Nazionale, tutta la rassegnazione di Mancini: “Troppi stranieri, faccio quello che posso”

Nazionale, tutta la rassegnazione di Mancini: "Troppi stranieri, faccio quello che posso"

FIRENZE – Ci sono stati momenti migliori per la Nazionale, di questo 2022 contrassegnato dal Mondiale perduto. Al ritorno dalla pausa esitiva Verratti, infortunato col Psg, allunga la lista degli assenti, già di per sé non piccola: “Marco non riesce nemmeno a camminare, probabilmente chiamerò Frattesi al suo posto”. L’annuncio di Roberto Mancini rimarca l’ulteriore contrattempo che simboleggia il momento difficile dell’Italia campione d’Europa. Il ct, che spera di non perdere gli acciaccati Politano, Pellegrini e Tonali, non nasconde la fase critica: “L’avevo detto dopo la mancata qualificazione al Mondiale che sarebbero stati sei mesi durissimi. Fino a dicembre non sarà semplice, credo che si debba trovare un po’ di entusiasmo e la spinta può darla proprio il campionato d’Europa, quella vittoria. Dobbiamo cercare altri quattro anni straordinari, dall’Europeo del 2024”.

Ma un grande ostacolo resta e al momento sembra insormontabile: in Serie A il numero dei calciatori convocabili continua a diminuire: “Nel 2018, quando ho cominciato la mia esperienza da commissario tecnico, non erano molti e adesso sono ancora meno. Noi facciamo tutto quello che è nelle nostre possibilità. Chiamiamo anche quelli che giocano in B, se sono bravi. Ma poi magari vanno all’estero e hanno bisogno di tempo per ambientarsi oppure rimangono in B. Non è che possiamo fare molto di diverso, se non andare avanti per la nostra strada, trovare novità e sperare di non sbagliare i giovani: dobbiamo fare con quello che abbiamo. Le indicazioni del campionato? L’Udinese è un’ottima squadra, molto fisica, ma è piena di stranieri. Il Napoli ha qualche italiano in più degli altri: stanno tutti facendo bene, infatti li ho convocati” Le seconde squadre possono essere solo una soluzione parziale, anche se soltanto la Juventus l’ha sposata: “Certo, le seconde squadre possono servire. Miretti giocava in C nell’Under della Juve e adesso è titolare in A. Il ritmo del nostro campionato migliora, si vedono partite più intense come ad esempio Milan-Napoli. Però la distanza rispetto all’Inghilterra c’è ancora: lì anche la partita con l’ultima in classifica ha un ritmo altissimo”.  

Il problema attaccanti

Il guaio più grosso rimane in attacco, come ha confermato Immobile, accettando il ruolo di guida dei giovani per il prossimo quadriennio: il problema degli attaccanti diventerà irreversibile? “Quello degli attaccanti non è problema piccolissimo. Sicuramente è qualcosa di anomalo, l’Italia ha sempre avuto grandi attaccanti: speriamo che non sia irreversibile, la speranza è che escano due o tre attaccanti di grande qualità. Immobile è rimasto l’unico della vecchia guardia qui”. Ci sono Scamacca e Gnonto, che hanno scelto la Premier League, nel West Ham e nel Leeds, proprio per giocare: “Ho parlato con Scamacca, è andato in un campionato difficile, credo che gli ci vorrà un po’ di tempo per adattarsi. Ci vuole un po’ di tempo per prendere confidenza con i ritmi della Premier League, ma è una scelta che può fare migliorare”.

Perché il no a Zaniolo, Miretti e Udogie

Alle perplessità per la mancata chiamata di Zaniolo e di Miretti e Udogie, lasciati all’Under 21 anche se nella Roma, nella Juventus e nell’Udinese sono titolari, Mancini ha risposto con una spiegazione di carattere atletico, chiamando in causa il calendario: “Per chi non è qui esiste una ragione. Non c’è Spinazzola, perché mi ha chiamato: non si sente benissimo, aveva bisogno di due settimane senza partite. Gli altri li ho lasciati a casa perché con questo calendario si gioca ogni tre giorni e magari, visto che stavolta la Nazionale gioca solo due partite, magari sarebbero andati in tribuna e non avrebbe avuto senso portarli”. Per la ragione opposta sono stati invece portati i tre nuovi: i portieri di Lazio ed Empoli, Provedel e Vicario, e il terzino della Salernitana Mazzocchi: “I portieri volevo vederli, valutarli, ne abbiamo tanti bravi. Mazzocchi non è un ragazzino, ma sta facendo bene, ha forza fisica e buona tecnica: volevo vederlo dal vivo”.

Porte aperte per Insigne, non per Balotelli

Rimane aperta la porta per Insigne, anche se è andato a giocare nel Toronto in Mls, con Bernardeschi e Criscito: “Le porte rimangono aperte per tutti. Lorenzo probabilmente sarebbe stato qui, se non avesse avuto un serio problema familiare”. Diverso sembra ormai il caso di Balotelli, al quale non ha sicuramente giovato il video che lo ritrae barcollante, sorretto da due persone, in Svizzera, dove si è trasferito al Sion. Il ct ha glissato con eleganza: “Il video non l’ho visto, ma chi di voi non ha mai barcollato in vita sua?”.

Niente cambio di modulo

L’obiettivo delle due partite di Nations League con l’Inghilterra a Milano e con l’Ungheria a Budapest è duplice: “Il risultato perché si può ancora arrivare primi, e la crescita dei giovani, qui ce ne sono alcuni che avevamo chiamato per la prima volta a giugno”. Il ct è invece tiepido sul cambio di sistema, con la difesa a tre: “Si può fare tutto. L’importante è cercare di avere sempre la stessa personalità e la voglia di giocare bene. Abbiamo tanti polivalenti, basta che si torni a fare quello che facevamo con entusiasmo. I cambi tattici non li scarto a priori, ma la squadra rischia di allungarsi un po’, abbiamo bisogno di palleggio. Non siamo molto fisici, per caratteristiche, perciò restiamo corti”. L’ultima volta il 2-5 in casa della Germania è stato un risultato un po’ traumatico: “Ma ci sono state anche cose buone al di là del risultato: servono anche partite così, per vedere dove si può migliorare”.

Premiati Vialli e Vicario

A margine delle vicende calcistiche, c’è stato spazio per due premi. Il primo, il premio internazionale “Cuor di leone”, istituito da Stelle nello sport e Ussi per ricordare la figura del giornalista sportivo e dirigente azzurro Gian Luigi Corti, è stato assegnato a Gianluca Vialli, capo delegazione della Nazionale. Il secondo, “Ussi Toscana-costruiamo gentilezza nello sport”, è andato al portiere dell’Empoli, il neoconvocato Gianluca Vicario, che dallo scorso marzo ospita una famiglia ucraina di Dnipro, in fuga dalla guerra: mamma, papà e il loro bambino Milan: “Che adesso ha iniziato la prima media e si è perfettamente integrato. La sua felicità è la mia felicità”.

Fonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
11 giorni fa

“faccio quello che posso”.
come giustificare il suo lauto stipendio e i suoi miserabili risultati.
con “faccio quello cheposso”, faccio anch’io il ct della nazionale.
E MI BASTANO 3 MILA EURO AL MESE, NON 3 MILIONI ALL’ANNO.
BUFFONE!!!

castigamatti
Ospite
castigamatti
11 giorni fa

chi di voi pagherebbe l’idraulico che dice “ho fatto quello cheho potuto ma non sono riuscito a riparae il rubinette?
mancini prende 3 milioni all’anno ma ha fallito miseramente LA QUALIFCAZIONE AI MONDIALI:
LA QUALIFICAZIONE!!!
NON IL GIRONE MONDIALE O I QUARTI DI FINALE.
ha fallito una misera qualificazione perdendo contro l’azerbajan!!!
e si lamenta pure?
se non ce la fai, restitusci i soldi, pagliaccio incapace!

castigamatti
Ospite
castigamatti
11 giorni fa

ha convocato gabbiadini…
GABBIADINI?
ma uno meno brocco di gabbiadini non c’era?