Mourinho non cambia la Roma: con il Trabzonspor niente turnover

Una volta sentiva il rumore dei nemici, adesso il nuovo José Mourinho sente solo quello degli avversari. Questione di obiettivi. “Il mio nemico ora è prima il Trabzonspor, poi la Salernitana (domenica sera). Il nostro target non ci permette di vedere certi nemici – spiega il portoghese – siamo una squadra in crescita che si deve sviluppare nel tempo. Non siamo in condizione di fare altro, noi dobbiamo pensare solo di poter vincere partita per partita”.

Meglio concentrarsi solo sul campo, allora, senza guardarsi troppo in giro, e senza fare così presto presto ragionamenti legati al turnover. Contro il Trabzonspor – gara di ritorno dei playoff di Conference League (all’andata vittoria dai giallorossi 2-1) – Mourinho vuole passare il turno, continuando a vedere anche una crescita costante della sua Roma. “Quella di domani per me è la partita – ammette in maniera perentoria il tecnico – per questo motivo non cambierò molto”. In pratica le scelte saranno le stesse fatte nella prima di campionato contro la Fiorentina (vinta 3-1), senza pensare alla trasferta pre-sosta di domenica sera a Salerno. “Contro il Trabzonspor dobbiamo giocare come se fosse una partita secca – ripete Mou fino allo sfinimento – per questo non cambierò molto. Abbiamo bisogno di partite vere, dobbiamo controllare qualche giocatore per il passato con gli infortuni, ma gli altri hanno bisogno di minuti per trovare ritmo e intensità. Non è il momento di fare tanti cambi. Il cambio delle regole sul gol in trasferta condiziona un po’ per la gara di ritorno. Ci saranno più supplementari di prima, ma il nostro obiettivo è sempre giocare per vincere”. In coppa ci sarà Zaniolo, che – pronto a tornare nella proma lista dei convocati post europeo dal ct azzurro Mancini – sarà poi assente a Salerno perché squalificato dopo l’espulsione per doppio giallo rimediata contro la Fiorentina.

Mou innamorato di Pellegrini

 Lo Special One è stregato dal capitano giallorosso, quel Lorenzo Pellegrini ancora in attesa del rinnovo contrattuale (è in scadenza il prossimo giugno). “Se ne avessimo tre come lui, giocherebbero tutti e tre. È un giocatore funzionale, può fare diversi ruoli, Lorenzo capisce il gioco, le idee dell’allenatore e lo ripeto: se ne avessi tre, giocherebbero tutti e tre”. Un attestato di stima da parte del portoghese, che, di fatto, mette pressione a Tiago Pinto, impegnato con il manager del ragazzo, Pocetta, nella trattativa per il rinnovo contrattuale.

(agf)

Tensione Diawara

Fuori dal centro sportivo di Trigoria il centrocampista, considerato dal club giallorosso in vendita, è sceso dalla macchina per affrontare un tifoso che lo stava insultando. “Non è stato un episodio fisico – getta acqua sul fuoco Mourinho – ma di parole che hanno provocato una piccola reazione. Non è un dramma. Diawara è un giocatore della rosa, c’è un gruppo di giocatori che non lavora con no,i mentre Amadou sta con noi. Il mercato è aperto fino al 31, può succedere qualcosa ma potrebbe anche restare. E se resterà sarà un’opzione, ha talento ed esperienza, è un ragazzo fantastico, se resta sarà un plus e non un problema”. Se Pinto riuscisse a vendere Diawara, oppure Villar, potrebbe poi avere la forza economica di acquistare un centrocampista-regista, con le caratteristiche chieste da Mou. Altrimenti la rosa resterà quella attuale.

Tornando alla gara contro i turchi di Conference League, il tecnico romanista commenta così l’assenza del Var in questa competizione europea. “Il gol del Trabzonspor magari era in fuorigioco, ma ci dovremo adattare a questa mancanza. Almeno avremo la gol line che non avevamo in Turchia. Capisco la difficoltà della Uefa perché ci sono tanti paesi dove non ci sono stadi tecnologici e questo si deve accettare. In finale ci sarà il  Var, vediamo se arriviamo…”.

Fonte Repubblica.it

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