Milan, Pioli: “Determinati a non sbagliare più. Inter e Juve? A me fa paura l’Empoli”

La vittoria in casa del Napoli non è stata per il Milan l’ultimo gradino, quello definitivo per salire sulla passerella verso lo scudetto: secondo Pioli i gradini da salire sono ancora dieci, uno per ogni partita che lo separa dalla fine del campionato: “Il nostro gradino è sempre la prossima partita: dobbiamo essere molto attaccati alla quotidianità e al presente, il passato non ci aiuterà ad avere più punti in classifica. Ma certo, dopo Napoli, ho visto una squadra molto concentrata. Non sottovaluterà affatto l’Empoli”.

La media punti con le piccole.

Per il Milan è più alta con le grandi: in quella classifica avulsa avrebbe già quasi vinto il campionato:  “Non dobbiamo farci ossessionare dal nostro passato, dobbiamo ricordarci che ogni partita è diversa dalle altre, dobbiamo continuare a fare emergere le nostre caratteristiche in campo per 95 minuti”.

L’Inter non ha più la Champions

Si profila adesso un duello alla pari, con lo stesso numero di impegni, a parte il recupero Bologna-Inter: “La nostra settimana è stata  contraddistinta dal lavoro a Milanello e dalla preparazione della nostra partita, non dall’osservazione di quelle degli altri. Saranno dieci giornate tirate per tutte le prime cinque in classifica, io vedo una lotta serrata fino alla fine”.

Trenta punti a disposizione

Prenderseli tutti significherebbe vincere lo scudetto: “Fare previsioni è difficile, è stato un campionato particolare, in cui nessuno finora è riuscito ad allungare. Lo ripeto, io continuo a pensare che le prime cinque potrebbero fare la striscia di vittorie consecutive necessaria, ma la serie A non è per nulla semplice”.

La minaccia Juve

Nelle ultime giornate si è avvicinata, Pioli però pensa ad altro: “A me fa paura l’Empoli, che è una squadra dinamica e tecnica e all’andata, nonostante i 4 gol subiti, ci ha messo in difficoltà, perché ha tante possibilità di variare il gioco offensivo e un centrocampo con due vertici: dobbiamo essere bravi a capire quando aggredire in pressing e quando aspettare un po’”.

L’estetica

Il famoso concetto delle vittorie “sporche”, determinanti in una stagione di successo, non accende l’allenatore del Milan: “Giocare bene aiuta. Si vincono i campionati anche con le partite sporche, certo, ma il nostro principio base è che dobbiamo essere molto umili, sacrificarci e credere nelle nostre qualità”.

Il peso del primato

Pioli non lo considera tale: “Io vedo una squadra determinata, convinta dei propri mezzi e con la serietà necessaria per un finale di stagione come si deve. Sapremo mantenere la giusta concentrazione e la giusta determinazione fino alla fine”.

La lezione di Real-Psg

La rimonta del Real di Ancelotti è stata istruttiva: “In una sfida di altissimo livello, con grandissimi giocatori, si è capito una volta di più che dentro una partita ce ne stanno tante: dopo un’ora nessuno avrebbe pensato al risultato finale. La determinazione fa la differenza”.

Il turnover

Può diventare una risorsa in più, data l’equivalenza tecnica di tanti giocatori: “Valuteremo tutte le situazioni singole per dosare i carichi di lavoro. Quando abbiamo avuto il periodo con tante partite, la settimana si passava solo a recuperare energie. Adesso possiamo anche preparare bene le partite, secondo il nostro metodo di lavoro”.

Il gioiello Giroud

Il centravanti francese ha ingranato nel momento decisivo: “Di lui mi pace tutto: come gioca, come lavora per la squadra anche senza palla, è un professionistica fantastico, molto determinato e sereno”.

Il 4-3-3

A Napoli è stata una soluzione alternativa e vincente al 4-2-3-1 di base: “Non è stata la prima volta, prepariamo le partite cercando di avere vantaggi in alcune situazioni, soprattutto nella fase di costruzione. Ho la fortuna di avere giocatori molto disponibili e aperti alle nuove situazioni”.

Ibrahimovic a disposizione

Il trascinatore è di nuovo pronto all’uso: “Zlatan dà tutto e dà tanto per la squadra in tutto quello che fa, per carisma e intelligenza, anche tattica. Sta un po’ meglio e ci darà un grande supporto”.

Il gioco coi piedi di Maignan

A poche ore dall’errore di Donnarumma col Psg, Pioli non cade nella trappola del panegirico del portiere francese che ha sostituito l’ex ragazzo prodigio al Milan, però ne conferma l’abilità coi piedi: “In una squadra chi è in possesso di palla risulta sempre più o meno bravo in base al movimento dei compagni, è questa la cosa determinante, a maggior ragione per noi, perché gli avversari ci conoscono sempre meglio. Vero è che Maignan sa alternare gioco lungo e corto e ci fa essere più imprevedibili”.

Le scelte con l’Empoli

L’allenatore non smentisce che stavolta possa rifiatare Tonali, con Bennacer, Kessié e Diaz a centrocampo, ma neppure conferma: “Tonali sta bene, giochiamo in undici ed è importante avere caratteristiche diverse in panchina per cambiare la partita”. Romagnoli è favorito su Kalulu in difesa, Florenzi dovrebbe prendere a sinistra il posto di Hernandez squalificato: “Faccio scelte tecniche, tra Romagnoli e Kalulu vedrete sul campo, comunque Romagnoli sta bene ed è la cosa più importante. Florenzi a sinistra contro la Sampdoria mi è piaciuto molto. Come Kjaer, Giroud e Ibra è uno che ha vinto e che sa che cosa vuol dire vincere”.

Il record di Zaccheroni

Contro l’Empoli Pioli diventerà il decimo allenatore del Milan per numero di presenze (126), superando Zaccheroni, il mister dello scudetto del 1999. “Una caratteristica che mi preme sottolineare del mio lavoro? L’entusiasmo: quello che mi ha dato l’ambiente e quello che metto io nel mio lavoro e nell’approccio con i giocatori. Una squadra ha bisogno di emozioni, di riceverle e di trasmetterle”.

Il feeling coi tifosi

La corsa al biglietto è ormai una consuetudine in ogni vigilia: “Percepiamo l’affetto della gente e la soddisfazione più grande per noi è farla felice. La passione dei tifosi può farci davvero bene in questa parte finale della stagione”.

Milan, Pioli: "Determinati a non sbagliare più. Inter e Juve? A me fa paura l'Empoli"Fonte Repubblica.it

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