Per Kian il regalo più grande: quella prima di Repubblica nel giorno del Leicester. “Ne farò un quadro”

Per Kian il regalo più grande: quella prima di Repubblica nel giorno del Leicester. "Ne farò un quadro"

Per Kian il regalo più grande: quella prima di Repubblica nel giorno del Leicester. "Ne farò un quadro"

LEICESTER – Un giornale può diventare a volte una capsula del tempo. Aprire una porta su ricordi indelebili, riportarci indietro a un momento della nostra vita in cui è successo l’inimmaginabile. E a Leicester, cittadina inglese nelle Midlands orientali a pochi chilometri da Birmingham, quel giorno è per tutti o quasi il 2 maggio del 2016. La piccola squadra di calcio che vince il campionato più ricco del mondo, la Premier League inglese. Repubblica lo raccontò in prima pagina pubblicando la foto di un bambino che festeggiava il trionfo sulle spalle del papà: un lampo di colore tra il referendum costituzionale di Renzi e la liberazione di Salvatore Girone, l’ultimo dei due Marò a tornare a casa. Un’immagine evocativa, per raccontare il sogno di generazioni unite dall’unicità dell’evento. Oggi quel bambino ha un nome: Kian Deacey, e accanto a papà Liam stringe tra le dita quel giornale che non aveva mai potuto toccare. Riunendo due linee temporali che sembravano non potersi incontrare più.  

La storia è un frammento digitale che vola da uno schermo all’altro. In un giorno di maggio del 2016, mentre Leicester festeggia ancora i suoi eroi, Liam Deacey scopre che la foto di suo figlio è finita sulla prima pagina di un giornale italiano, Repubblica. E quasi incredulo scrive alla nostra redazione: “Potreste inviarmi il pdf di quella prima pagina? Io e mio figlio ci terremmo molto”. Lo ricevette, con la promessa che al primo incrocio europeo tra il Leicester e una squadra italiana avrebbe avuto di più.  

Così quella copia di giornale conservata aspettando di poter essere consegnata, è rimasta sul fondo di un cassetto impolverato per sei anni. Fino a quando il Leicester non è diventato, negli incroci dell’ultima nata delle coppe europee della Uefa, l’avversario della Roma sulla strada per la finale. Un caporedattore ha colto l’occasione per trasformare quell’attesa in un’occasione. Dalla festa del Leicester sono passati sei anni, il bambino oggi è un adolescente di 14 anni. Ma non è cambiata la sua passione: era allo stadio anche ieri, per godersi l’incontro con la Roma, insieme a papà Liam. Con cui, qualche ora prima, ci eravamo dati appuntamento sotto l’arco in ferro battuto che apre la piazza del mercato di Leicester. Un piccolo viaggio per Liam, che abita a una ventina di minuti d’auto dalla città. Il motivo? Una consegna speciale.  

Quando riceve la copia del giornale, i suoi occhi si illuminano: lo guarda, fissando lo sguardo del figlio ritratto. E sorride: “Questo lo facciamo incorniciare e lo appendiamo nella sua camera da letto”. Il piccolo Kian in quel 2016 era diventato quasi una celebrità in città: quando i Kasabian organizzarono un concerto al Viktoria Park per celebrare il trionfo del Leicester, lui – allora un bimbetto di 8 anni – passò gran parte della serata sul palco con loro insieme ad altri due o tre bambini, grazie a un amico di papà. Che, alla passione per il calcio, aggiunge il suo impegno sociale: al tavolo di un pub che per l’occasione serve cappuccino e caffè americano, ci consegna un’agenda e una tazza rosse col marchio Menphys Sports club: è una società di beneficienza, con cui è attivissimo. “Non c’è abbastanza offerta sportiva per i ragazzi con disabilità”, ci dice Liam. “Noi attraverso lo sport li aiutiamo a superare le barriere sociali e fisiche: lo sport migliora le loro abilità cognitive, le loro capacità di apprendimento, i loro risultati scolatici. Ma serve anche a migliorare la loro integrazione nel tessuto sociale”.  

Dopo un piccolo tour dei murales della città, ci salutiamo. Qualche ora più tardi, Liam ci scrive un messaggio: l’allegato, ritrae lui e suo figlio, già vestiti con la maglia del Leicester che avrebbero indossato al King Power Stadium. E, tra le mani, la copia del giornale che gli avevamo consegnato poco prima. Una foto speciale: i tratti del giovane Kian cambiati dall’adolescenza che inizia a fiorire, ma perfettamente riconoscibili. Lo sguardo orgoglioso di papà Liam. La loro “time machine: un viaggio nel tempo attraverso la pagina di un giornale.  

Fonte Repubblica.it

Voglio essere avvisato
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments