Newcastle, via Bruce: Fonseca in pole per sostituirlo

Steve Bruce non è più l’allenatore del Newcastle. Lo annuncia la stessa società inglese con un comunicato ufficiale, specificando che si tratta di risoluzione consensuale. Dunque, dopo solo una settimana dall’acquisto del club inglese di Premier League, la nuova ricchissima proprietà saudita ha deciso per l’avvicendamento in panchina. Complice il mediocre inizio di stagione – i Magpies sono penultimi in classifica, ancora senza vittorie all’attivo, con tre punti dopo otto giornate – la posizione del tecnico 60enne appariva incerta ormai da tempo e la sconfitta casalinga nell’ultimo fine settimana, per 2-3 contro il Tottenham, ha segnato la fine della sua avventura. Per la partita contro il Crystal Palace, in programma sabato pomeriggio, andrà in panchina il suo vice Graeme Jones.

Fonseca in pole per la successione

Si tratta comunque di una soluzione ad interim visto che la dirigenza (i nuovi proprietari sauditi non possono permettersi una eventuale retrocessione) sta cercando un sostituto con esperienza ad alto livello. Il principale candidato per la successione, come riporta Sky Sports, è al momento Paulo Fonseca: l’ex allenatore della Roma torna ad un passo da una panchina di Premier League dopo aver sfiorato quella del Tottenham (saltata prima della firma per difformità di vedute con Paratici). Non mancano, comunque, le potenziali alternative al portoghese, da Frank Lampard a Roberto Martinez, mentre Antonio Conte, il cui nome era stato accostato di recente al Newcastle, sembra essersi già defilato.

Bruce: “Smetterò di allenare, però mai dire mai”

“Questa può essere la mia ultima esperienza da allenatore. Non è una cosa solo mia, ma è una decisione che riguarda tutta la mia famiglia” ha detto Steve Bruce al Telegraph dopo l’interruzione del rapporto con il Newcastle. “In casa erano preoccupati per me, in particolare mia moglie ha affrontato la morte dei miei genitori e i suoi non sono stati molto bene. Poi ha dovuto preoccuparsi per me e per quello che ho passato negli ultimi due anni. Mi ha seguito da una squadra all’altra e, se le dicessi che mi è stato offerto un lavoro in Cina o in qualsiasi altro posto, mi seguirebbe – sottolinea Bruce –  Ho 60 anni, assieme abbiamo una bella vita, quindi probabilmente smetterò di allenare. Almeno fino a quando non riceverò una telefonata da un presidente che mi chiede se posso dare loro una mano. Mai dire mai, comunque. Quando sono arrivato a Newcastle, pensavo di poter gestire la situazione, ma è stato molto difficile: avvertivo nelle persone la convinzione del mio fallimento, dicevano che ero inutile, uno stupido tatticamente incapace. E’ stato così fin dal primo giorno”.

Fonte Repubblica.it

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