Milan, per l’attacco spuntato c’è l’ex personal trainer di Tom Cruise e Ben Stiller

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Arriva anche un lifestyle coach, figura in voga soprattutto nel mondo dello sport anglosassone, in soccorso del Milan nella gara a inseguimento per lo scudetto. Si chiama Nicky Holender, è inglese, ha lavorato per mettere in forma tante celebrità, da Ben Stiller alla famiglia Cruise, e da qualche anno è il consulente personale di Divock Origi, l’attaccante che sul mercato estivo era stato individuato da Maldini e Massara per potenziare un reparto fisicamente fragile e che a conti fatti ha rappresentato finora la mancanza più evidente per Pioli, avendo giocato pochissimo per colpa di una tendinite. Il problema non è secondario, come l’allenatore stesso ha implicitamente ammesso dopo la sconfitta col Napoli. L’attacco è stato poco concreto, ha detto senza troppi giri di parole per spiegare il risultato, parzialmente incongruo rispetto al gioco costruito dalla squadra.

Giroud nella campana di vetro

L’addebito generale di Pioli, il difetto di concentrazione nelle due aree, chiama in causa ovviamente la difesa: per l’ingenuo intervento di Dest su Kvaratskhelia, che ha causato il rigore, e per la poca reattività collettiva sul cross fatale di Mario Rui, con Simeone più pronto di tutti ad avventarsi sul pallone. Ma appare evidente, difesa a parte, il riferimento all’incapacità di tradurre in gol le occasioni prodotte. E qui, per quanto anche i centrocampisti siano stati meno incisivi del solito, emerge il tema dell’emergenza in attacco, dove il solo Giroud, il cui rendimento è finora impeccabile, è scampato alla decimazione in corso, accentuata nello specifico dall’assenza per squalifica di Leao.

Durante la ripresa Giroud si è fermato per due volte a centrocampo: qualcosa non andava e il suo gesto – ha controllato se riusciva a piegare bene le gambe – ha messo in allarme i tifosi, che hanno temuto un guaio a un ginocchio o a un muscolo della coscia. Poi il centravanti francese ha ricominciato a correre subito e ha anche segnato, con duplice sollievo dei milanisti, che gli preparano una campana di vetro virtuale. Ma le circostanze rendono palese il fatto che i campioni d’Italia dipendono più che mai da lui, costretto al superlavoro perché gli altri due centravanti in rosa, Ibrahimovic e Origi, sono entrambi indisponibili, e perché Rebic, l’eclettico spesso adattato con successo nel ruolo, è a sua volta bloccato dal mal di schiena.

Ibra e il fisioterapista personale

Lo staff medico diretto dal dottor Stefano Mazzoni vigila sul recupero degli infortunati, che non può certamente deviare dai normali tempi previsti per questo genere di guai fisici. Gli alleati, in questo caso, sono i consulenti personali dei giocatori, in particolare di Ibra e di Origi. Il campione svedese negli ultimi anni ha sempre avuto un fisioterapista personale e la prassi non è cambiata, a maggior ragione, da quando le ginocchia sono diventate il suo tormento. La tabella della sua riabilitazione, dopo l’intervento chirurgico della scorsa stagione, è stata rispettata in pieno e a gennaio dovrebbe tornare in campo da quarantunenne: il compleanno è il prossimo 3 ottobre. Il discorso è diverso per il ventisettenne centravanti belga, ingaggiato l’estate scorsa dal Liverpool in forza dell’etichetta di jolly capace di fare vincere le partite anche attraverso un impiego centellinato (la Champions 2019 di Klopp porta la sua firma). Origi durante l’estate è stato bersagliato dalla tendinite, che lo ha tenuto quasi sempre fuori, anche se quando è entrato in campo ha tenuto fede alla fama di preziosa alternativa, per i movimenti e per la capacità di calarsi subito nel sistema di Pioli.

Il miracolo Champions

Nei giorni scorsi Origi ha chiamato a Milano il suo più noto collaboratore. Nicky Holender, 41 anni, non è certo uno sconosciuto nel settore degli allenatori personali. “Fitness performance trainer for Divock Origi”, si legge sul suo profilo Instagram e la sua biografia chiarisce quanto sia forte il legame con l’assistito. Già calciatore in Inghilterra, Norvegia, Svezia e Usa, Holender nel 2012 fondò la Epic, acronimo di Elite performance improvement concepts. Il concetto base è che tutti, attraverso uno stile di vita sano, un’alimentazione mirata e un allenamento specifico, possono migliorare appunto le proprie prestazioni sportive. Dopo avere fatto il personal trainer di numerose celebrità, dagli attori Ben Stiller e Tom Cruise al famoso cuoco Gordon Ramsay, nonché di parecchi atleti e calciatori soprattutto della Premier League, l’intraprendente Nicky ha trovato in Origi il perfetto testimonial per le proprie teorie, che hanno contemplato secondo il curriculum diffuso sul web anche il veganesimo. Quando il Liverpool ha vinto la Champions in finale contro il Tottenham col suggello di Origi, già autore della miracolosa doppietta col Barcellona, Holender, che è supertifoso del Tottenham come si evince dai suoi tatuaggi, ha fatto uno strappo alla regola di fan perpetuo degli Spurs, nel post che celebrava le prodezze del prediletto Divock: “Sono tanto orgoglioso di lui e di quanto duramente abbia lavorato l’anno scorso. I risultati non si raggiungono mai per caso”.

Leao, Giroud, Hernandez e Tomori si giocano il Qatar

Il risultato accessorio, la convocazione nella Nazionale belga, sembra al momento lontano: è il rientro in campo col Milan dopo la sosta l’obiettivo più ragionevole. Si profila invece, non solo per Pioli, un’incognita supplementare a ottobre e novembre, nella lunga gara per lo scudetto: il Mondiale che incombe. Tra quelli che aspirano alla convocazione per il Qatar, e che per convincere i rispettivi ct rischieranno tutto, e quelli che magari inconsciamente si risparmieranno un po’ per non correre il pericolo di saltare l’appuntamento più importante della carriera di un calciatore, il campionato e la Champions stessa potrebbero essere condizionati nei prossimi due mesi da un fattore inedito, visto che mai prima di questa edizione il Mondiale si era giocato a novembre e dicembre. Nel Milan la questione interessa in particolare Tomori, che si gioca la maglia con l’Inghilterra di Southgate nell’imminente Nations League proprio contro l’Italia di Mancini. Per la Francia Deschamps ha chiamato Maignan, Theo Hernandez e proprio Giroud, per il Belgio Martinez ha precettato De Ketelaere e Saelemaekers. Leao cerca il posto da titolare nel Portogallo di Fernando Santos, Kjaer tornerà in campo con la Danimarca, Dest è tra i prescelti per gli Usa, Ballo-Touré dovrebbe andare in Qatar col Senegal. La Nations League sarà invece l’unico impegno concreto, al di là delle amichevoli di novembre, per Tonali e Pobega, che il Mondiale lo guarderanno alla tivù loro malgrado, come tutti gli azzurri. Ma questo è un altro discorso, ben più malinconico.

Milan, per l'attacco spuntato c'è l'ex personal trainer di Tom Cruise e Ben StillerFonte Repubblica.it

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