Napoli, Spalletti: “Lo scudetto? È il momento in cui ci credo di più, comunque andrà sarà una storia bellissima”

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CASTEL VOLTURNO – Luciano Spalletti parla alla vigilia della sfida allo stadio Maradona contro la Fiorentina.

È cambiato qualcosa questa settimana dopo il pareggio del Milan? E’ stato più complicato gestire la pressione?
“In base al -1 dal primo posto? No, dobbiamo ragionare sulle possibilità che abbiamo noi di fare la nostra corsa, di avere un’idea su quello che ci aspetta e su quello che vogliamo che ci aspetti, nel finale del campionato. Arrivati a questo punto, però, sarebbe ridicolo non ammettere apertamente che siamo rimasti noi, il Milan, l’Inter e la Juventus in lotta per lo scudetto. Ce lo giochiamo in questo sprint di sette gare, al di là dei risultati delle altre. La gestione dello spogliatoio diventa facile, abbiamo a che fare con dei professionisti doc, veri: altrimenti non saremmo così in alto in classifica. A Bergamo i disponibili si sono fatti trovati tutti al meglio della condizione fisica e mentale, nonostante le difficoltà della vigilia: è il segnale che i nostri giocatori si allenano in maniera serissima, l’unico modo per tenere quel livello di ritmo e qualità contro un avversario forte come l’Atalanta. Tutti nel Napoli vogliono giocarsi questa possibilità e lo faranno vedere anche con la Fiorentina”.

Bisogna invertire la marcia anche in casa, giusto?
“L’idea di calcio che noi vorremmo sviluppare si è vista sempre, anche quando abbiamo perso. Si diceva che il Napoli avesse delle picchiate nel rendimento, ma le difficoltà sono sempre più nell’andare a vincere fuori casa. Al Maradona ci sono capitati degli episodi contro. Siamo stati sconfitti anche senza subire nemmeno un tiro in porta. Bisogna solo restare sulla stessa strada e l’ultima a Fuorigrotta l’abbiamo giocata bene, con l’Udinese. Lo stadio pieno in questo finale di campionato era il pezzetto che ci mancava. Basterà guardarsi intorno e diventerà tutto facile, pure nei momenti più complicati. Il sold out è un segnale importante: vuol dire che stiamo facendo bene ed entrando nel cuore dei tifosi napoletani, che si intendono di calcio e sanno valutare i comportamenti. E’ un premio che ci piace prendere. E’ un mantello che ci avvolge”.

Vi sarà farà un flash mob della radio ufficiale contro la guerra. Cosa può fare il mondo del calcio per sensibilizzare gli animi?
“Il mondo del calcio si è già espresso più volte, tutti hanno già detto molte cose, purtroppo questa guerra sta andando avanti e naturalmente turba le coscienze. E’ un veleno che cola dentro le nostre case, è una cosa insopportabile vedere certe immagini”.

Quali sono insidie della sfida di domani? Che ne pensa di Italiano?
“Alla Fiorentina vanno dati grandi meriti: alla società in primis, perché ha costruito una squadra forte e ha lavorato bene pure nella scelta dell’allenatore. Le insidie sono quelle della partita di Coppa Italia, dove ne abbiamo presi cinque in casa dai viola. Italiano ha mostrato grinta e accanimento pure nei supplementari, quando eravamo in nove: chiedeva di pressare e di fare gol. Questo è il modo corretto per infondere ai propri calciatori la determinazione per diventare una grande squadra. Gli va detto bravo. La Fiorentina propone un calcio moderno, al di là di quello che dicono. Vogliono fare la partita, gestire la palla, pressano alto, la partita sarà difficilissima. Noi sappiamo quello che dobbiamo fare e vogliamo provare a vincerla, sapendo che non sarà così semplice”.

Come si diventa supereroi? Cosa conta adesso?
“La resilienza fa la differenza. Dobbiamo essere sempre disponibili a ripartire, dobbiamo farci i calli nei piedi. Noi dobbiamo assolutamente vincere le ultime sette partite, l’atteggiamento deve essere quello giusto per portare a casa i tre punti, mantenendo però equilibrio e attenzione. Noi ce l’abbiamo bello chiaro il nostro cammino, da qui alla fine. Ci sono altre squadre in lotta, ma sono convinto che i ragazzi daranno tutto in queste sette finali. Possiamo vincere lo scudetto o non vincerlo, ma dobbiamo vivere questo periodo serenamente. Sarà una storia bellissima, al di là di come vada a finire. Nessuna persona potrà dire che è stato un fallimento in caso di non vittoria, già la qualificazione in Champions sarebbe un trionfo. I nostri calciatori sanno quello che vogliono, poi vedremo se dipenderà da noi oppure no. Anche oggi in allenamento era chiaro il messaggio che loro mi hanno mandato, di come andava sviluppato l’allenamento e di quello che doveva essere l’intenzione. E’ stato fatto tutto bene. Sono convinto che faremo una buona partita”.

Rrahmani è convocabile oppure no?
“Leggero stato influenzale, non ha febbre. Sarà disponibile, abbiamo utilizzato una precauzione e lo abbiamo mandato a casa, anche per non contagiare gli altri”.

Spalletti, Inzaghi e Pioli non hanno mai vinto lo scudetto. Lei lo merita di più?
Non penso di meritarlo di più. Ho meno di 33 possibilità su 100 di vincerlo, perché sono dietro di un punto rispetto al Milan. Sicuramente lo meriterebbero il sentimento dei tifosi del Napoli e la nostra città. Questo lo dico senza ombra di dubbio. Poi dobbiamo dimostrare la nostra serenità e la nostra solidità e dobbiamo battere pure i pronostici in cui ci danno vincenti. Se lo meriterebbero pure Pioli, Inzaghi e Allegri, però, per la corsa che hanno fatto in questo campionato”.

Come sta Osimhen?
Osimhen sta bene. A inizio settimana c’è stato questo avvertimento durante la partitina e abbiamo preferito fermarlo. Con la Fiorentina ci sarà, averlo è importante, anche se non averlo ci ha aiutato ancora una volta a capire la qualità dei calciatori con cui abbiamo a che fare. Ci ha aiutato a crescere. Ci ha confermato quanto sia forte Mertens, quanto sia forte Petagna. E’ forte pure Zanoli che ha fatto il Di Lorenzo, Lozano ed Elmas entrano dopo e mettono al sicuro il risultato. Dentro quell’azione lì c’è forza e velocità. Osimhen è importantissimo, ma non lo spingete troppo, deve stare dentro la squadra, giocare con i compagni”.

Quanto è diventato importante Lobotka?
“Il play forte nelle squadre ti dà delle soluzioni in più. Anche Demme ha fatto bene in quel ruolo. Poi io ho fatto delle scelte e ho dato forza a Lobotka, gli ho dato la possibilità. Vedrete che domani farà bene pure Demme, quando entrerà”.

Qual è il sogno di Luciano Spalletti?
“Il mio è facile da capire, ma non si dice. Quello dello spogliatoio è altrettanto facile, ma non si dice”.

Come mai Mertens ha giocato meno?
“E’ colpa mia, avrebbe meritato più spazio per il suo modo di allenarsi e di ragionare, per quella che è la sua qualità. Sono convinto che abbia già dato il suo contributo. Ma il meglio può ancora darlo, punto molto su quelli come lui. E’ facile non rimanere delusi, con uno come Dries: è evidente la sua intenzione di essere utile, per cui mi dispiace quando non posso dargli più spazio. Sono però contento di avere a che fare con persone come lui. Lo vedo sia come prima punta che come seconda punta. Contro la Fiorentina in Coppa lui giocava come seconda punta, le volte che ho potuto e le volte che ho ritenuto ha fatto invece il centravanti”.

Ha dei dubbi di formazione?
“Dubbi ne ho sempre, perché i miei calciatori si allenano bene, quando li ho a disposizione: i dubbi verrebbero a chiunque. A volte non ho avuto dubbi perché non avevo tanti calciatori a disposizione per l’emergenza. Ora per fortuna gli assenti sono meno”.

Ha pensato sempre di potercela fare?
“Sono partito con questa intenzione, ma dovevo capire se i miei giocatori erano convinti della loro forza.  E’ questo il momento in cui ci credo di più”.

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Napoli, Spalletti: "Lo scudetto? È il momento in cui ci credo di più, comunque andrà sarà una storia bellissima"Fonte Repubblica.it

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