Milan, Pioli: ”Contro il Torino sarà una battaglia, ma dobbiamo subire meno gol”

MILANO – “Il primo posto in classifica? E’ troppo presto, nove giornate sono niente. E’ giusto però che i tifosi siano contenti e orgogliosi di questa squadra. Ora pensiamo al Torino: mi aspetto una partita in cui dovremo battagliare. Dovremo muoverci bene senza dare ai granata punti di riferimento”. Stefano Pioli resta con i piedi per terra dopo l’aggancio al Napoli in vetta alla Serie A e si concentra esclusivamente sulla sfida di martedì sera a San Siro contro il Toro.

“Subire meno gol”

Nelle ultime sei partite, Champions compresa, i rossoneri hanno sempre subito gol. Un dato che Pioli vuole migliorare: “Dobbiamo essere più attenti, compatti tatticamente e comunicare meglio. Per vincere non bisogna subire gol. Poi abbiamo le qualità di fare un gol in più rispetto agli avversari, ma è importante non prenderli”. Poi ancora sulla lotta scudetto: “Ogni partita vale tre punti. Quando affronteremo gli scontri diretti ci può stare di perdere qualche punto, ma sono convinto che vincerà il campionato chi ne farà di più contro le altre squadre. Per questo dovremo essere molto lucidi nelle scelte”.

Tornano Theo e Kessie

Intanto arrivano buone notizie dall’infermeria: Theo Hernandez si è negativizzato dal Covid e a centrocampo tornerà Kessie: “Theo potrà far parte della partita non dall’inizio, ma per uno spezzone. Kessie sta bene ed è disponibile”, la conferma di Pioli che non esclude in futuro di far giocare insieme Ibrahimovic e Giroud: “Le ultime sono state due gare particolari. Quando abbiamo bisogno di più fisicità abbiamo la possibilità di metterli entrambi. Non sono al 100%, la cosa importante è che diano continuità sia in allenamento che in partita”.

“Arbitri? Ci vuole uniformità”

Altro tema caldo quello legato alle discussioni arbitrali. In un weekend da record per gli allenatori espulsi (da Gasperini a Spalletti, fino a Mourinho e Simone Inzaghi), Pioli lancia un appello all’Aia: “Bisogna partire dalla base che gli arbitri siano sempre in buona fede e di conseguenze devi accettare questa situazione. Mi interessa vedere uniformità nelle partite: il regolamento è uno, poi ogni direttore di gara ha il suo modo di arbitrare”.

Fonte Repubblica.it

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