Milan-Sampdoria 1-0: Leao riporta in vetta i rossoneri

Milan-Sampdoria 1-0: Leao riporta in vetta i rossoneri

MILANO – In un’assolata e fredda domenica milanese di metà febbraio, stavolta non grazie ai gol di Giroud ma al guizzo quasi immediato di Leao fatale alla Sampdoria, il Milan ha riscaldato col sorpasso all’Inter i suoi tifosi, che anche all’ora di pranzo hanno riempito la metà consentita di San Siro. L’evento del primato ritrovato era verosimile, anche se due incognite gravavano sull’esito: il rendimento casalingo della squadra di Pioli, inferiore a quello formidabile in trasferta, e l’ansia di riscatto di Giampaolo, che non può certo includere la sua breve avventura milanista tra le più felici pagine della sua carriera di allenatore. La vendetta sportiva non gli è riuscita, ma ha tenuto fino all’ultimo in bilico una partita in cui un aspetto collaterale ha prevalso su ogni altro: la contestazione a Kessié, transfuga annunciato a giugno. Tenuto in panchina da Pioli, è stato fischiato sia alla lettura delle formazioni sia quando ha sostituito al 12′ della ripresa Brahim Diaz. Nel mezzo c’è stata l’esposizione di un eloquente striscione in Curva Sud (“Chi ama il Milan lo dimostra coi fatti, cordiali saluti agli insoddisfatti”), che lo inserisce per il tifo milanista tra i reprobi, insieme a Donnarumma e Çalhanoglu. Si profila una convivenza non semplice da qui a giugno, anche se sul campo Kessié è stato impeccabile e ha partecipato alla corsa finale sotto la curva festante.

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Lo scacco matto di Maignan

Giampaolo ha scelto di affidare l’attacco al solo Caputo, sostenuto dalle digressioni di Sensi, e di infoltire al massimo il centrocampo, coprendo le fasce con la linea a 5, anche in assenza dello squalificato terzino sinistro d’assalto Hernandez, rimpiazzato dall’eclettico Florenzi. La mossa di Conti esterno destro mirava in apparenza a disinnescare l’arma più potente del Milan: le classiche sterzate di Leao verso il centro, dove lo avrebbe eventualmente atteso, per spezzarne i dribbling, il terzino Bereszinsky adattato a centrale di destra. Ma dopo nemmeno 8 minuti e dopo un illusorio sinistro flebile di Caputo, il deterrente si era già rivelato inutile, perché Leao ha segnato proprio con le modalità temute. Come già era accaduto contro la stessa Samp alla prima di campionato, Pioli si è servito del cosiddetto schema numero uno, il lancio lungo del portiere. Maignan, al quale non fanno certo difetto la precisione e la gittata del passaggio, ha sorpreso Conti fuori zona e ha innescato il compagno velocista, che ha seminato Bereszinsky e ha infilzato di piatto Falcone: quasi un bis del recentissimo gol alla Lazio in Coppa Italia, con la differenza che il lanciatore era stato Romagnoli. Lo scacco matto, stavolta, è opera di Maignan.

Gioco spezzettato

In vantaggio ancora prima di quanto potesse sperare, il Milan ha pensato a mantenere innanzitutto l’assetto più equilibrato possibile (due ammonizioni per le entrate scomposte di Diaz e Romagnoli hanno fatto seguito a quella di Rincon per fallo su Maignan) e la Sampdoria non ha rinnegato la tattica che aveva preparato. Ne è nato il progressivo moltiplicarsi del traffico a centrocampo, con ripetuti contrasti, con un gioco assai spezzettato e con i rispettivi centravanti imbottigliati nei pressi dell’area. Lo spettacolo è sparito abbastanza, al di là di qualche fiammata. La più vistosa, su torre di Giroud all’indietro e chiusura solo ipotetica di Thorsby, ha portato al sinistro di controbalzo di Messias, che Falcone ha respinto in corner.

L’avanguardia tattica

I cultori della tattica hanno potuto annotare l’ulteriore sviluppo degli schemi offensivi di Pioli, per sublimare la tesi della massima occupazione della metà campo altrui e magari anche dell’area. Fanno parte del principio gli slittamenti degli esterni Messias e Leao a interni, accanto a Diaz, e le contemporanee discese dei terzini Calabria e Florenzi: un’avanguardia tattica. Chi preferisce conteggiare le occasioni da gol ha potuto riprendere a farlo dopo l’intervallo, quando Messias ha aperto il secondo tempo con un rasoterra di sinistro appena a lato e Candreva ha obbligato Maignan alla respinta di pugno su un destro da fuori. Dopo poco meno di un’ora Giampaolo ha attinto alla panchina, pur non variando il sistema. Ecco il nuovo mosaico: Ekdal è entrato per fare il regista e Rincon si è spostato sul centro-sinistra al posto di Thorsby, mentre Vieira si è piazzato sul centro-destra nella posizione di Candreva, che è diventato esterno destro per l’uscita di Conti e ha subito lanciato un altro avvertimento, un diagonale fuori.

Falcone dice no a Giroud

Ma Pioli aveva in serbo a sua volta il suo triplice cambio: Rebic per Leao, Saelemaekers per Messias e Kessié per Diaz, col corredo dei suddetti fischi per il neoentrato. Gli innesti hanno fruttato più rifornimenti per Giroud, che su cross di Rebic ha sfoggiato una sforbiciata da cartolina, con parata di Falcone, e di testa ha poi obbligato il portiere avversario a un altro salvataggio. Giampaolo ha deciso intorno alla mezz’ora del secondo tempo di sfoderare Quagliarella per Rincon, arretrando Sensi a trequartista alle spalle della coppia Quagliarella-Caputo. Pioli gli ha risposto col cambio Bennacer-Krunic. Il finale ha dato una spolverata alle presunte riserve. Saelemaekers ha dribblato in area anche i fili d’erba, prima di attorcigliarsi, Rebic ha esaltato ancora i riflessi di Falcone e Kessié ha cercato lo sfondamento, fermato da un groviglio di gambe. Alla ricerca del raddoppio si erano uniti in precedenza Romagnoli, Bennacer e soprattutto Tonali, la cui crescita anche atletica è sempre più vistosa: la folla lo ha gratificato di un coro personalizzato, implicito accompagnamento, insieme all’inno per Hernandez che ha appena firmato il rinnovo del contratto, alla colonna sonora della domenica di San Siro: la contestazione a Kessié. 

Milan-Sampdoria 1-0 (1-0)
MILAN
(4-2-3-1): Maignan, Calabria, Tomori, Romagnoli, Florenzi (44′ st Kalulu), Tonali, Bennacer (30′ st Krunic), Messias (12′ st Saelemaekers), Díaz (12′ st Kessié), Leão (12′ st Rebic), Giroud. (83 Mirante, 1 Tatarusanu, 5 Ballo-Touré, 41 Bakayoko, 7 Castillejo, 27 Maldini) All.: Pioli.
SAMPDORIA (4-4-1-1): Falcone, Bereszynski, Colley, Magnani, Murru (8′ st Aguello), Conti (8′ st Vieira), Rincón (28′ st Quagliarella), Thorsby (8′ st Ekdal), Candreva (40′ st Sabiri), Sensi, Caputo (1 Audero, 30 Ravaglia, 35 Bonfanti, 25 Ferrari, 70 Trimboli, 7 Supriaha) All.: Giampaolo.
Arbitro: Chiffi di Padova
Reti: nel pt 8′ Leao
Recupero: 5′ e 3′
Angoli: 4 a 0 per il Milan
Ammoniti: Rincon, Brahim Diaz, Romagnoli, Bennacer per gioco falloso
Spettatori: 35.710

Milan-Sampdoria 1-0: Leao riporta in vetta i rossoneriFonte Repubblica.it

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