Napoli addio scudetto: le lacrime di Insigne

Napoli addio scudetto: le lacrime di Insigne

Lacrime a bordo campo al termine della partita che ha sancito l’addio del Napoli alla corsa scudetto. Sono quelle di Lorenzo Insigne e rappresentano l’immagine più eloquente della delusione di una città intera che fino a due settimane fa era convinta di poter lottare fino al termine del campionato contro Milan e Inter.

“Adesso è il momento in cui ci credo di più”, aveva detto Luciano Spalletti proprio alla vigilia della sfida contro la Fiorentina. Il doppio impegno allo stadio Maradona – prima i viola, poi la Roma di Mourinho – ha invece spento all’improvviso le speranze di una squadra che si è dissolta proprio davanti ai suoi tifosi che sono tornati ad occupare gli spalti di Fuorigrotta in maniera convinta ed entusiasta.

Il Napoli ha dilapidato le possibilità di vincere lo scudetto con un rendimento casalingo assolutamente insufficiente: 30 in 17 partite, troppo poco per le ambizioni tricolori. Pesano come un macigno le 5 sconfitte interne e un rendimento troppo altalenante nei momenti decisivi: il difetto di personalità nei momenti chiave abbinato a prestazioni poco convincenti (con difficoltà fisiche e tattiche) ha rallentato il Napoli. L’1-1 con la Roma è stato il segnale di resa e l’amarezza di Insigne è la sintesi quasi perfetta dello stato d’animo dei tifosi.

Il capitano si congederà tra cinque partite dalla maglia azzurra e ha cullato il sogno di lasciare il Napoli scrivendo la pagina più importante dopo 32 anni di attesa. Non ci è riuscito e andrà a Toronto quasi certamente con la qualificazione in Champions in cassaforte, l’obiettivo di inizio stagione chiesto a Spalletti che è quasi ad un passo. E’ naturalmente un punto di partenza importante, ma lo stesso allenatore dovrà interrogarsi sui motivi di una flessione apparsa evidente da almeno un mese e mezzo. Le sostituzioni contro la Roma hanno convinto poco e sui social il condottiero azzurro è considerato uno dei principali responsabili del pareggio contro i giallorossi, i problemi – però – partono da più lontano.

Il Napoli ha perso smalto e brillantezza ormai da tempo e se non domina l’avversario dal punto di vista del gioco, fatica contro chiunque. Gli azzurri si sono tenuti a galla contro Verona, Atalanta e Udinese, poi i problemi sono esplosi nel doppio confronto casalingo. I motivi sono tanti e riguardano pure la tenuta di giocatori talentuosi, come Fabian e Zielinski, che sono venuti a mancare nel momento più importante e non hanno fatto la differenza.

L’involuzione del polacco è un altro aspetto prevalente di questo finale di stagione e lascia interrogativi da risolvere nella costruzione del nuovo Napoli. Spalletti ha disseminato un indizio ieri sera al termine della partita: “Il calcio va nella direzione degli uno contro uno e di una maggiore fisicità”. Elementi di cui questo gruppo è sprovvisto. Bisognerà correggere il tiro in fase di mercato. Basterà a rendere il Napoli competitivo per lo scudetto fino al termine del campionato? Al campo l’ardua sentenza. L’imperativo, però, è chiudere al meglio questo campionato per lanciare un segnale forte. Cinque partite ancora, cinque esami da non fallire.

Napoli addio scudetto: le lacrime di InsigneFonte Repubblica.it

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