Milan, tutti gli uomini di Cardinale. Chi sono i tre consiglieri di fiducia americani del neoproprietario

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MILANO – Gerry Cardinale, neoproprietario del Milan e fondatore della società d’investimento Red Bird, che ha rilevato il club dal fondo Elliott, sarà subito formalmente l’uomo dell’ok alle spese, a cominciare dall’eventuale rinnovo del contratto di Leao: è sua la delega in consiglio di amministrazione per gli investimenti più importanti. Ma nel Cda appena nominato dall’assemblea degli azionisti Cardinale – che tra i partner dell’investimento da 600 milioni ha i New York Yankees, la franchigia del baseball della famiglia Steinbrenner, e nel capitale il fondo Main Street Advisors, in cui figura anche la stella della Nba LeBron James, e l’imprenditore italiano Riccardo Silva – ha voluto con sé tre uomini di assoluta fiducia e non si tratta di certo di nomi di secondo piano.

Il più noto nel calcio è Alec Scheiner, braccio destro di Cardinale per gli investimenti sportivi e in particolare per il soccer: è stato lui a scegliere il Tolosa, dopo accurata selezione tra un’ottantina di club europei, come prima squadra da comprare per l’avventura in Europa. Particolarmente esperto nella valorizzazione delle attività correlate allo stadio e agli eventi, dovrà aumentare i ricavi del Meazza, ancora prima di affrontare la questione del nuovo stadio insieme al presidente del Milan Paolo Scaroni, che conserva la delega specifica. Isaac Halyward è invece il vicepresidente di RedBird. Come Cardinale, ha un passato in Goldman Sachs, una tra le principali banche d’affari del mondo. Ex analista finanziario, sarà di fatto il frontman di RedBird per le questioni finanziarie all’interno del Cda. Niraj Shah è infine un autentico pezzo grosso della finanza americana. Famiglia di origini indiane emigrata in Massachusetts, è diventato miliardario con Wayfair, società di vendita di mobili e accessori per la casa on line, ed è direttore della Federal Reserve di Boston.

Il ruolo centrale dei Singer

Prosegue intanto l’attesa, fin qui vana, della prima conferenza stampa italiana del neoproprietario del Milan. Dal closing del 31 agosto scorso con l’acquisizione del 99,93% delle azioni del club da parte della sua società d’investimento Red Bird Capital, Cardinale si è per ora limitato al comunicato di prammatica, alla presenza in tribuna al derby e alla visita alla squadra a Milanello. Il primo atto ufficiale dell’era Red Bird, prima della partita di Champions con la Dinamo Zagabria, è stato appunto la nomina del nuovo Cda. Che è ancora a maggioranza Elliott. Il corposo prestito di circa 600 milioni di euro del fondo della famiglia Singer alla società d’investimento di New York è la spiegazione ufficiale dei 5 consiglieri in quota Elliott, rispetto ai 4  di Red Bird.

L’ascesa di Furlani

Sono usciti Alfredo Craca, Marco Patuano (“ho accettato di entrare a fare parte del Cda in una fase molto delicata della vita del club e in questi anni abbiamo lavorato per tornare ai traguardi cui i nostri tifosi sono sempre stati abituati, lo scudetto ci ha ripagati”) e Massimo Ferrari (“sono orgoglioso di avere fatto parte del Cda che ha segnato la svolta in termini di risanamento e di risultati sportivi: merito dell’azionista Elliott, della direzione sportiva e tecnica, della squadra e di un management all’altezza di una grande società”). È  rimasto il presidente Paolo Scaroni e ha indicato il programma: “Si apre una nuova fase di sviluppo del club, nel segno della continuità e della qualità. Red Bird aggiungerà competenza, esperienza e cultura manageriale nel business sportivo e dell’intrattenimento, a livello mondiale”. Sono rimasti per Elliott anche l’amministratore delegato Ivan Gazidis (il cui contratto scade a novembre), Stefano Cocirio, e soprattutto il portfolio manager del fondo Giorgio Furlani, principale candidato per il ruolo di futuro ad. Se a novembre Furlani entrasse in Red Bird, sposterebbe gli equilibri in Cda. Intanto, il 28 settembre, sarà tra i relatori a Milano (con Lorenzo Casini, Maurizio Arrivabene, Pietro Berardi, Guglielmo Maisto, Saverio rondelli, Marta Spaini e Nishant Tella) di un convegno dal titolo assai indicativo: “The italian football opportunity”. L’argomento di discussione è di strettissima attualità: “Quasi la metà delle società della serie A 2021-2022 è posseduta da proprietari stranieri, di cui ben 6 di matrice americana. Il confronto con gli altri principali campionati (Inghilterra, Francia, Germania e Spagna) dimostra come il nostro sia molto sottovalutato a livello di valore economico, a causa di gap accumulati negli ultimi vent’anni, di tipo infrastrutturale e di governance. Quali possono essere le soluzioni per colmare questo differenziale competitivo? Come possono le competenze americane aiutare ad accelerare questo percorso”. Sembra la domanda perfetta, finora rimasta in sospeso, per Gerry Cardinale.

Milan, tutti gli uomini di Cardinale. Chi sono i tre consiglieri di fiducia americani del neoproprietarioFonte Repubblica.it

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