Milano centrale: Inter e Milan dalla lotta scudetto all’orgoglio ritrovato in Europa

MILANO. S’ode da una sponda del Naviglio uno squillo europeo, dall’altra risponde uno squillo: Milano riassapora il gusto dimenticato di sentirsi protagonista in Champions, palcoscenico massimo. È imminente l’annuncio, tra oggi e domani, del rinnovo del contratto di Pioli, coraggioso stratega del Milan vincitore in casa dell’Atletico Madrid e adesso in corsa per l’ingresso tra le 16 elette del continente, dopo 7 stagioni di esilio. Il presidente dell’Inter Zhang junior è riapparso sui social (criticato), per celebrare l’approdo della squadra agli ottavi, dopo decennale e malinconico intervallo. Milano si era ormai abituata a un triste gregariato: la finale del 2016 a San Siro, il derby madrileno Real-Atletico, rappresentò il declassamento irreversibile. Invece proprio a Madrid, nella tana dell’Atletico, il Milan ha restituito allegria ai tifosi, in concomitanza con la sospirata qualificazione dell’Inter. L’aspro dibattito sul futuro stadio e sull’abbattimento del Meazza è tra le conseguenze della ritrovata centralità del calcio: il sindaco Sala esclude che possa essere rimesso in dubbio il progetto, definito una speculazione edilizia dal comitato Sì Meazza, tra le cui voci spicca l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti. 

Diciotto anni e mezzo sono passati dal derby semifinale di Champions, Milano capitale del calcio europeo. Da quel 13 maggio 2003 c’è stato ancora il guizzo dell’altro derby nei quarti di finale nel 2005, prima del successo milanista nel 2007 e di quello interista nel 2010, l’anno del Triplete. Poi è cominciata una discesa costante. Stavolta il Milan ha iniziato la campagna del ritorno in Champions con tre sconfitte di misura nelle prime tre giornate e pure l’Inter aveva cominciato piano. Ma ora, con l’Inter già qualificata, il Milan coltiva speranze legate sì al risultato degli altri (se il Porto batte l’Atletico, passano i portoghesi), eppure nient’affatto irragionevoli. La condizione necessaria e non sufficiente è superare la sera di Sant’Ambrogio al Meazza il Liverpool, che finora ha sempre vinto. Klopp ha sconfitto il Porto schierando 4 riserve e lanciando il diciannovenne Morton: non c’è dunque da illudersi sulla sua arrendevolezza, né si può fare leva sulla sua dichiarata antipatia per Simeone, demiurgo involuto dell’Atletico difensivista. C’è, però, da fidarsi del gioco di Pioli, di cui l’ad Gazidis sta per ufficializzare il rinnovo (3,5 milioni netti fino a giugno 2023, con opzione al 2024). Quanto agli interisti, si fidano volentieri di Simone Inzaghi e della forza dei nervi distesi. 

Edin Dzeko, doppietta allo Shakhtar (agf)

I protagonisti del felice mercoledì milanese in Europa, oltre agli allenatori, non erano attesi. Dell’ex fattorino Messias, il brasiliano asceso dai campionati dilettantistici in Piemonte al gol di Madrid, è nota la favola a lieto fine. Del croato Perisic, demolitore dello Shakhtar, è nota la tentazione per la Bundesliga tedesca: Inzaghi ha chiesto che gli venga rinnovato il contratto. Il mercato è un sottofondo inevitabile, a Milano, ma non sono più i tempi di Berlusconi e Moratti. Defilate, le due proprietà straniere hanno per ragioni diverse la priorità del bilancio, con un occhio interessatissimo al progetto stadio. Il fondo angloamericano Elliott governa il Milan gestendo il monte ingaggi: il divorzio da Donnarumma e la difficile trattativa con Kessié sono il parametro. Alla crisi di Suning in Cina, il maxiprestito del fondo Oaktree e le costanti voci di cessione del club (l’ultima sull’interessamento di James Pallotta, ex padrone statunitense della Roma), gli interisti hanno fatto l’abitudine. Per vincere il campionato, potrebbero servire ritocchi a gennaio, però la regola aurea è classica: uno parte, uno arriva. Per Inzaghi può trattarsi di un centrocampista (Nandez, se va via Vecino), mentre i vacillanti Dumfries e Sanchez sono forti di contratti assai ricchi. Maldini può consegnare a Pioli un rinforzo se parte qualcuno (Castillejo o Conti).

In compenso a Milanello, dove Ibra è chioccia soddisfatta, i talenti vogliono venire di nuovo, a cominciare dal fantasista francese Faivre, che dovrebbe finire la stagione a Brest in prestito, come in prestito è rimasto il suo connazionale Adli a Bordeaux. Fa l’occhiolino il portoghese Renato Sanches, navigato ma ancora giovane centrocampista del Lille. A centrocampo l’obiettivo comune delle milanesi sembra Frattesi, che al Sassuolo viene sorvegliato da Mancini per la Nazionale. La Champions non è uno sfizio: al Chelsea, che ha vinto l’ultima, ha fruttato 124,7 milioni. Il Milan, con gli ottavi, starebbe poco sotto i 60 milioni, cifra già superata dall’Inter. Sul campo il derby d’andata, 19 giorni fa, è finito 1-1. Quello di ritorno, il 6 febbraio 2022, sa di scudetto.

Fonte Repubblica.it

Condividi
Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x
Available for Amazon Prime