Napoli-Genoa 3-0: festa azzurra, Insigne saluta con un gol. Rossoblù quasi in B

Napoli-Genoa 3-0: festa azzurra, Insigne saluta con un gol. Rossoblù quasi in B

NAPOLI – Festa grande allo stadio Maradona per il Napoli, nella domenica dell’addio a Lorenzo Insigne. Gli azzurri hanno infatti battuto il Genoa (3-0) e il secondo gol lo ha segnato proprio il capitano, dal dischetto. Di Osimhen e Lobotka le altre reti. Niente da fare per la squadra di Blessin, condannata ora quasi matematicamente alla Serie B.

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Contestazione alla società

Il Maradona s’è riempito (oltre 40 mila spettatori) soprattutto per la festa di addio a Lorenzo Insigne, alla sua ultima partita a Fuorigrotta prima di trasferirsi in Canada, al Toronto F.C. L’atmosfera intorno al Napoli continua a essere infatti elettrica e ci sono state altre contestazioni prima del fischio d’inizio per Aurelio De Laurentiis: striscioni in più zone della città e cori offensivi da parte delle due curve all’interno dello stadio, che non hanno coinvolto peraltro Spalletti e i giocatori. Compatto e rumoroso invece il sostegno dei mille sostenitori al seguito del Genoa, alla caccia disperata di punti per rimanere in lizza fino alla fine per la salvezza.

Il Genoa parte forte

Blessin ha ordinato non a caso alla sua squadra di partire subito forte, per sopperire con le maggiori motivazioni al deficit nei confronti degli azzurri: di natura tecnica e anche tattica. Ne è dunque venuta fuori una sfida movimentata e con tante emozioni, nonostante i ritmi giocoforza non elevati per il gran caldo. Clamorosa (13′) la traversa colpita da Yeboah con un tiro dalla distanza, a cui ha fatto seguito un’altra conclusione di poco fuori misura tentata da Amiri (14′).

Osimhen colpisce

Il Napoli ha impiegato più tempo per carburare e si è acceso per la prima volta per merito proprio di Insigne (28′), che ha mandato il pallone a sfiorare la traversa con un classico del suo repertorio: il tiro a giro. Ma è stato il Genoa sul successivo cambio di fronte a mangiarsi le mani per un’incertezza di Portanova, sbucato tutto solo davanti a Ospina e incapace di trovare la coordinazione giusta per battere a rete. Gol sbagliato e gol subito? Sì, come da prassi, perché su un bel cross dalla destra di Di Lorenzo (32′) s’è avventato di testa Osimhen, schiacciando il pallone in rete da una altezza siderale. E sull’abbrivio sono fioccate altre occasioni per gli azzurri, vicini al raddoppio in due circostanze con Insigne (36′ e 42′) e ancora con Osimhen, goffo sul lancio di Mertens. Pur mancando il colpo del ko, però, la squadra di Spalletti è tornata negli spogliatoi lo stesso tra gli applausi della sua gente, in un clima molto più disteso rispetto all’inizio.

Insigne prima sbaglia poi segna

Il secondo tempo è cominciato così con il Maradona finalmente vestito a festa, con i tifosi del Genoa che hanno continuato a incitare la loro squadra nonostante la rete di svantaggio, con grande sportività. Ma a gelare il settore Ospiti è stato il secondo e gravissimo errore di Portanova, che ha graziato Ospina da due passi (9′) e ha mancato la chance del pareggio. È stato invece Sirigu dall’altra parte a negare a Osimhen il gol del raddoppio (15′), che è però lo stesso arrivato poco dopo nel modo più atteso da tutto lo stadio. Hernani ha toccato infatti il pallone in area con un braccio e l’arbitro Fabbri ha fischiato il rigore. Sul dischetto è andato Insigne (20′) e ha centrato il palo, con Di Lorenzo che è stato il più rapido a ribattere il pallone in rete sulla respinta. La sorte è stata però generosa con il capitano, perché il direttore di gara (su chiamata del Var) ha invalidato l’azione per l’ingresso anticipato in area dei giocatori di entrambe prima del tiro. Insigne ha avuto quindi la possibilità di riprovarci e non ha sbagliato, superando col suo gol numero 122 Marek Hamsik nella classifica all time dei cannonieri azzurri.

Evidente la commozione del capitano, che s’è prima steso sul prato e ha ringraziato poi tifosi per l’ovazione nei suoi confronti. Solamente disperazione invece dalla parte del Genoa, consapevole di essere ormai a un passo dalla Serie B. Il finale della partita è stato un lungo conto alla rovescia in attesa della standing ovation per Insigne, che si è fatta attendere per volontà del giocatore e di Spalletti fino al minuto numero 88′. Ma poco prima c’era stato spazio per il tris di Lobotka (36′), a segno dopo una prepotente azione personale. Due i verdetti: il Napoli è matematicamente terzo, il Genoa sta per salutare la A.

Napoli-Genoa 3-0 (1-0)
Napoli
(4-2-3-1): Ospina, Di Lorenzo, Rrahmani, Koulibaly, Mario Rui (28′ st Ghoulam), Anguissa (38′ st Demme), Ruiz (28′ st Lobotka), Lozano, Mertens (28′ st Zielinski), Insigne (42′ st Elmas), Osimhen. (1 Meret, 2 Malcuit, 59 Zanoli, 5 Juan Jesus, 33 Ounas, 21 Politano, 37 Petagna). All.: Spalletti.
Genoa (4-2-3-1): Sirigu, Hefti (11′ st Hernani), Bani, Ostigard, Criscito, Galdames (29′ st Destro), Badelj (23′ pt Frendrup), Portanova (11′ st Ekuban), Amiri, Gudmundsson (29′ st Melegoni), Yeboah. (1 Semper, 25 Vodisek, 15 Vasquez, 5 Masiello, 18 Ghiglione, 65 Rovella, 50 Cambiaso). All.: Blessin.
Arbitro: Fabbri di Ravenna.
Reti: nel pt 31′ Osimhen; st 20′ Insigne (rigore), 36′ Lobotka.
Angoli: 9-2 per il Napoli.
Recupero: 5′ e 0′.
Ammoniti: Galdames, Lobotka per gioco scorretto.
Spettatori: 50 mila.

Napoli-Genoa 3-0: festa azzurra, Insigne saluta con un gol. Rossoblù quasi in BFonte Repubblica.it

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