Mourinho, Spalletti, Inzaghi: allarme “rosso”, in panchina. Che succede ai nervi degli allenatori

Un campionato a fior di pelle. Si può dar la colpa al nervosismo, alle aspettative, o magari a arbitri permalosi. Ma certo in un weekend con sei espulsioni, a vedere rosso sono stati soprattutto gli allenatori, che hanno monopolizzato 4 di quei 6 cartellini. Mourinho e Spalletti sono stati cacciati dall’arbitro Massa, coinvolto anche lui dall’atmosfera vibrante che riempie l’Olimpico quando lo attraversa il fantasma di Francesco Totti, evocato in questo caso dalla visita a domicilio del suo ultimo nemico, a cui l’ex capitano ha dedicato un’intera serie televisiva. Ma anche Simone Inzaghi, a cui Mariani non ha perdonato l’eccesso di una pettorina fosforescente scagliata a terra dopo il rigore – piuttosto televisivo – offerto alla Juventus pochi istanti prima del 90’. A ben vedere, le immagini che più resteranno impresse di Roma-Napoli e Juventus-Inter. 

Due allenatori espulsi in tre scontri diretti

Tre allenatori espulsi in due scontri diretti: abbastanza per rendersi conto che può essere un caso solo fino a un certo punto. Cosa succede agli allenatori? Sarà lo stress della panchina che Arrigo Sacchi istituzionalizzò dimettendosi dal Parma? O più semplicemente, un campionato più livellato come questo espone i tecnici a una pressione maggiore: soprattutto in una sfida tra concorrenti dirette come Roma o Napoli, Inter o Juventus, partite in cui ogni punto pesa il doppio di quanto vale. In un campionato così, basta mezzo passo falso per passare dal terzo al quinto posto. O per perdere terreno dal treno che porta in Champions. Ogni partita, un verdetto: definitivo, fino alla prossima volta. E magari tutto questo carico emotivo esonda oltre gli argini della ragione. Ma sicuri sia solo colpa degli allenatori?

Mourinho e Spalletti, espulsi e increduli

Anche dal punto di vista arbitrale si registra una maggiore sensibilità. Da almeno un paio d’anni, la linea è: basta tollerare le proteste eccessive. Ma il confine tra rigore e lesa maestà è sottilissimo, visto che un po’ tutti hanno protestato per il cartellino ricevuto: Mourinho ha lamentato di aver “solo” fatto dei gesti vistosi verso la propria panchina. Piuttosto espliciti in realtà, e già con un cartellino giallo sulla testa. Spalletti invece aveva davvero fatto i complimenti a Massa: a partita finita, quindi a freddo, senza la componente agonistica a distorcerne il senso. Ma l’applauso mimato, accompagnato dalla parola “bravo”, ha urtato la suscettibilità dell’arbitro. Che gli ha riservato lo stesso destino del collega, come a voler legare ancora di più i loro destini, ma che ha lasciato inconsolabile l’allenatore del Napoli: “Questa cosa mi distrugge e mi dispiace”. 

Gasperini: “Arbitri, andate in tv a spiegare”

Bonus track della giornata, il “rosso” a Gasperini: di vederlo protestare energicamente capita ma stavolta, giura lui, non era successo niente di simile, quando l’arbitro Maresca – su segnalazione del IV uomo Meraviglia – ha deciso di espellerlo. Aveva abbandonato l’area tecnica, un gesto che onestamente vediamo spesso e in ogni stadio o quasi. O forse s’era lamentato per l’ammonizione ricevuta poco prima. Anche per questo lui l’ha presa malissimo: “Perché mi devo far sventolare dei cartellini da dei ragazzini? Questi signori vengano in tv a spiegare, sono professionisti, la smettano di farsi proteggere e ci mettano la faccia”. Una vecchia discussione che la “nuova” Aia del presidente Alfredo Trentalange aveva inserito nella propria agenda. Ci si arriverà, ma ci vorrà tempo: anche per far capire agli arbitri che la permalosità non è una dote.

Fonte Repubblica.it

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