Pioli: “Noi sotto esame? Meglio così, con la Sampdoria è un’occasione da non perdere”

“Il Milan è sempre sotto esame? Meglio, così ci prepariamo con più concentrazione. Ma la verità, a prescindere da quello che dicono gli altri, è che noi dobbiamo sentirci sempre, in ogni partita, sotto l’esame di noi stessi”. Stefano Pioli non dribbla l’argomento: la grande occasione, per avvantaggiarsi nella gara per lo scudetto, sta in teoria anche nel calendario: comincia a San siro contro la Sampdoria, nella giornata in cui Inter e Napoli duellano al Maradona, un mini-ciclo di tre partite (seguiranno Salernitana in trasferta e Udinese in casa) in teoria tutte da vincere.

La tabella scudetto

Ma per Pioli il metro di paragone necessario, per cercare di vincere lo scudetto, resta uno solo: i punti dello scorso campionato, chiuso al secondo posto, perché tenere d’occhio quella quota e superarla, giornata per giornata, è secondo l’allenatore la base di partenza di qualsiasi progetto di primato: “Al di là dei risultati di questa giornata, il nostro e quello di Napoli-Inter, la squadra è più matura e consapevole di un anno fa e di due anni fa: è normale, perché è una squadra molto giovane ancora, ma è cresciuta tanto. Contro la Samp abbiamo l’opportunità di migliorare la nostra classifica rispetto alla venticinquesima giornata dello scorso campionato. Per ora abbiamo gli stessi punti, 42, ma l’anno scorso pareggiammo con l’Udinese. Perciò, se battiamo la Sampdoria, facciamo già meglio”.

L’autostima

Il pessimismo che si era insinuato tra i tifosi, dopo il mercato minimalista e lo 0-0 con la Juventus, lo ha cancellato la vittoria nel derby, però Pioli non condivide l’idea che i 3 minuti e mezzo di Giroud siano da etichettare come svolta della stagione: “Il pessimismo non è mai entrato a Milanello, la fiducia è rimasta sempre anche nei momenti meno facili ed è la forza di questo gruppo, perché è troppo facile entusiasmarsi e restare fiduciosi quando si vince. Perciò non parlerei di svolta, noi ragioniamo partita per partita e non è un modo di dire”.

Tutti titolari

Nel post lockdown la formazione titolare del Milan era più o meno sempre la stessa, poi è arrivato il turnover, spesso anche forzato dalle assenze. Adesso, con la rosa quasi al completo, c’è attesa per la strategia di Pioli, che risponde col classico assioma: “La mia idea è di schierare sempre la formazione migliore, che non è mai detto che sia la stessa della partita prima. Anche perché dipende dalle nostre condizioni e dall’avversario”. Per la sostituzione dello squalificato Hernandez ci sono più alternative: Ballo-Touré si era infortunato in Coppa d’Africa, ma dovrebbe essere disponibile, a sinistra possono giocare anche Calabria, Florenzi e Kalulu: “Vedremo fino all’ultimo”. Intanto al centro della difesa torna Tomori al posto di Kalulu (“che resta un titolare in tutto e per tutto, mi ha sorpreso: quando è arrivato non mi aspettavo da lui che si inserisse subito e con tanta personalità”) e a centrocampo Bennacer e Diaz riguadagnano posizioni: “Bennacer ha giocato molto bene con la Juventus ed era appena tornato dalla Coppa d’Africa, poi ha fatto un ottimo derby ed è in condizioni ottimali”.

Giroud mattatore a San Siro

Con 4 gol in 5 giorni al Meazza, il centravanti francese ha consolidato una statistica particolare dell’alter ego dell’acciaccato Ibrahimovic, ancora assente per l’infiammazione al tendine d’Achille: 10 gol segnati, tutti a San Siro: “I grandi numeri difficilmente sbagliano, ma questa penso che sia una statistica casuale, mi viene in mente che a Empoli Olivier è entrato in tutti i gol. Ibra ancora lavora a parte, c’è da aspettare ancora un po’ perché torni in campo”.

Super in trasferta, normali in casa: un dato da aggiustare

C’è un’altra statistica bizzarra: il rendimento della squadra in trasferta è decisamente migliore di quello casalingo: “Per come vogliamo sempre fare la partita, indipendentemente da dove si gioca, onestamente mi aspetterei un bilancio più equilibrato. Così non è, invece, e dobbiamo trarne motivazione, anche per sfruttare al massimo il sostegno che il nostro popolo ci dà”.

Un mercato lungimirante

L’ad interista Marotta ha appena parlato dell’esigenza di un calcio sostenibile, da perseguire come obiettivo prioritario anche rispetto al risultato sportivo. Pioli condivide la parte finanziaria del concetto, sposato dal Milan di Elliott: “Questa è la direzione necessaria, logica, giusta, soprattutto per il momento che tutte le società di calcio stanno attraversando”.

L’esempio di Hernandez

Appartiene a questa politica del club il freschissimo rinnovo quadriennale del contratto di Theo Hernandez, corteggiato in Premier League e nella Liga: “Lo considero il bellissimo segnale di un club con visione per il presente e soprattutto per il futuro. Avere giocatori che hanno senso di appartenenza e un club che programma significa avere stabilità per tornare ai massimi livelli”.

Il contratto di Leao

Pioli non si sbilancia sull’imminente rinnovo del contratto di Leao, che parte da presupposti economici analoghi a quelli di Hernandez e che sembra animato dalla stessa voglia di restare al Milan: “Io vedo tutti motivati, siamo riusciti a creare un ambiente fatto di serietà e disponibilità, credo che sia molto importante per un giocatore”.

L’affaire Kessié

Non pare questa la prospettiva di Kessié, il cui rinnovo è ben più lontano, con le notizie anche di un corteggiamento da parte dell’Inter. L’allenatore non pensa però che il diretto interessato si lasci condizionare dalle vicende extracalcistiche: “Contro Milinkovic, in Milan-Lazio, ha fatto una partita super sia offensiva sia difensiva, con l’Inter gliene avevo chiesto una di sacrificio e l’ha fatta. Franck è un nostro titolare, come tutti”.

L’occupazione dell’area

L’obiettivo tattico è ancora una volta dichiarato: occupare l’area avversaria col maggior numero possibile di giocatori, abbassando la percentuale di errori nei passaggi: “Questo è sempre stato il nostro obiettivo e per riuscirci bisogna costruire molto bene da dietro, essere precisi al massimo, semplici e rapidi nella transizione da una fase di gioco all’altra”.

Il confronto con l’Inter

L’Inter e il suo percorso prima dello scudetto – due quarti posti e un secondo – rappresentano un paragone inevitabile per una squadra reduce dal secondo posto: “Mancano tante partite da qui a fine campionato. La differenza tra noi e i nostri concorrenti è sottile: sono i particolari a fare la differenza”.

Le motivazioni di Giampaolo

La differenza si può fare anche vincendo le partite solo in apparenza più semplici, come questa: “Che in realtà è difficile. La Sampdoria arriva dal 4-0 al Sassuolo, che poi in Coppa Italia ha perso solo negli ultimi minuti con la Juventus. Dobbiamo spingere, sapendo che il più delle volte prestazione e risultato dipendono da noi”. Giampaolo, dal cui esonero nel 2019 partì il ciclo milanista di Pioli, potrebbe avere motivazioni supplementari: “Soltanto da due partite è tornato alla Sampdoria e la sua impronta si vede già: vuole palleggiare, ha un attacco veloce e tecnico. Ma se lui sarà molto motivato, è perché vuole risollevare le sorti di un club come la Sampdoria. Vinceremo se giocheremo meglio dei nostri avversari. E il pressing, se fatto nei tempi giusti, potrà essere un’arma importante”.

Pioli: "Noi sotto esame? Meglio così, con la Sampdoria è un'occasione da non perdere"Fonte Repubblica.it

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