Neymar: ”Verratti è un genio. Lo metto con Xavi e Iniesta”

A quasi trent’anni, parla come l’uomo adulto che è. Ai ragazzi che a Parigi hanno giocato le finali del torneo Red Bull Neymar Jr’s Five — cinque contro cinque senza portiere, la formula l’ha inventata lui — O’Ney ha ripercorso la sua carriera finora: “Sono arrivato al Paris Saint-Germain per vincere la Champions. Ci proviamo dal 2017. Ma giocare in una squadra così è come uccidere un leone ogni giorno: qualsiasi avversario contro di noi è super motivato. Dobbiamo provare in campo quel che siamo sulla carta. Non serve a nulla avere una grande squadra se poi non funziona”. E ha chiarito cosa intende quando dice che Qatar 2022 potrebbe essere il suo ultimo mondiale: “Non voglio certo ritirarmi dal calcio, ma non sappiamo cosa ci riservi il futuro. Gioco ogni partita come fosse l’ultima. E già che ci sono: non penso di essere più forte di Pelé, nemmeno mi paragono a lui”. Poi il campione brasiliano ha risposto alle domande fatte da Repubblica e da altre tre testate di altri continenti.

Che ricordi ha del primo gol con la nazionale brasiliana?
“Ho esultato in ginocchio, ho ringraziato Dio: prima gara in verdeoro e prima rete. Nella mia vita tutto è successo molto velocemente”.

Cosa prova ad essere tornato a giocare con Leo Messi?
“Sono felice. Oltre ad essere un idolo del calcio, un asso e un genio, è un amico. E quando hai amici dalla tua parte, le giornata è più leggera, rilassata. Speriamo di fare insieme la storia, come al Barcellona”.

Quale giocatore la ha più impressionata dal suo arrivo a Parigi?
“Sono due: Mbappé e Verratti. Mbappé è veloce, è giovane, un crack. Di Verratti sapevo fosse un grande giocatore, ma non così. È spettacolare, un genio. È uno dei migliori centrocampisti con cui io abbia giocato, con Xavi e Iniesta”.

Cosa rappresenta per lei Pelé?
Pelé è il calcio, da sempre. Per strada, in campo, a scuola, se qualcuno dribblava tre giocatori e faceva gol, qualcuno diceva “hai segnato alla Pelé”. A chi si dava arie, dicevamo: ‘Ehi, chi pensi di essere, Pelé?’. È il re del calcio, l’idolo per eccellenza del Brasile. Ho grande rispetto per lui e per tutto ciò che ha fatto per il nostro Paese. Se il Brasile è famoso in tutto il mondo per il calcio è grazie a lui. Quindi, siamo molto fortunati che Pelé sia nato in Brasile”.

O Rey ha il record di gol con la nazionale brasiliana. Lei quale primato insegue?
“Proprio il maggior numero di gol segnati con la nazionale brasiliana. È un traguardo che voglio raggiungere, per il mio Paese. Non trovo le parole per dire come mi sentirei se ce la facessi”.

Qual è il suo idolo al di fuori del calcio?
Michael Jordan. Credo che le nostre storie siano simili. Prendo ispirazione da lui, da quello che ha passato e da ciò che ha detto. Per me è un idolo”.

 

Perché ha creato il Red Bull Neymar Jr’s Five?
“L’idea nasce dal calcio di strada del Brasile, ma in versione moderna. Si gioca 5 contro 5 senza portiere. Vedere le due finali francesi, la femminile e la maschile, è stato speciale. Un gioco dinamico, veloce È l’idea di vita che voglio dare”.

Le piacerebbe fare l’allenatore?
“No. Non sto programmando di diventare allenatore, tutt’altro. Non so ancora cosa farò dopo, non ho deciso. Ma sono ancora lontano dal doverlo fare. Vediamo cosa succede”.

Fonte Repubblica.it

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