Morata: “Fischiatemi pure, ma non odiatemi. Non avevo più voglia di alzarmi dal letto”

Alvaro Morata a cuore aperto. Il centravanti della Juventus si è raccontato in una bella intervista a ‘El Pais’ direttamente dal ritiro della Nazionale spagnola parlando del suo momento e di quello della stagione dei bianconeri. “Sono stato fuori quasi un mese, avevo fretta di rientrare ma non stavo bene fisicamente – ha detto l’attaccante -. Ho lavorato molto per la squadra e non sono stato lucido in zona gol. Nelle ultime gare ho giocato a sinistra, quasi da esterno. L’importante è giocare e fare quello che chiede l’allenatore, ovviamente mi piacerebbe giocare meglio e segnare più gol”.

“Con la Juventus possiamo risalire”

In campionato non stiamo vivendo un bel periodo, ma abbiamo un grande gruppo – ha spiegato Morata -. Sarà molto difficile tornare nelle prime posizioni, ma lo abbiamo già fatto in passato. Tutto quello che dobbiamo fare è essere oggettivi, dimenticare le cose che non si possono fare e tornare in zona Champions. E da lì poi guardare avanti”. Senza più Cristiano Ronaldo ci sono maggiori pressioni per gli attaccanti della squadra bianconera: “Siamo tutti sotto pressione – ha confermato lo spagnolo -. Io sono in prestito, forse è per questo che la gente parla più di me. Quando sei padrone del tuo destino, l’unica cosa che puoi fare è continuare a lavorare sodo”.

“Dobbiamo superare l’odio”

Morata è poi tornato su quanto vissuto nello scorso luglio, quando è diventato il capro espiatorio della Spagna eliminata dagli Europei, tanto da ricevere minacce di morte: “Se non fosse stato per il mister e i miei compagni, l’avrei vissuta anche peggio – ha raccontato il giocatore -. Penso sempre al fatto che se avessimo battuto l’Italia, con il nostro gioco avremmo avuto molte possibilità di superare anche l’Inghilterra. Ma ci siamo guadagnati il rispetto di avversari e tifosi”. Quanto ai fischi, “non fanno mai piacere. Nessuno è perfetto, non siamo macchine e so quello che ci si aspetta da me. Ci sono cose in cui dobbiamo fare dei passi avanti, come nell’odio che certe volte si mostra”.

“Ho una grande forza di volontà”

“Ho visto genitori, che erano assieme ai figli – ha continuato Morata -, con le facce arrabbiate ed è quello che trasmettono ai bambini. Ma credo che qualcosa stia cambiando, che la gente si stia rendendo conto che ci sono dei limiti. In campo possono insultarmi, sputarmi, ma non quando sono fuori a passeggiare con mia moglie o i miei figli”. Infine una confessione: “Ci sono stati momenti in cui non avevo voglia nemmeno di alzarmi dal letto. Ho detto spesso che ho passato molti momenti brutti e, con un’altra mentalità, magari sarei potuto essere un giocatore migliore, ma ho anche una grande forza di volontà per uscire dai momenti bui, altrimenti non avrei avuto la carriera che ho avuto”, ha concluso Morata.

Fonte Repubblica.it

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