Napoli, De Laurentiis: ”Avevo preso Ibrahimovic, ma Gattuso disse no”

Napoli, De Laurentiis: ''Avevo preso Ibrahimovic, ma Gattuso disse no''

“Ibrahimovic? Avevamo già firmato tutto con Zlatan. L’accordo era fatto Poi venne esonerato Ancelotti e al suo posto arrivò Gattuso che mi disse che non avevamo bisogno di Ibra e mi fidai”. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, si confessa ai microfoni di Dazn raccontando una serie di aneddoti, come appunto il retroscena sull’attaccante svedese, che sicuramente faranno discutere.

“Ancelotti un grande, ma poco furbo”

Dunque l’eventuale arrivo di Ibrahimovic era legato a quello di Ancelotti, il cui rapportò finì bruscamente nel dicembre del 2019. De Laurentiis torna sul rapporto con l’attuale tecnico del Real Madrid: “E’ un fuoriclasse, a Napoli ha avuto la sfortuna di non essere simpatico ai nostri tifosi. Non ha avuto la furbizia di rendersi come ‘uno dei nostri’ dalle curve, ma resta un grandissimo allenatore”. Pensando al presente, il numero uno del club partenopeo taglia corto sulle difficoltà della squadra: “Problema mentale? Sono tutte cazzate. Come la Ferrari a Imola, ci siamo basati sull’ottimo inizio e poi siamo caduti tra Covid, Coppa d’Africa e altre limitazioni. Certo il fattore psicologico è importante, ma non posso pensare che ci possa essere una mosca tsé tsé che improvvisamente crei un problema a 25-30 giocatori di altissimo livello, mi sembra assurdo”.

“Spalletti? Andai a Milano di nascosto”

Memore probabilmente del consiglio di Gattuso su Ibra, De Laurentiis svela poi come la scelta di Spalletti sia stata tutta farina del proprio sacco: “L’ho scelto io, già a gennaio del 2021. Andai a Milano di nascosto a casa sua e gli feci firmare il biennale più un’opzione per il terzo anno a nostro favore, che non voleva sottoscrivere. Poi l’ho convinto. Facciamo un secolo e mezzo in due”. C’è chi dice che nelle ultime settimane il rapporto si sia incrinato, ma DeLa smentisce: “Quando e se vorrà andare via, ci daremo la mano e non succederà nulla”. Intanto ecco la strategia societaria per il futuro: “Il Milan può essere il giusto riferimento, ma dobbiamo sempre vedere il monte ingaggi. Io valuto le qualità umane, morali, culturali e tecniche di una persona che fa questo mestiere. Io sono per i giovani. Secondo me dire ‘bisogna mandarlo a giocare in serie C, perché si deve fare le ossa’ fa parte di un’antica e superata mentalità. Quello che dico io è o lo vendiamo o lo facciamo giocare con noi”.

Napoli, De Laurentiis: ''Avevo preso Ibrahimovic, ma Gattuso disse no''Fonte Repubblica.it

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