Milan-Salisburgo 4-0: Giroud trascina i rossoneri agli ottavi di Champions

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Milan-Salisburgo 4-0: Giroud trascina i rossoneri agli ottavi di Champions

(Ri)habemus Milan. La sofferenza è stata lunga nove anni, ma ne è valsa la pena. San Siro strapieno si è volentieri lasciato trascinare alla gioia sfrenata dai campioni d’Italia, che tornano con merito tra le prime sedici squadre d’Europa col suggello di un piccolo capolavoro, in coda al loro tortuoso percorso catartico. A febbraio, quando giocheranno gli ottavi di finale della Champions, saranno passati appunto nove anni dall’ultima volta. Però la presenza non si preannuncia soltanto statistica. Quale che sia l’avversario proposto dall’imminente sorteggio, e ci sono alte probabilità che si tratti di una grande del calcio europeo, non potrà infatti pensare di cavarsela facilmente. Archiviata la migliore partita da quando nel 2021 è risalito sul palcoscenico più elevato, il Milan appare ormai maturo anche a livello internazionale. E Pioli, dopo il dominio tecnico, fisico e tattico sul Salisburgo, che non è affatto una squadretta, ha la legittima convinzione di potere mettere in crisi chiunque, nel gruppo delle sei potenziali rivali, il cui elenco è in verità abbastanza impressionante:  Porto, Bayern, Tottenham, Real Madrid, Manchester City, Benfica. Il superamento dello scoglio è certamente difficile, ma se dovesse riuscire (tra l’altro Maignan, Calabria, Saelemaekers e Ibrahimovic rientreranno in gruppo), tutto diventerebbe possibile.

<<La cronaca della gara>>

Ieri l’allenatore ha indovinato davvero  qualunque mossa, evidentemente studiata con cura e accompagnata da felice intuito: non è impropria la similitudine con certe serate del ciclo di Ancelotti, che in Europa pareva toccato dalla grazia, ed è chiaro che la scelta della società di rinnovare il contratto al tecnico proprio poche ore prima dell’appuntamento più importante della sua gestione è stata azzeccatissima. Con la certezza di essere sostenuto dall’intero ambiente milanista, Pioli ha spinto l’amato offensivismo oltre frontiera, rendendo stabile e solido l’ibrido tattico non sempre riuscito in precedenza: Theo Hernandez non più terzino, ma ala sinistra e all’occorrenza centrocampista. Senza alcun infingimento, la difesa è diventata a tre e Kalulu ne è diventato la vera colonna, come attestano tre formidabili recuperi da contorsionista, nella fase in cui il risultato sembrava ancora in bilico. La posizione di Hernandez, che è stato anche capitano, ha permesso altre eccellenti mosse contemporanee: Leao seconda punta, libero di muoversi dove gli pareva, il portentoso trentaseienne Giroud centravanti meno isolato con un partner accanto, Krunic falso trequartista dedito al pressing centrale, la coppia Bennacer-Tonali complementare tra regia e interdizione e non più costretta alla frequente inferiorità numerica, Rebic in grado di assecondare l’estro partendo dalla fascia destra.

Haissle, l’allenatore del Salisburgo, ha fatto invano leva sull’estrema gioventù, cioè sulla forza e sulla freschezza atletica: i più vecchi all’inizio erano i ventiquattrenni Köhn e Wöber. L’equilibrio è durato il tempo, un quarto d’ora, della testata dell’1-0 di Giroud su corner di Tonali. La cronaca impone di segnalare il raddoppio di Krunic su torre di Giroud, il tris ancora di Giroud su cavalcata inarrestabile di Leao e il quarto gol su assolo di Messias, nel finale contraddistinto dalla virata verso il tridente Messias-Giroud-Rebic e dalle passerelle non casuali per Kalulu, Bennacer, Hernandez, Krunic e naturalmente Leao. Il riassunto spetta legittimamente a Paolo Maldini: “Dobbiamo essere ambiziosi. Siamo ancora lontani economicamente dalle più ricche, ma saremo la mina vagante”. Nel concetto dovrebbe essere incluso il rinnovo del contratto di Leao.

Fonte Repubblica.it

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