Napoli, Spalletti: “Finale assurdo, la responsabilità è mia. Il futuro? Decide la società”

La clamorosa (per come è maturata) sconfitta di Empoli mette fine al sogno scudetto del Napoli. Un solo punto nelle ultime tre giornate, un bilancio che certifica il crollo degli azzurri che da martedì andranno in “ritiro permanente”, c’è una Champions da blindare. Fa mea culpa, a fine gara, Luciano Spalletti: “Sono io il responsabile di questa squadra, come atteggiamento e come gioco” le parole del tecnico di Certaldo dopo la sfida del Castellani. “Il futuro? Dobbiamo fare dei punti per conquistare la qualificazione in Champions League. Pensiamo alla prossima gara con grande serenità, poi la società farà le proprie valutazioni”.

“Difficile immaginarsi un finale così”

Nonostante una partita non brillante, il Napoli sembrava in pieno controllo. “Io prendo atto di quello che accade, poi immaginarsi un finale così era difficile – ha detto Spalletti a DAZN -. Gli avversari hanno lottato con l’attenzione e l’intensità giuste, l’Empoli ha fatto così tutto l’anno, sul finale di partita abbiamo perso qualche palla di troppo, non abbiamo avuto attenzione, e ci è mancata continuità. Sono io il responsabile se la squadra ha abbassato l’atteggiamento”. Poi l’ammissione sullo scudetto: “Se la squadra non sa reagire, e dovrebbe avere la capacità di farlo dopo un anno, è segno che ho trasferito male il mio lavoro ai calciatori. Dovevamo lottare per lo scudetto. Per stare là, avremmo avuto le qualità per lottare, se poi il livello è questo non è possibile farlo”.

“Un volta in difficoltà ci perdiamo”

E’ un Napoli che anche ad Empoli ha confermato la sua mancanza di personalità: “Immancabilmente quando commettiamo una leggerezza ci subentra il timore e poi il resto lo fa l’avversario che ha forza e qualità – ha aggiunto Spalletti -. Ci aspettavamo una squadra che aveva fame, poi alla fine ci è successo quello che ci è successo. Abbiamo caratteristiche che ci portano a stimolare sempre il possesso palla perché è importante per noi per non fare cose innaturali, per rincorrere gli avversari e nella battaglia le nostre qualità sono differenti. Da qualche episodio che accade ci prendiamo degli svantaggi. Dispiace per la sconfitta perché la gara per lunga tratti l’avevamo condotta bene, facendo tante cose buone, ma poi una volta in difficoltà ci perdiamo e questo è un periodo dove ci sta succedendo spesso”.

“Futuro? E’ domenica prossima”

In un momento così viene difficile pensare al futuro: “Il futuro è domenica, il mio futuro è domani l’altro perché domani gli do riposo – ha continuato Spalletti in conferenza stampa -. Volevo rimanere da mia mamma, dopo una gara del genere torno indietro con la squadra, perché bisogna sentirsi addosso le responsabilità. Poteva essere una squadra che poteva lottare per il campionato, non può fare dieci minuti del genere. E lo abbiamo detto, ho sempre tenuto il gas a manetta alla squadra. Se si fa queste prestazioni qui e si gioca dei pezzi di gara è segno che ho sbagliato qualcosa nel lavoro, perché non può esserci questo divario”.

“Cambi sbagliati quando si perde”

Capitolo sostituzioni e il mancato utilizzo di Demme: “Allora chiedimi anche di Tuanzebe, perché non mi chiedi perché non ha giocato – ha risposto Spalletti -. La gara è andata così, quando non c’è il comportamento corretto. È chiaro che i cambi, quando si perde, sono sbagliati. È come buttare via una domanda, ci vorrebbe un sottotitolo ma è normale che se va male vuol dire che quei cambi sono sbagliati”. Sui motivi dei cambi di Insigne e Mertens: “Si pensava che potesse darci qualcosa in più mettere un centrocampista. Stavamo perdendo qualcosa, ci sono state gare in cui abbiamo vinto 8/9 gare di fila giocando con questi uomini. C’è stato un periodo in cui mi avete chiesto di togliere Insigne dal campo, invece l’ho tenuto sempre. Oggi ho messo giocatori in campo che ci hanno dato dei vantaggi quando si è messo fieno in cascina. Sono io il responsabile, non chi entra a gara in corso”.

Napoli, Spalletti: "Finale assurdo, la responsabilità è mia. Il futuro? Decide la società"Fonte Repubblica.it

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