Perché Conte è andato al Tottenham: soldi, pieni poteri e voglia di ripartire

“La scorsa estate non ero ancora pronto emotivamente, la storia con i nerazzurri era finita da troppo poco, ora sono felicissimo di tornare ad allenare”. L’ha raccontato così Antonio Conte il suo “sì” al Tottenham 4 mesi dopo aver rifiutato lo stesso incarico. Ma non è più solo una questione di cuore. Semplicemente, era arrivato il momento di salire su un’auto in corsa. Che lo mette nelle condizioni ideali, come dimostra la sua storia: alla Juve e al Chelsea, in Nazionale e all’Inter, trovava macerie su cui ricostruire da zero o quasi. Il Tottenham, reduce da tre esoneri in 24 mesi, è in una condizione praticamente sovrapponibile.

Dal Tottenham l’unica offerta a Conte

A giugno aveva detto “no” immaginando potessero aprirsi strade più appetibili. Ma le alternative, a ben guardare, non è che fossero poi molte. Il Barcellona ha esonerato Koeman ma s’è diretto sulla bandiera Xavi. Il Manchester United, anche quando aveva valutato di mandar via Solskjaer, non ha presentato un’offerta reale a Conte. Che a quel punto ha capito come l’arco di soluzioni possibili si stesse assottigliando. E se il Tottenham avesse sistemato la propria panchina, il rischio era di condannarsi a un’intera stagione da spettatore: soluzione che non aveva alcuna voglia di rivivere. Inoltre, se prima di dicembre si fosse liberata una panchina nobile in Italia, avrebbe potuto prenderla solo rinunciando a parte della buonuscita dell’Inter da 6,5 milioni. Ipotesi quindi impercorribile. 

I soldi: 23,4 milioni fino al 2023

Sì, perché la scelta del Tottenham è anche una questione di soldi. Tanti: da qui al 2023 incasserà 20 milioni sterline, circa 23,4 milioni di euro di cui 9,4 fino a giugno e altri 14 nella prossima stagione. Tutti ovviamente al netto delle tasse. Una montagna di denaro, a fronte del nulla che avrebbe ricevuto stando fermo ancora. Difficile dire no. Ancora di più visto che l’ex ct azzurro è stato tra le “vittime” di un broker a cui aveva affidato almeno 30  milioni di euro. Il classico caso per cui si fa fatica ad andare troppo per il sottile. 

Il mercato: Vlahovic, De Vrij, Bastoni

Poi certo, il Tottenham ha tutte le carte in regola per affascinarlo: una forte disponibilità economica, che potrebbe garantirgli i giocatori che chiede, da Vlahovic a De Vrij o Bastoni. Poi, uno degli stadi più belli del mondo, con una squadra che rende molto meno del proprio valore reale, come la sua prima Juve o il suo Chelsea. E un dirigente che conosce benissimo, l’amico Fabio Paratici. Che, appena ha dovuto scegliere, ha indicato Conte. Come lui, anche Marotta all’Inter. Perché Conte dal punto di vista sportivo è una certezza: lo dimostrano i 5 campionati vinti. Per chi ha bisogno di cambiare marcia, la soluzione ideale. Da prendere a qualunque costo. 

Fonte Repubblica.it

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