Nazionale, vicino il ritorno di Balotelli dopo più di tre anni. Prima chiamata per Joao Pedro

Nazionale, vicino il ritorno di Balotelli dopo più di tre anni. Prima chiamata per Joao Pedro

Ci sono state due vite di Mario Balotelli con la Nazionale italiana. La prima (33 presenze, 13 gol) ha avuto il suo picco all’Europeo 2012 con la doppietta alla Germania in semifinale ed è durata dall’agosto 2010, quando Prandelli lo battezzò azzurro ventenne per l’amichevole di Londra con la Costa d’Avorio, al giugno 2014, quando l’Italia fu eliminata al Mondiale brasiliano dall’Uruguay.

La seconda vita, dopo esilio quadriennale con Conte e poi con Ventura ct, è durata molto meno (3 presenze, 1 gol) da maggio a settembre 2018, quando Mancini, che lo aveva richiamato per le amichevoli con Arabia Saudita e Francia scegliendolo come centravanti titolare, decise che l’1-1 in Nations League a Bologna con la Polonia poteva bastare.

Adesso la terza vita, secondo anticipazione lanciata da Sky Sport nel primo pomeriggio e conferma indiretta del fratello Enock via Instagram (“so quanto tieni a questa maglia, ora fagli vedere la fame che hai”), potrebbe iniziare mercoledì prossimo, 26 gennaio, con lo stage di due giorni a Coverciano in vista dei play-off di fine marzo per il Mondiale in Qatar. Mancini ci sta pensando: deciderà entro domenica.

Balotelli, subito un gol per convincere il ct

Per Balotelli sarebbe la faine di un nuovo quasi quadriennale purgatorio, che in verità pareva molto simile a una bocciatura definitiva. A indurre Mancini alla verifica ulteriore sullo stato di forma attuale del primo centravanti della sua gestione da commissario tecnico sarebbe stata la necessità di valutare tutte le opzioni possibili, per le due partite decisive, nel ruolo di goleador: la mancata qualificazione diretta al Mondiale è infatti dipesa soprattutto dalla recente scarsa produttività dell’attacco.

La riconvocazione di Balotelli sarebbe davvero meditata, vista la premessa logistica: lo stage, che peraltro non è stato ancora ufficialmente annunciato e che vedrà il ritorno nello staff di De Rossi (campione del mondo a Berlino 2006 e campione d’Europa a Londra 2021 proprio nello staff), nasce con l’incognita del Covid, che lo ha a lungo tenuto in forse, ed è in teoria riservato proprio per questo ai soli calciatori italiani che giocano in Italia. Ad esempio Jorginho (Chelsea) e Verratti (Psg) non dovrebbero esserci. La chiamata di Balotelli, che gioca in Turchia nell’Adana Demirspor, sottintenderebbe dunque un accordo con l’allenatore della squadra, l’italiano Montella.

Quale che sia l’esito della vicenda (le convocazioni verranno rese note lunedì), l’effetto dell’indiscrezione è stato duplice. Da un lato ha circondato di un alone di precarietà i potenziali rincalzi del titolare Immobile (Belotti, Scamacca, Raspadori, Kean o il falso nove Insigne, Bernardeschi o Berardi). Dall’altro ha indotto i tifosi della Nazionale campione d’Europa a informarsi in tempo reale sulla partita in corso, nella Süperlig turca, tra l’Adana e il Karamgürük delle vecchie conoscenze della Serie A Viviano, Biglia e Borini e del fresco neoacquisto Biraschi.

Balotelli ha approfittato dell’occasione per convincere Mancini. Ha visto quasi tutta la gara dalla panchina e da lì ha assistito alla doppietta del congolese Assombalonga, inframmezzata dal 2-0 di Agkün. Ma poi è entrato nel finale e ha subito segnato il 4-0, arrotondato al 90’ ancora da Agkün. La sua stagione in Turchia è decisamente discreta (21 presenze tra campionato e coppa, 9 gol), anche se a gennaio prima il Covid e poi la conseguente forma precaria lo avevano ridotto a un ruolo marginale, accentuando il peso delle notizie in arrivo dall’Inghilterra sulla potenziale cessione al Newcastle. Il gol di oggi spezza il periodo grigio e alimenta le speranze azzurre di SuperMario, che al Brescia aveva perso il prefisso.

Frattesi, Zaccagni e il sogno di scovare un nuovo Zaniolo      

Fino al “caso” Balotelli la questione principale nella preparazione dei play-off (il 24 marzo la semifinale a Palermo con la Macedonia del Nord, il 29 l’auspicabile finale a Lisbona col Portogallo o a Istanbul con la Turchia) sembrava riguardare il numero più plausibile di convocati per lo stage e le probabili sorprese. Mancini vuole sfruttare l’occasione della sosta della Serie A la prossima settimana: sia per dimezzare il letargo azzurro di 4 mesi, previsto dal calendario, tra l’ultima partita giocata a novembre in Irlanda del Nord e i play-off, sia soprattutto per valutare i convocabili di marzo.

Gli oriundi brasiliani Joao Pedro del Cagliari e Luiz Felipe della Lazio capeggiano la lista, in particolare l’attaccante, il cui eclettismo farebbe parecchio comodo, a maggior ragione per via dell’assenza dell’infortunato Chiesa. Ma non mancano altre novità potenziali in vetrina, che il ct sta valutando: una prova ulteriore per il fantasista della Lazio Zaccagni, convocato in novembre senza debutto, e il battesimo per i centrocampisti del Sassuolo Frattesi e dell’Empoli Ricci.

L’altro dubbio è sul numero dei convocati. Fermo restando lo zoccolo duro dei 23-24, al quale vanno sottratti i suddetti “stranieri” Jorginho, Verratti più Emerson Palmieri (Lione), probabilmente Bonucci e Acerbi per infortunio, esiste la possibilità di una cosiddetta “lista giovani”, da valutare sul campo in prospettiva post Mondiale. Mancini a suo tempo fece scoprire proprio in uno stage il romanista Zaniolo.

Stavolta potrebbe toccare, oltre ai più “attempati” come il ventenne centrocampista della Cremonese Fagioli, prestito della Juve, e al diciannovenne attaccante della Spal Colombo, in prestito dal Milan, a due diciottenni: il centrocampista Miretti della Juventus B (qualche minuto in Champions contro il Malmoe) e il difensore dell’Atalanta Scalvini (5 scampoli di partita in serie A per 88 minuti complessivi). Anche se il tema del momento è la terza vita azzurra di Mario Balotelli, che certamente avrebbe un orizzonte immediato: i play-off di marzo, per cercare in Qatar il riscatto del Mondiale brasiliano.

Fonte Repubblica.it

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