Napoli, Spalletti perde anche Insigne: “E’ nelle difficiltà che si diventa straordinari”

CASTEL VOLTURNO (CASERTA) – Luciano Spalletti parla alla vigilia della trasferta di Europa League a Mosca, contro lo Spartak.

Prima la sconfitta con l’Inter, poi gli infortuni di Osimhen, Anguissa e Insigne: una grande squadra si vede da come affronta le difficoltà, Spalletti?
“Le difficoltà aiutano le persone normali a diventare delle persone stupende e ad avere un destino straordinario. Aspettavo con impazienza questi primi colpi di difficoltà, sapendo – anche quando ci stava andando tutto bene – che non poteva durare e che avremmo avuto pure delle sconfitte o dei momenti di emergenza. C’era del resto già capitato all’inizio della stagione di avere dei giocatori fuori e di dover fare i conti con scelte non così larghe. Ma abbiamo una rosa in attacco di un livello che ci consente di essere pronti ad andare oltre queste situazioni. Ci faremo carico di queste difficoltà tutti insieme: un pezzetto per ciascuno di quelli rimasti a disposizione, per sopperire alle assenze dei grandi calciatori”.

Contro l’Inter il Napoli non è parso ancora convinto di poter dettare legge su tutti i campi: è anche la sua riflessione?
“Non mi riferivo alla mancanza di coraggio in generale, ma a un momento specifico della gara. La partita l’abbiamo fatta bene, ma abbiamo trovato sulla nostra strada una squadra fortissima, che viene da anni importanti. Inzaghi sviluppa il lavoro fatto anche in precedenza. Noi siamo stati nella gara e ne abbiamo perso il controllo solo nella fase centrale. Però c’è stata grande reazione, sul 3-1 tutti avrebbero abbassato la guardia, mentre noi ci abbiamo provato e se si analizza l’ultimo pezzo della sfida con l’Inter il pareggio l’avremmo anche meritato. Parlavo di coraggio in qualche scelta non comoda, sul pressing degli avversari: noi abbiamo il talento per non buttare la palla in fallo laterale. Il Napoli a San Siro ha sfruttato la sua qualità all’inizio e nel finale: proprio nella fase potenzialmente più rischiosa. Non li abbiamo fatti ripartire e abbiamo creato quelle occasioni lì, serviva lo stesso atteggiamento per tutti i 90′”.

Il blackout di cui parla è stato tecnico o mentale? Teme un contraccolpo?
“Sono anche io curioso di vedere che reazione avremo, ne abbiamo parlato brevemente nello spogliatoio, quando ci sono solo due giorni tra una partita e l’altra non possiamo fare delle lunghe riunioni e siamo rimasti focalizzati su pochi momenti della sfida con l’Inter: sul loro assalto forte quando siamo passati in vantaggio, in particolare. Dopo il gol di Zielinski dovevamo avere la convinzione che era il nostro momento. Noi preferiamo essere attaccati, perché così si crea spazio alle spalle per i nostri attaccanti. Ma dipende anche da quanto sei feroce nell’andare a prenderli, gli spazi. Abbiamo sbagliato qualche volta nell’accontentarci di rompere l’azione, senza farla diventare una ripartenza. Poi non siamo stati fortunatissimi negli episodi. La reazione però c’è già stata. Mi è piaciuto il nostro modo di tornare negli spogliatoi e fare l’allenamento prima di questa trasferta in Russia. Ho visto cosa hanno in testa i giocatori, comportamenti che non tutti vedono, non si abbassa lo sguardo davanti alle difficoltà e hanno fatto un grandissimo allenamento per rispondere al meglio”.

 In Russia ha allenato, di che livello è lo Spartak Mosca?
“Nei confronti del calcio europeo c’è sempre da imparare. Anche in Italia ora ci dicono che non siamo al livello di quello europeo, in Russia ci sono vari livelli di calcio, il primo livello del calcio russo è sicuramente al pari del nostro”.

È una gara decisiva per chiudere i giochi?
“La qualificazione non vogliamo portarla oltre questa trasferta, vogliamo chiuderla qui, le intenzioni del Napoli sono quelle”.

Mertens può sopperire alle assenze in attacco?
“E’ un giocatore importante, Mertens ci ha messo qualche giorno in più a tornare in forma a causa dell’operazione alla spalla. Se partirà titolare? Vediamo, rientra nelle poche valutazioni che devo fare per questa partita in vista del doppio impegno settimanale”.

Fonte Repubblica.it

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