Nations League, Belgio-Francia 2-3: Bleus in finale con la Spagna, Theo Hernandez ribalta il risultato al 90′

TORINO. Come abbia fatto la Francia a farsi eliminare dalla Svizzera agli Europei, quando vinceva 3-1 a 8′ dalla fine, chissà. Perché questa, se vuole, è la squadra più forte del mondo e stavolta eccome se l’ha voluto: ha rimontato passo dopo passo due gol al Belgio, che non è troppo più scarso, dopo aver deciso che basta, non si poteva più dissipare tutto quel talento solo per svagatezza, per superficialità, in buona parte anche per presunzione.

<< La cronaca della gara>>

Il Belgio è quel che è, è ormai assodato: un magnifico perdente che al momento buono trova sempre qualcuno con una possibilità in più. Non si può neanche dire che nel modo in cui ha prestato il fianco alla risalita francese abbia della colpe: ha resistito, ha ribattuto colpo su colpo (il Var ha negato a Lukaku un gol in millimetrico fuorigioco poco prima del sorpasso), ma ci sono momenti in cui la classe francese è irresistibile. L’unico vero sbaglio l’ha fatto Tielemans scalciando Griezmann e provocando il rigore del 2-2, ma poi trovatene uno che riesca a star dietro a Mbappé quando gli prendono i cinque minuti: cerchi di capire il senso della sua finta e lui ha già piazzato lo scatto scappando via.

Italia-Spagna ha avuto più ritmo, più intensità, più pulizia tecnica, ma qui si sono succeduti pezzi di bravura di livello altissimo, tipo quello con cui Benzema ha riaperto il risultato: ricevuta palla in aerea da Mpabbé, e accerchiato da cinque belgi, ha trovato il mondo di girarsi e di infilare la palla nell’angolino, con la prontezza e l’agilità di un ginnasta, forse di un ballerino. L’ultimo atto è stato il primo gol in nazionale di Théo Hernandez, una staffilata di sinistro. Lui e Pavard, che aveva avviato l’azione, erano stati i peggiori, ma la Francia è una risorsa inesauribile. Domenica sfiderà a San Siro la Spagna per il trofeo. 

Il Belgio, che sempre domenica, ma alle 15, dovrà giocare la finalina a Torino con l’Italia, faticherà a rassegnarsi a quest’ennesima delusione. Eppure aveva fatto impennare la partita sul finire del primo tempo. Il gol di Carrasco, un destro da una dozzina di metri con deviazione impercettibile ma dirimente di Koundé, ha spostato la partita dalla parte che in quel momento sembrava giusta e quello di Lukaku, splendido, per un attimo l’ha inchiodato lì: il centravantone ha fatto perno su Lucas Hernandez, l’ha buggerato aggirandolo e infine ha piantato un destro rabbioso sotto la traversa. Non sapeva che in quel preciso istante stava facendo suonare una sveglia sul comodino francese.

Belgio-Francia 2-3 (2-0)
37′ pt Carrasco, 41′ pt Lukaku; 17′ st Benzema, 24′ Mbappé (rig.), 45′ st T.Hernandez.
Belgio (3-4-3)
Courtois 6 – Alderweireld 6, Denayer 6.5, Vertonghen 6 – Castagne 5.5 (47′ st Batshuayi sv), Witsel 6, Tielemans 5 (26′ st Vanaken 6), Carrasco 7 – De Bruyne 6, Lukaku 6.5, Hazard 6 (29′ st Trossard sv). All. Martinez 6.
Francia (3-4-3)
Lloris 7 – Koundé 6.5, Varane 6, L.Hernandez 5 – Pavard 5.5 (47′ st Dubois), Rabiot 5.5 (30′ st Tchouaméni 6.5), Pogba 7, T.Hernandez 6.5 – Mbappé 7.5, Benzema 7 (52′ st Veretout sv), Griezmann 5.5. All. Deschamps 7.
Arbitro: Siebert (Ger) 5.
Note: ammoniti Vertonghen. Spettatori 10 mila circa.

Fonte Repubblica.it

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