Osimhen l’imprendibile, un rebus per gli avversari che esalta Napoli e Spalletti

NAPOLI – Victor, victoria. Quarant’anni fa fu il titolo di una pellicola di successo, che riuscì ad arrampicarsi fino al red carpet di Hollywood con 7 candidature ai premi Oscar. Il Victor che strizza invece l’occhio alla vittoria nel Napoli fa di cognome Osimhen e ha il suo habitat naturale nelle aree di rigore avversarie: il set su cui sta recitando da attore protagonista con il dress code della maglia azzurra, in un film che a giudicare dalle prime riprese aspira a diventare un colossal, più che un remake. Rimane solo da capire come si evolverà la trama. Spalletti se la augura fiabesca, coltivando il sogno che la fuga scudetto della sua squadra (a punteggio pieno dopo i primi 7 turni di campionato) vada in porto. Propende al contrario per il genere horror chi si è appena trovato di fronte l’assatanato centravanti nigeriano: doppietta d’autore al Leicester, gol di rapina a Udine, doppietta bis a Marassi con la Samp, show al Maradona contro il Cagliari con la rete che ha sbloccato il risultato e il rigore procurato, altro tiro dal dischetto conquistato domenica allo stadio Franchi con la Fiorentina.

Undici giocatori a segno

Victor Osimhen non si tiene nemmeno con le cattive ed è già l’uomo copertina dell’allungo in testa alla classifica del Napoli, che da metà agosto ha collezionato solamente vittorie in campionato. Non si è trattato a dire il vero di una sorta di “One man show”, perché tutto nella squadra azzurra sta funzionando alla perfezione: dal rendimento super della difesa (la migliore della Serie A, con appena 3 reti subite in 630′) ai numeri impressionanti del possesso palla, dei passaggi riusciti, dei palloni recuperati grazie al pressing, dei tiri in porta e del significativo exploit degli 11 giocatori già andati a segno. Ma è innegabile che il meccanismo finora perfetto messo a punto da Spalletti abbia il suo centro di gravità permanente nel cannoniere di Lagos: decisivo per i suoi gol e ancora di più per le problematiche di natura tattica e tecnica che crea agli avversari.

Un rebus per le difese avversarie

Marcare Osimhen sta diventando infatti un problema serio per tutti. Chi gli ha concesso troppi spazi (come Udinese, Samp e Fiorentina) se n’è pentito amaramente. Ma è andata male anche a chi ha provato a costruire un bunker, per esempio Juve e Cagliari. Per il Napoli invece è una pacchia, perché Spalletti può trovare di volta in volta la soluzione giusta per far male. In contropiede o avanzando in massa il risultato arriva comunque, con le doti di Insigne e compagni nello stretto. Identica la sintesi di due tecnici dal credo tattico opposto come il propositivo Gotti e il pragmatico Mazzarri. “Rischi grosso con gli azzurri se vai a prenderli alti, stessa cosa se li aspetti nella tua metà campo”.

Tutta colpa del rebus VO9, di cui finora nessun avversario è riuscito a trovare la soluzione. Ma di Osimhen fanno paura anche i margini di crescita, visto che il nigeriano è ancora acerbo dal punto di vista tecnico. Spalletti ci sta lavorando dal primo giorno e sa di avere tra le mani un potenziale attore da Oscar. Victor nel Napoli fa sempre rima con vittoria.

Fonte Repubblica.it

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