Milan, tensione Leao: inizia un mese decisivo per il rinnovo

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MILANO – E’ iniziato il mese decisivo per il rinnovo del contratto di Rafa Leao, che scade nel giugno 2024 e che in questo momento colloca il gioiello del Milan soltanto al diciannovesimo posto nella graduatoria degli stipendi dei giocatori in rosa, con 1,4 milioni di euro netti l’anno: per dire, l’americano Dest, ingaggiato in extremis dopo il serio infortunio di Florenzi, ha uno stipendio di 3,8 milioni. Le novità, a questo punto, possono davvero essere quotidiane e la suspence non manca di sicuro, mentre i tifosi milanisti confidano nel sospirato annuncio. Come ha rivelato Paolo Maldini a San Siro qualche minuto prima della partita col Chelsea, la società intende infatti risolvere la questione prima del 12 novembre, vigilia dell’ultima partita di campionato della squadra (contro la Fiorentina a San Siro) prima della lunga sosta per il Mondiale. Potrebbe diventare decisivo il ruolo di Frederico Varandas, il presidente dello Sporting Lisbona, che vanta un credito di oltre 20 milioni di euro col giocatore e col Lille per la famosa sanzione (era da 16,5 milioni, ma nel frattempo è aumentata per gli interessi di mora) imposta dal Tas di Losanna e confermata da successive sentenze nei tribunali civili.

La trattenuta sullo stipendio

Leao e il Lille attuarono nel 2018, dopo l’assalto di un gruppo di ultrà a campo di allenamento, la rescissione unilaterale del contratto a danno dello Sporting, che ha ottenuto il risarcimento e che non sembra al momento intenzionato a transare a una cifra inferiore. Nessun club tra quelli associati all’acquisto del cartellino di Leao nelle prossime sessioni di mercato di gennaio o più probabilmente di luglio – la lista include le top six inglesi (Chelsea, Manchester City, Manchester United, Liverpool, Arsenal e Tottenham, più il Psg e il Real Madrid – si è per ora fatto avanti con un’offerta concreta, né tanto meno per togliere al giocatore e alla sua famiglia l’incubo della sanzione. Oggi all’attaccante portoghese viene pignorato circa un quinto dello stipendio, cioè poco meno di 300 mila l’anno, cifra che ovviamente salirebbe, nella stessa percentuale ma con ben altro importo, se il contratto venisse rinnovato senza un accordo specifico sulla multa. Nell’ipotesi in cui Leao ottenesse ad esempio i 7 milioni netti che sembrano essere la sua richiesta, gliene verrebbero trattenuti 1,4, mentre sulla presunta offerta del Milan (6 milioni) la trattenuta sarebbe di 1,2.

La sentenza svizzera

Ingarbuglia la situazione, secondo il quotidiano portoghese Record, la notizia delle ultime ore. Il Tribunale Federale Svizzero ha respinto il ricorso presentato dal Lille contro la decisione del Tas di Losanna (il Tribunale Arbitrale dello Sport) che obbliga il club francese a partecipare insieme a Leao al pagamento della sanzione. Record segnala che la sentenza del 22 agosto, pubblicata sul sito web del tribunale a fine settembre, giudica “infondato” il ricorso del Lille, che nell’estate 2109 aveva ceduto il cartellino del giocatore al Milan per 29,5 milioni (non è chiaro se abbia il diritto al 20% sull’eventuale futura cessione). Lo Sporting, conclude Record, è ancora in attesa della Drc (Dispute resolution chamber) della Fifa, che determinerà l’importo finale. Lo scorso maggio il Tribunale di Milano aveva confermato appunto il pignoramento del 20% dello stipendio, respingendo il ricorso presentato dai legali di Leao, attualmente rappresentato da un avvocato francese al quale il padre del giocatore, Antonio, ha affidato la procura del figlio, anche se è sempre fondamentale nella vicenda il ruolo del manager Jorge Mendes, deus ex machina del calcio portoghese.

Due incognite in più: clausola e Qatar

L’attaccante partirà subito dopo Milan-Fiorentina per il Qatar con la Nazionale portoghese e Maldini, capo del settore sportivo del Milan, non vuole arrivare a gennaio col caso del contratto ancora in piedi. L’ulteriore incognita è rappresentata dalla clausola da 150 milioni voluta nel 2018 dall’allora dirigente milanista Zvonimir Boban, oggi Chief of Football dell’Uefa, per tutelare la società e il calciatore stesso. Con quella cifra, nei primi 15 giorni della sessione di mercato, i club che vogliono Leao possono assicurarsene il cartellino. Ovviamente un’eventuale trattativa si potrebbe chiudere a cifre più basse – dai 90 milioni – anche se questo non è il classico caso del calciatore che perde valore via via che si avvicina la scadenza del suo contratto e diventa possibile ingaggiarlo, sei mesi prima della scadenza, a parametro zero: non si profila, insomma, un altro caso Donnarumma o Kessié. C’è però un’altra variabile: il Mondiale, che può innalzare o abbassare il valore del giocatore, a seconda che diventi o meno protagonista nel Portogallo del ct Fernando Santos e di Cristiano Ronaldo. Anche per questo appare opportuno per tutte le parti in causa che la vicenda contratto si chiuda prima del torneo in Qatar.

Fonte Repubblica.it

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