Mondiali, vent’anni fa il dramma italiano in Corea del Sud e l’impresentabile arbitro Moreno

Al momento stai visualizzando Mondiali, vent’anni fa il dramma italiano in Corea del Sud e l’impresentabile arbitro Moreno
Mondiali, vent'anni fa il dramma italiano in Corea del Sud e l'impresentabile arbitro Moreno

ROMA — Il campanello d’allarme era suonato 14 anni prima. Battere i sudcoreani a casa loro non sarebbe stato semplice, sotto tutti i punti di vista. A Seul, all’Olimpiade del 1988, si era infatti verificato uno dei più grossi furti, forse il più grande, della storia dello sport: il coreano Park Sin Hun, che aveva raggiunto la finale nel pugilato anche grazie a un verdetto compiacente contro l’azzurro Vincenzo Nardiello, era stato letteralmente malmenato per tre round da Roy Jones, un americano che poi avrebbe segnato la storia. I giudici però assegnarono la vittoria al pugile di casa tra l’incredulità generale.

L’arbitro Moreno e lo scandalo di Italia-Corea del Sud

Ai Mondiali di calcio del 2002, organizzati dalla Corea del Sud unitamente al Giappone, quel campanello suonò come un campanaccio per l’Italia. Apparve sotto le sembianze di Byron Moreno, arbitro ecuadoriano alla mimica particolare, quasi inespressiva, designato alla direzione dell’ottavo di finale tra gli azzurri e i padroni di casa sudcoreani. La squadra di Trapattoni, partita con grossissime aspettative, a dire il vero non aveva particolarmente brillato nel girone di qualificazione. Una bella vittoria con l’Ecuador, poi la sconfitta con la Croazia (che non era più la brillante semifinalista di 4 anni prima) e il sofferto pareggio con il Messico. A ogni modo, senza la direzione di Moreno (che nella vita post calcistica si beccò poi pure una condanna per traffico di droga), ‘assistito perfettamente’ dai guardalinee, gli azzurri sarebbero andati avanti. Una miriade di gol sbagliati e un paio di errori difensivi fatali, ma anche una espulsione di Totti nel secondo tempo supplementare seguita da una rete regolarissima annullata a Tommasi con la scusa di un fuorigioco inventato.

Mondiale 2002, il trionfo del Brasile di Ronaldo il Fenomeno

Basta questo per far passare alla storia il Mondiale 2002 come uno dei più controversi dal punto di vista arbitrale, ma successe anche molto altro. Fu la rassegna delle eliminazioni eccellenti al primo turno. La Francia campione del mondo in carica non segnò lo straccio di un gol, perdendo la partita inaugurale contro uno splendido Senegal, arrivato poi a un passo da quel traguardo che ancora oggi le africane inseguono vanamente, la semifinale. L’Argentina di Bielsa, una delle più forti del dopo Maradona, non fu capace di passare agli ottavi, facendosi incartare nella partita decisiva dalla Svezia. Fu anche il Mondiale in cui si discusse tanto del pallone, il famigerato Fevernova, leggero e dalle traiettorie impossibili. Una manna per il Brasile dei piedi fatati che vinse il mondiale, un po’ meno per i portieri avversari. Ronaldinho ad esempio, decise il quarto di finale contro l’Inghilterra disegnando una parabola con una punizione dalla trequarti che il portiere Seaman non riuscì a leggere. Colpa del Fevernova? Sì e no. In fondo lo stesso Seaman 7 anni prima, nella finale della Coppa delle Coppe, era risultato devastante per l’Arsenal beccando un gol su un tiro di Nayim del Real Saragozza da oltre 50 metri. Il Brasile andò in finale grazie a questo gol e ai tanti di Ronaldo il Fenomeno. Ne segnò ben 8, due nella finale vinta dalla Germania.

Germania, l’ultima edizione della vecchia Mannschaft

Quella allenata da Rudi Voeller fu probabilmente l’ultima edizione della vecchia Mannschaft, molto fisica ed estremamente concreta, che di lì a qualche tempo avrebbe lasciato spazio alla scintillante generazione che avrebbe chiuso il ciclo vincendo il Mondiale del 2014. Squadra tosta e aiutata dal sorteggio. Negli ottavi ebbe la meglio sul Paraguay allenato da Cesarone Maldini grazie a un gol di un attaccante un po’ tedesco, un po’ svizzero e un po’ calabrese, Oliver Neuville. Poi si sbarazzò dei Stati Uniti e della Corea del Sud, che nel frattempo dopo averla fatta franca – anche lì con polemica – contro la Spagna, aveva esaurito i bonus… Contro i coreani fu ammonita la stella tedesca Ballack che, diffidato, saltò la finale. A Voeller restava il portiere Kahn come ancora di salvataggio contro la corazzata Brasile, ma anche lui, commise un errore, piccolo ma fatale: una crepa nella diga, e Ronaldo fu spietato. 

Fonte Repubblica.it

0 0 votes
Valutazione dell'articolo
Tienimi aggiornato
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments