Mondiali 2022, il Gruppo A di Qatar, Olanda, Senegal ed Ecuador

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Mondiali 2022, il Gruppo A di Qatar, Olanda, Senegal ed Ecuador

Il giorno del sorteggio dei gironi dei Mondiali l’Olanda, inserita in seconda fascia, ha stappato una bottiglia di champagne. Non poteva, infatti, andarle meglio visto che ha avuto la fortuna di pescare nel gruppo A la più debole delle nazionali inserite nella prima urna, ovvero il Qatar padrone di casa. La formazione asiatica, numero 50 della classifica Fifa e alla sua prima partecipazione alla fase finale, avrebbe stentato anche a superare le qualificazioni. Malgrado l’inesperienza (tutti i giocatori militano in patria e in gran parte nell’Al Sadd, quart’ultimo in classifica in campionato, ndr) punterà comunque sull’entusiasmo per cercare di non imitare il Sudafrica del 2010, finora unica nazionale di casa nella storia dei Mondiali a non superare la prima fase a gironi.

Olanda favorita ma con l’incognita Depay

L’Olanda di Van Gaal, favoritissima per il primo posto nel gruppo A, è una squadra meno spettacolare del passato ma sicuramente più solida. L’ex tecnico di Ajax, Barcellona, Bayern e Manchester United ha deciso di cambiare modulo nell’ultimo anno passando dal classico 4-3-3 a un più accorto 3-5-2 basandosi sulla cerniera difensiva formata da Timber, Aké e van Dijk, supportata da due esterni con caratteristiche complementari (la velocità di Dumfries e il contenimento di Blind). La qualità del centrocampo (dove hanno ruotato Berghuis, De Jong, Koopmeiners, De Roon e Klaassen) resta il punto di forza malgrado l’assenza dell’infortunato Wijnaldum. Davanti bisognerà vedere in che forma arriverà Depay, ai margini del progetto Barcellona, che ha fatto spesso coppia col talento dell’Ajax Steven Bergwijn. Le alternative si chiamano Janssen e Gakpo, che stanno facendo bene nei rispettivi club (13 gol in stagione nel Psv il primo, 8 con l’Anversa il secondo).

Il Senegal si affida a Mané e Koulibaly per vendicare Russia 2018

Le altre due squadre del girone, Senegal ed Ecuador, puntano a contendersi quel secondo posto che vale gli ottavi. Hanno certamente qualcosa in più i freschi campioni d’Africa che si sono tolti la soddisfazione di battere due volte, sia nella finale continentale che nello spareggio per i Mondiali, l’Egitto di Salah. Capace di arrivare fino ai quarti nel 2002, il Senegal conta quantomeno di vendicare la beffa di Russia 2018 quando mancò gli ottavi per un’inezia, beffato dal Giappone: a parità di punti, nello scontro diretto e nella differenza reti tornò a casa per aver incassato due ammonizioni in più. Il ct Aliou Cissé, oltre alla stelle Mané e Koulibaly, sa di poter contare sull’affidabilità di Aliou Diallo, centrale del Psg in prestito al Lipsia, sulle geometrie di Nampalys Mendy del Leicester, e sull’affidabilità, davanti, di Ismaila Sarr (già 6 gol con il Watford quest’anno) e Boulaye Dia (5 reti con la Salernitana).

Ecuador, voglia di eguagliare il Mondiale 2006

L’Ecuador dell’argentino Gustavo Alfaro si è qualificato sfruttando soprattutto l’altura di Quito, come testimonia il differente ruolino di marcia: 5 vittorie e 1 ko in casa, 2 successi e ben 5 sconfitte fuori. È una squadra poco appariscente: il suo 4-3-3 va visto nell’accezione più difensiva. Assomiglia più a un 4-5-1 con gli esterni d’attacco che vanno ad aggiungere densità a centrocampo. I punti di forza sono il 20enne centrale di difesa Piero Hincapié, divenuto già una certezza nel Bayer Leverkusen, il veloce terzino sinistro Pervis Estupinan, che dopo essersi distinto nella Liga con il Villarreal si è guadagnato un posto in Premier nel Brighton di De Zerbi, e il centravanti del Fenerbahçe Enner Valencia (14 gol in stagione finora). Il problema della squadra è che segna poco (appena 7 gol nelle ultime 10 uscite). Con questi numeri appare difficile ripetere la storica ammissione agli ottavi di Germania 2006.

Fonte Repubblica.it

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