Napoli, i segreti della difesa imbattibile

NAPOLI Andrea Cambiaso del Genoa nella seconda giornata, Alvaro Morata della Juventus nella terza e Martinez Quarta della Fiorentina nella settima. Sono gli unici tre giocatori che dopo un quarto abbondante del campionato hanno trovato finora il modo di bucare il bunker del Napoli, che con 3 gol subiti in 10 partite ha per distacco la migliore difesa della Serie A e anche dei cinque tornei top d’Europa: un rendimento da record condiviso con gli inglesi del Chelsea, che però hanno disputato in Premier League una gara in meno rispetto agli azzurri. In Italia non si tratta comunque di un primato assoluto, perché nella stagione 2013-2014 la Roma allenata da Rudy Garcia riuscì nell’impresa di incassare solo una rete nei primi 900′: vinse le prime 10 gare, ma poi chiuse seconda a -17 dalla Juventus campione d’Italia.

(agf)

Ospina titolare fisso

Il reparto arretrato di Luciano Spalletti avrà la possibilità di dare un’altra scrollata alle statistiche nelle prossime sfide, a cominciare dal derby campano di domenica allo stadio Arechi con la neopromossa Salernitana. Fanno infatti ben sperare per il futuro i sette cleen sheet già messi insieme contro Venezia, Udinese, Sampdoria, Cagliari, Torino, Roma e Bologna, che nel posticipo infrasettimanale di giovedì sera al Diego Armando Maradona è riuscito ad arrivare al tiro solo una volta e su calcio piazzato, nei minuti finali. A negare il gol della bandiera a Orsolini è stato l’insuperabile portiere Ospina, che in campionato è imbattuto da 332′, ma che ne ha collezionati la bellezza di 647′ consecutivi senza subire reti nelle ultime settimane, in cui si è esaltato con la maglia del Napoli e anche con quella della Nazionale colombiana. Super è stata in particolare la sua prova nella partita contro il Brasile, premiata dai media sudamericani con un clamoroso 10 in pagella. Per questo Spalletti ha momentaneamente sospeso l’alternanza tra i pali con Alex Meret, costretto a farsi un po’ da parte per lo straordinario periodo di forma che sta attraversando il suo compagno.

Rrahmani e Koulibaly, la coppia che funziona

Ma Ospina è in buona compagnia ed è un premio alla meritocrazia anche la promozione tra i titolari di Rrahmani, che ha superato nelle gerarchie di inizio stagione il più esperto Manolas. Pure in questo caso l’alternanza tra i due difensori centrali è stata sospesa da Spalletti, piacevolmente sorpreso dalla estrema compatibilità tra il silenzioso gigante kosovaro e il miglior Koulibaly di sempre: ordinato ed essenziale il primo, esplosivo e straripante il secondo. La coppia è assortita e sta funzionando anche in attacco: due gol segnati a testa. Il campione senegalese è stato inoltre appena premiato come il miglior giocatore della Serie A nel mese di settembre ed è cresciuta pure la sua leadership all’interno dello spogliatoio.
Spalletti ha soprannominato Koulibaly il “Comandante” e finora non si è privato di lui nemmemo per un minuto. L’altro intoccabile della difesa del Napoli è Giovanni Di Lorenzo, che dopo il trionfo agli Europei con la Nazionale di Mancini ha fatto un ulteriore salto di qualità e sta rendendo ad altissimi livelli in entrambe le fasi. È anche merito suo se il reparto arretrato azzurro si sta dimostrando quasi imperforabile, grazie a una sincronia nei movimenti che ha favorito pure la crescita di Mario Rui: il punto debole solo presunto della linea a quattro. Lo scetticismo intorno al mancino portoghese è ormai un brutto ricordo, cancellato dalle sue brillanti prestazioni nelle ultime partite.
   I tre gol subiti in 10 giornate dal Napoli sono anche merito degli exploit individuali dei difensori. Ma il lavoro di Koulibaly e compagni è facilitato pure dalla grande applicazione difensiva di tutto il resto della squadra. Ha fatto in particolare la differenza l’inserimento di un frangiflutti come Anguissa, quasi insuperabile per gli avversari. Spalletti sta inoltre ottenendo un grande aiuto dagli esterni d’attacco: Insigne, Lozano e Politano, che si sacrificano molto nei rientri nella loro metà campo. Tutti per uno e uno (l’insuperabile Ospina) per tutti, insomma. In fondo c’è una ricetta semplice, dietro alla solidità della miglior difesa d’Europa.
 

Fonte Repubblica.it

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