è sulla base di quelle “indicazioni interpretative” che è nata l’intera inchiesta. Non solo: agli atti dell’indagine compare anche un articolo del Sole 24 Ore di febbraio 2021, ossia molti mesi prima dell’apertura decisa dal procuratore federale, Giuseppe Chinè. Un’altro segnale che la “notizia” di possibili irregolarità fosse stata appresa, a mezzo stampa – uno dei criteri per cui si può avviare un’indagine – già da tempo. 

Ora la palla passa per le mani del Tribunale federale nazionale, presieduto dal giudice Carlo Sica: se dovesse accogliere questa contestazione delle difese, il processo si sgretolerebbe tra le dita dell’accusa. 

Plusvalenze, ecco perché il processo contro Juve e Napoli può essere annullatoFonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
1 mese fa

chissá perché, ma ho la sensazione che se ad essere coinvolte nelle plusvalenze, invece della juve e del napoli, fossero state coninvolte empoli, salernitana e catania, tanto per dire tre societá di minor blasone e fama, a questo cavillo burocratico non avrebbe pensato nessuno… ma proprio nessuno.