Mondiali, l’Italia può sperare nel ripescaggio se l’Iran fosse escluso? L’ultima parola spetta alla Fifa

Mondiali, l'Italia può sperare nel ripescaggio se l'Iran fosse escluso? L'ultima parola spetta alla Fifa

ROMA – La suggestione si accende con poco. Anche con pochissimo. L’Italia può essere ripescata per i Mondiali? L’ultima speranza – se così possiamo chiamarla – si chiama Iran. Il motivo? La nazionale iraniana, che il suo biglietto per il Qatar se lo è conquistato sul campo a gennaio, adesso rischia l’esclusione. Perché nella gara del 29 marzo contro il Libano a Mashhad non sarebbe stato permesso l’ingresso allo stadio a duemila donne. Secondo alcuni media, addirittura sarebbero state allontanate con dello spray al peperoncino. Una follia che rischia di costar cara: “Ci arrivano voci preoccupanti dalla Fifa e dalla confederazione asiatica”, ha detto un membro del consiglio della federcalcio iraniana. 

Già in queste ore il Congresso della Fifa, radunato a Doha, potrebbe prendere una decisione. La fattispecie infatti potrebbe configurare una violazione prevista dal regolamento Fifa, secondo cui “Il Congresso può espellere un’associazione membro solo su richiesta del Consiglio” se: “viola gravemente gli Statuti, i regolamenti o le decisioni della Fifa”. E alla vigilia di un discusso Mondiale in Qatar, già bersagliato dalle critiche per la mancata tutela dei diritti dei lavoratori, la situazione è delicatissima. 

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Cosa prevede il regolamento Fifa

In caso di esclusione, allora, cosa succederebbe? Il regolamento della Fifa è nebuloso. O meglio, lascia aperto un piccolo spiraglio, all’articolo 6: “Se una qualsiasi associazione si ritira o viene esclusa dalla competizione, la Fifa deciderà sulla questione a sua esclusiva discrezione e intraprenderà qualsiasi azione si ritenga necessario”. Tradotto: sarebbe la Fifa a scegliere. E l’Italia è certamente la squadra col coefficiente più alto tra le squadre rimaste fuori, e anche la squadra campione d’Europa. Insomma, se si volesse applicare un criterio “meritocratico” (almeno in una delle sue possibili sfumature) e dimenticando per un secondo il demerito di essersi fatti buttar fuori dalla Macedonia del Nord, una speranza si potrebbe anche coltivare. Ma è troppo poco per sperare davvero.

Ecco chi può sperare davvero

Intanto perché l’Iran è una delle 4 asiatiche qualificate e a giugno potrebbero diventare 5: si giocherà infatti lo spareggio tra Emirati Arabi Uniti e Australia (terze nei loro gironi asiatici) e la vincente dovrà poi affrontare il Perù nell’ultimo testa a testa prima dei Mondiali. E, a logica, sarebbe la perdente di questo contro ad avere più titolo per sostituire l’Iran. Ma non è scontato. In più, toccasse agli Emirati, si configurerebbe un problema politico, visti i pessimi rapporti del Paese con Doha. Ma anche l’Italia ha i suoi problemini dal punto di vista istituzionale. Perché i rapporti con la Fifa sono ai minimi storici: Gravina, presidente della Federcalcio, non è presente al Congresso (unico rappresentante oltre a quello del Ciad). E in questo quadro, perché la Fifa dovrebbe scegliere di regalare un posto in più a una squadra europea, cioè ai “nemici” della Uefa?

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Fonte Repubblica.it

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