Mondiali Qatar, chi sono le stelle dell’Asia: Son spaventa la Corea, Kim, Kamada e Almoez le sorprese

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Mondiali Qatar, chi sono le stelle dell'Asia: Son spaventa la Corea, Kim, Kamada e Almoez le sorprese

Non soltanto Son. Ma un ventaglio di talenti che l’Europa ha iniziato a conoscere profondamente. E persino delle sorprese. Nel primo Mondiale mediorientale, attenzione a non trascurare le formazioni asiatiche. E soprattutto le loro stelle.

Qatar, i dribbling di Afif, i gol di Almoez, la spinta di Hassan

Se Almoez Ali non gioca ancora in uno dei principali campionati europei è solo perché così ha voluto il Qatar. Che per preparare i Mondiali ha preteso di avere tutte le stelle della Nazionale nella Stars League, il campionato locale. Ma i 9 gol con cui ha trascinato la squadra al trionfo della Coppa d’Asia 2019 non sono un caso: José Mourinho sostiene da anni che sia prontissimo per il salto. Ventisei anni, sudanese naturalizzato qatarino, centravanti longilineo e agilissimo. Che crea una coppia perfetta con l’altra star della squadra, Akram Afif: 25enne nato in Qatar, dribbling e assist come se piovessero, gol un po’ meno. Per molti è lui il miglior giocatore del torneo asiatico del 2019. Entrambi sono prodotti della squadra belga acquistata dal Qatar, l’Eupen, per far crescere i propri talenti nel calcio europeo. Anche se forse il calciatore più interessante della squadra padrone di casa è un difensore (almeno formalmente): si chiama Hassan, terzino sinistro di 29 anni che fa della velocità e dello strapotere fisico le sue armi migliori. Praticamente, un attaccante aggiunto.

Iran, tutto su Taremi e Azmoun

Quando il 21 novembre l’Inghilterra inaugurerà il proprio Mondiale, il ct Southgate avrà in testa soltanto due nomi: Mehdi Taremi e Sardar Azmoun. Il primo fa il centravanti nel Porto: è arrivato in Europa soltanto a 27 anni, nel Rio Ave, ma con una voglia smodata di recuperare il tempo perduto. La Juventus se ne è accorta nel 2021, quando contribuì a eliminarla con un gol lampo allo stadio Do Dragao sfruttando una figuraccia di Szczesny. In questa stagione, in Champions, ha girato al ritmo di 5 gol in 5 partite. Accanto avrà Azmoun, figlio di un ex giocatore di pallavolo e battezzato fin da giovanissimo con l’etichetta di “Messi iraniano” Dei suoi 27 anni, tanti ne ha spesi in Russia: a 17 lo sbarco al Rubin Kazan, poi Rostov, di nuovo Rubin, Zenit. Solo a gennaio 2022 è riuscito a liberarsi, a scadenza di contratto, per arrivare in un grande campionato europeo. Al Bayer Leverkusen, però, non è ancora decisivo. Colpa forse del carattere che, nel 2018, lo aveva portato a lasciare la Nazionale per le troppe critiche. Poi la retromarcia.

Corea del Sud, non soltanto Son

Per molti è semplicemente il miglior giocatore asiatico di tutti i tempi. Un’etichetta che Son Heung-min ha meritato sui campi della Premier: capocannoniere a pari merito con Salah nel 2022, 11° nella classifica dell’ultimo Pallone d’Oro grazie a una velocità fuori dal comune e freddezza sotto porta. Il Tottenham lo ha blindato con uno stipendio da 9,94 milioni di sterline all’anno netti. In Europa è arrivato a 16 anni, all’Amburgo, l’esplosione assoluta a Londra accanto a Harry Kane. Ora però l’intervento subito per una frattura all’occhio rimediata in Champions ne mette a rischio la presenza e spaventa la Corea. Che in Serie A ha scoperto un’altra certezza: Kim Min-jae al Napoli ha cancellato in un batter d’occhio la nostalgia per Koulibaly. Veloce, potente, bravissimo ad attaccare il portatore rompendo la linea difensiva. Un gigante che con Spalletti sta crescendo rapidamente. La sorpresa, tra i coreani, potrebbe essere Lee Kang-in, centrocampista 21 enne del Mallorca cresciuto nelle giovanili del Valencia.

Giappone, la fantasia e i gol del “tedesco” Kamada

Alzi la mano chi, nel 2021, conosceva il trequartista Daichi Kamada. L’Eintrach lo portò in Germania a 21 anni dal Sagan Tosu. Ma faceva fatica, così lo spedì in Belgio, al Sint-Triudens: “Mi è servito per crescere”, ha ammesso lui. Nel 2019 poteva finire al Genoa, ma è rimasto all’Eintracht, trascinandolo, un anno fa, alla vittoria dell’Europa League con 5 gol in 13 partite, compreso uno, pesantissimo, in semifinale col West Ham. Quest’anno è già a quota 7 in Bundes. Una confidenza con la porta che ora metterà al servizio del Giappone. Insieme a Takumi Minamino: di lui si innamorò Klopp vedendolo brillare nel Salisburgo, dove era arrivato a 20 anni. Lo immaginava come alternativa a Salah e Mané, ma nei Reds non è riuscito a incidere. Il Monaco lo ha preso in estate per 15 milioni, ma anche in Francia non trova spazio con continuità. In nazionale, invece, è un totem. Come tre ex “italiani”: Nagatomo, Tomiyasu e Yoshida, un passato con Inter, Bologna e Samp, saranno della spedizione in Qatar.

Australia e Arabia Saudita, poche stelle

I vicini di casa del Qatar non scoppiano di talento. Il miglior giocatore dell’Arabia Saudita è certamente Salem Al-Dawsari, 31 anni, autore del gol al 95’ con cui la squadra ha battuto l’Egitto durante i Mondiali del 2018. Forse il punto più alto della storia della nazionale araba. Nell’Australia, fari accesi sul portiere Mathew Ryan, da un anno anche capitano della squadra: il trasloco al Copenaghen non cancella il passato tra Real Sociedad, Arsenal, Brighton, Valencia. Insomma, un frequentatore assiduo dei grandi campionati europei: l’ultimo balurado per difendere gli aussie.

Fonte Repubblica.it

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