Milan, Pioli e la corsa scudetto: “Continuare a vincere grazie alla passione”

MILANO – “Non è il momento di parlare, è il momento di fare. A me non piace il luogo comune che da qui alla fine sono tutte finali, non ci siamo mai abbattuti né esaltati e questo deve essere il nostro approccio, fatto di attenzione, concentrazione, generosità. Noi abbiamo un modo di giocare che ci deve prendere il cuore. Il nostro è un calcio fatto di emozione e di passione”. Stefano Pioli non finge che il momento sia banale: il Milan è capolista e a 4 giornate dalla fine padrone del proprio destino nella corsa allo scudetto. Perciò deve ricordarsene e non abbandonare mai il suo punto di forza, a cominciare dalla partita con la Fiorentina dentro San Siro pieno: la capacità di trascinare la folla e di farsi trascinare dalla folla stessa: “Poi è chiaro che entusiasmo, generosità e passione non devono farci passare alla frenesia. Servono anche lucidità e capacità di prevenire certe situazioni, essere più rapidi dei nostri avversari. Io non dico mai ai miei giocatori che andrà tutto bene: andrà come vogliamo che vada col nostro atteggiamento in campo”.


Corsa Scudetto: il calendario di Milan, Inter, Napoli e Juve

  35a giornata 36a giornata 37a giornata 38a giornata
Milan 74 pt Fiorentina VERONA Atalanta SASSUOLO
Inter 72 pt UDINESE Empoli CAGLIARI Sampdoria
Napoli 67 pt Sassuolo TORINO Genoa SPEZIA
Juve 66 pt Venezia GENOA Lazio FIORENTINA

In maiuscolo le partite da giocare fuori casa

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Un momento storico

Può capitare spesso, a un allenatore dal curriculum ormai lungo come quello di Pioli, di affrontare il suo passato. Lui ci ha fatto l’abitudine, però il duello con la Fiorentina non è ovviamente la stessa cosa degli altri e non solo perché la doppia tappa a Firenze – da calciatore prima e da tecnico poi – è stata tra le più intense della carriera. Adesso il Milan si gioca davvero lo scudetto: “Le nostre emozioni sono in questo momento tante, ma prevale la concentrazione, la voglia di fare fino a in fondo il nostro lavoro nel migliore modo possibile”.

Lo scivolone dell’Inter

Le prospettive, dopo la caduta dell’Inter a Bologna, sono cambiate: “Ma le percentuali per lo scudetto sono spesso cambiate di settimana in settimana. Le difficoltà che abbiamo saputo superare ci devono dare più forza e convinzione”.

L’ostacolo Italiano

L’allenatore della Fiorentina è abbastanza indigesto al Milan. Nello scorso campionato, quando guidava lo Spezia, vinse in Liguria e in questo si è ripetuto all’andata a Firenze: “L’ottimo lavoro di Italiano è evidente, ma credo che a quella di La Spezia sia stata la nostra peggiore partita del campionato scorso, è come se non fossimo scesi in campo. Invece a Firenze abbiamo giocato un’ottima partita, avremmo dovuto segnare molto di più e abbiamo pagato errori difensivi individuali. Affrontiamo una squadra dal calcio aggressivo e veloce, possiamo incidere solo se facciamo una prestazione da Milan. Il livello della Fiorentina è alto, il nostro deve esserlo di più. C’è una sola partita che conta, quella che arriva. Le partite vengono sempre decise dagli episodi e tu devi mettere in quelli qualcosa in più degli avversari”.

L’approccio sbagliato

Contro l’Inter in Coppa Italia e con la Lazio in campionato la partenza è stata in salita: “Non lo avremmo voluto e invece è stato così, ma con la Lazio abbiamo creduto in noi stessi e abbiamo recuperato attraverso il gioco. L’approccio giusto è qualcosa su cui dobbiamo ragionare bene. Abbiamo provato a lavorarci a livello mentale, servono più attenzione e decisione. Cominciare in equilibrio deve essere il nostro obiettivo”.

Con la Lazio due gol simbolici

La rimonta dell’Olimpico è un buon punto di partenza: “Dobbiamo ripartire da quei due gol, perché dentro c’è tanto delle nostre caratteristiche, tattiche e di squadra. Sull’1-1 l’attacco alla profondità di Leao e l’anticipo in scivolata di Giroud: significa crederci. Sul 2-1 la pressione di Rebic, la capacità di Ibra di ostacolare l’avversario per favorire il compagno, la volontà di Tonali di inserirsi: significa lavorare tutti insieme”.

Sfruttare gli spazi

La Fiorentina non è una squadra che si chiude: un vantaggio per il Milan? “Difficile fare questo tipo di previsione. Se gli avversari ti prendono alto, in teoria hai più spazio, ma toccherà a noi essere bravi a salire con i tempi giusti, le interpretazioni di gioco andranno date velocemente”. Paolo Maldini si è detto orgoglioso della squadra: “E noi siamo orgogliosi di un dirigente di così alto livello”. L’idea di essere stati sottovalutati da critica e avversari, non rappresenta, assicura l’allenatore, una particolare motivazione di riscatto: “Non mi interessa neanche tanto se siamo apprezzati fuori da Milanello, mi interessa che ci apprezziamo noi”.

Bennacer recuperato, Florenzi quasi

A centrocampo ci sarà di nuovo abbondanza: “Bennacer sta meglio, si riallena con la squadra e non credo che sia stato mai sottovalutato, certamente non da me, dai dirigenti e dai compagni. Mancheranno soltanto Kjaer e Florenzi, che però già la settimana prossima potrebbe essere a disposizione, Daniel Maldini per un affaticamento”.

Milan, Pioli e la corsa scudetto: "Continuare a vincere grazie alla passione"Fonte Repubblica.it

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castigamatti
Ospite
castigamatti
19 giorni fa

“Milan, Investcorp ci mette l’anima. Piano di crescita decennale per i rossoneri”. ma di quanti anni era il piano di crescita di elliot?
e quello di mr. lee?
ma mr elliot lo ha rispettato o sta vendendo pirma del previsto?
i rossoneri sono stati abituati dal loro ex presidente evasore fiscale alle parole fumose…
lo sanno che “piano di crescita” per un fondo finanziario vuol dire competitivitá econonmica e non necessariamente vittorie calcistiche?
diventeranno grandi in dieci anni: cioé se uno tifa milan da ragazzino lo vedrá competere in europa per il matrimonio.
facesse suning simili dichiarazioni tutti i giornalisti prezzolati di mediaset lo seppellirebbero con le formiche… ma se si tratta del lro padrone, allora va bene…

castigamatti
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castigamatti
19 giorni fa

“Monza-Benevento, in tribuna con Berlusconi e Galliani c’è anche Pippo Inzaghi”.ma é andato allo stadio?
allora l’ex presidente evasore fiscale é guarito?
eppure sembrava fosse malaticcio visto che continuava a sfornare certificati di malattia per non comparire in tribunale ai processi.
come é strano il mondo: quando hai medici e avvocati dalla tua puoi andare allo stadio e fare feste grandiose di matrimonio anche se sei malato e non te la senti di andare a deporre davanti ai giudici…

castigamatti
Ospite
castigamatti
19 giorni fa

domani il milan gioca alle 15.
l’inter alle 18.
non ho ancora senito pioli lamentarsi e piagnucolare che le partite non si giocano in contemporanea.
e quasi sicuramente non si lamenterá.
lui si lamenta solo quando il milan gioca dopo l’inter, ma se succede il contrario, tace.
onesto come una iena che dice di non avere appetito.