Nazionale, Raspadori tra Inghilterra e Ungheria: “Ma troverò il tempo per andare a votare”

Nazionale, Raspadori tra Inghilterra e Ungheria: "Ma troverò il tempo per andare a votare"

FIRENZE – Il più giovane tra i campioni d’Europa, il ventiduenne attaccante del Napoli Giacomo Raspadori, guida l’appello al voto: “Penso che votare sia molto importante per tutti: è la cosa più giusta esprimere il proprio pensiero, se non ci sono viaggi pazzeschi da fare. Io lo farò andando Bologna, alla vigilia della nostra partenza per Budapest”. Gli azzurri hanno in programma domenica, giornata elettorale, la trasferta in Ungheria, dove lunedì affronteranno la squadra del ct italiano Marco Rossi nell’ultima giornata del loro girone di Nations League. La Figc li lascerà liberi, nelle ore precedenti il decollo del charter da Roma e poi da Milano, di raggiungere le rispettive sedi di residenza e di iscrizione al seggio. Per Raspadori, che ha mostrato spesso molta sensibilità per i temi extracalcistici, non si è trattato dell’unica digressione dagli argomenti strettamente sportivi. L’altro è l’università, facoltà di scienze motorie, con un obiettivo già fissato per il 2024: “La laurea entro due anni. Cercherò di dare un esame a ottobre, impianti sportivi, sto studiando qui in ritiro a Coverciano. Nel periodo del mercato mi sono fermato per due mesi, perché non sapevo bene da che parte mi sarei girato. Ma poi ho ripreso subito a studiare, bisogna sempre darsi obiettivi ambiziosi”.

Messaggio ai coetanei: credete in voi stessi

Ambizione è in effetti la sua parola chiave: “Sono sempre stato così, ho sempre inseguito traguardi superiori, senza mai accontentarmi”. Il prossimo sogno dichiarato è un gol al Meazza all’Inghilterra: “A Milano ne ho già segnati tre. Ma se giochi in Nazionale a San Siro, non puoi non sognare in grande, perché grande è il contesto. Serve il coraggio di rischiare, di attaccare”. Il passaggio estivo dal Sassuolo al Napoli appartiene alla categoria degli obiettivi raggiunti, della voglia di salire sempre un altro gradino. Il gol all’esordio in Champions ha segnato il superamento dell’esame: “L’essenziale, però, è mantenere l’equilibrio. Io ci riesco, il mio è stato un percorso che mi ha aiutato a crescere senza perderlo. Al Sassuolo ho avuto la fortuna di un ambiente in cui mi è stata data la possibilità di sbagliare, di rimanere in campo anche se facevo degli errori. Il consiglio che posso dare ai giovani è di non mettersi limiti e di non smettere di credere nei propri sogni. Di credere in se stessi”.  

Le colpe del gruppo

Confessa Raspadori che una tra le ragioni decisive, nello spingerlo a trasferirsi al Napoli, è stato il famoso appello di Mancini ai giovani talenti del calcio italiano: non abbiate paura di rischiare, mettetevi in gioco:  “Le sue parole non sono cadute nel vuoto: anche se io avevo già il fuoco dentro, hanno contribuito a spingermi ad alzare l’asticella. Osare, avere il coraggio di esplorare i propri limiti, può essere un beneficio per tutti”.

Di coraggio ha certamente bisogno la Nazionale, che ha perso il Mondiale dopo avere vinto l’Europeo e attraversa adesso uno tra i momenti più complicati della sua storia:  “Il Mondiale è un traguardo fondamentale. Sarà molto pesante non andare in Qatar: il sogno di ogni bambino è giocare in Nazionale e fare il Mondiale, io ero un bambino di 6 anni, quando ho visto l’Italia vincere il Germania. Questi sono mesi difficili sì, ma dobbiamo reagire. Abbiamo avuto delle colpe. Forse è normale cedere un po’, dopo avere raggiunto un traguardo come l’Europeo. Ma qualcosina ci è mancata di sicuro. Poi la vita va avanti e lo sport a volte va ancora più velocemente. Bisogna rimettersi in gioco, guardare avanti: il lavoro è l’unica strada per ricostruire. E il modo migliore per ritrovare l’entusiasmo è divertirsi in campo, è stata che rifinitore colpa nostra ci è mancato qualcosa”.

L’eclettismo vincente  

Le partite con Inghilterra e Ungheria vanno viste come un punto di ripartenza: “Abbiamo voglia di reagire, è giusto che qui ci sia buona parte dei giocatori dell’Europeo. Dobbiamo cercare di arrivare al meglio dal punto di vista fisico”. Il dubbio al momento è tattico, tra sistemi di gioco: il 4-3-3 dell’Europeo o il 3-5-2 col quale Mancini lo sta alternando in allenamento: nessun problema per un eclettico: “Sentirsi dire dal ct di potere fare più ruoli è motivo di orgoglio, io preferisco la zona centrale, più vicino alla porta e magari avere un altro attaccante al fianco, mi sento più punta che rifinitore. Ma sono cresciuto da centravanti e ho giocato in tutte le posizioni dell’attacco, l’essenziale è non perdere la caratteristica che più ritengo di avere: la generosità, la capacità di mettermi al servizio della squadra. All’Europeo ho vissuto le quattro panchine con entusiasmo incredibile, perché fin da subito sono entrato in un gruppo speciale e mi sono sentito parte integrante anch’io di quel successo, nel mio piccolo”. Nel frattempo le cose sono cambiate, oggi Raspadori è tra i punti fermi del gruppo: merito, anche, della partenza di stagione nel Napoli: “Mi sto trovando benissimo, sento di essere entrato in una famiglia, è stato tutto molto bello e spontaneo”.

Fonte Repubblica.it

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