Mourinho, un anno di Roma: lavoro, vita privata e una scelta che lo fa sentire un re

ROMA – La storia è iniziata nel salotto della sua casa londinese a Belgravia con una domanda: “Cosa vi aspettate da me?”. La risposta di Dan Friedkin quel giorno, poche ore prima che la Roma si facesse travolgere dal Manchester United in una semifinale europea, deve essere stata piuttosto convincente, se oggi, un anno fa, la Roma poteva annunciare di aver scelto José Mourinho. La sensazione, in realtà, era l’esatto opposto: ossia che con quell’annuncio shock, senza lo straccio di un’anticipazione, fosse lui ad aver scelto Roma. E la Roma. 

Mourinho e la scelta di Roma

Per convincerlo, Friedkin gli promise: “Da noi lei non sarà mai esonerato”. Ma non era ciò che interessava a Mourinho. Prendendo informazoni sulla realtà romana ha capito subito José che qui avrebbe ritrovato ciò che più gli era mancato a Manchester e al Tottenham: una città che lo identificasse come un profeta, l’uomo a cui affidarsi ciecamente. E di cui diventare una guida, in perfetta simbiosi con pubblico, giocatori e dirigenza. Il posto giusto, perché avrebbe potuto riportare a vincere (e giovedì giocherà per centrare la sua prima finale di Conference League all’Olimpico, contro il Leicester) una città che non lo fa da una vita: “Non sono venuto in vcanza”, disse presentandosi. Il benvenuto fu un murales che lo ritraeva in sella alla vespa, anzi allo Specialino, il mezzo perfetto per lo Special One. Un’immagine che ha apprezzato, confessando di amare molto il parallelo con quel mezzo “speciale”. Eppure, ciò che non ti aspetti è la sua normalissima quotidianità: sveglia presto, un autista che lo aspetta fuori dalla sua casa con torretta ai Parioli e lo guida – ma a volte il volante lo prende lui stesso – attraverso la trentina di chilometri che separa la sua abitazione da Trigoria, dove è difficile vederlo arrivare dopo le 9. Se l’allenamento è la mattina, compare anche molto prima. 

L’organizzazione del lavoro

Le riunioni tattiche si svolgono soprattutto in campo: mai particolarmente lunghe e sempre sfruttando il sistema di video analisi sul terreno di gioco implementato dallo stesso staff dell’allenatore. Quel sistema, che al Tottenham non avevano voluto sviluppare, è stato sposato immediatamente dai Friedkin e dal general manager Tiago Pinto. Lavora tanto sui singoli, Mourinho, durante l’allenamento: soprattutto con i più giovani. E se capitano partite delle giovanili è frequente vada a vederle. Nel pomeriggio, invece, la sua giornata si sviluppa principalmente in ufficio: uno spazio che ha praticamente inaugurato lui, dopo i lavori voluti dalla nuova proprietà, e scelto in una posizione strategica: è la prima porta in cima alla scala che sale dagli spogliatoi, sullo stesso corridoio della presidenza e dell’ufficio di Pinto. E a pochi metri dal corridoio in cui lavorano i video analyst.

La vita privata

Cena alle 19.30, anche quando va al ristorante: la vita di Mourinho non brilla per mondanità, ma a volte – da solo o più spesso con lo staff – si concede di mangiare in un due o tre ristoranti dei Parioli. Altre, non torna nemmeno a casa: quando la giornata si prolunga e attraversare Roma da sud al centro-nord dove vive comporterebbe di fare tardissimo. Capita anche due o tre volte a settimana, ma senza una regolarità precisa. Mentre se deve parlare di lavoro con chi viene a trovarlo da fuori preferisce gli hotel. Ama le mosse sorprendenti, José, come quando ha chiesto di passare la sera di Capodanno a servire pasti alla Caritas: ha chiesto al club di aiutarlo a realizzare una delle iniziative che aveva già visto operare a Roma Cares e in poche ore era lì. Testimonianza, anche, di come viva la sua fede cattolica, in modo intimo ma profondo: qualche sera – ha rivelato lui stesso – è stato a passeggiare a San Pietro, mascherandosi per non essere riconosciuto. Ci ha portato anche la famiglia, alcune volte. In estate, poco dopo il suo arrivo, ha invece voluto visitare i Musei Vaticani, mentre non si hanno notizie di tour del Colosseo o dei Fori: magari, si è solo mascherato meglio del solito.


Cinque squadre per due posti (+1) in Europa League

  36a giornata 37a giornata 38a giornata
Roma 59 pt FIORENTINA Venezia TORINO
Lazio 59 pt Sampdoria JUVENTUS Verona
Fiorentina 56 pt Roma SAMPDORIA Juventus
Atalanta 56 pt SPEZIA MILAN Empoli
Verona 52 pt Milan Torino LAZIO

Aggiornato il 3/5/2022. In maiuscolo le partite da giocare fuori casa

Classifica Serie A | Marcatori | Calendario completo Serie A


 

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