Milan, Maldini rinnova: accordo trovato, avanti insieme aspettando Cardinale

Milan, Maldini rinnova: accordo trovato, avanti insieme aspettando Cardinale

MILANO — Giovedì sera sotto Casa Milan, oltre a quattro skater, c’erano dodici tifosi, bardati di rossonero. Aspettavano ancora il faticoso annuncio del nuovo contratto di Paolo Maldini e sono stati premiati: “All’ultimo, ma abbiamo rinnovato” ha detto il dirigente. Accordo definito nella sua architettura da giorni ma ricco di clausole e postille e rinviato nella comunicazione fino quasi alla scadenza (mezzanotte del 30 giugno) col campione simbolo, impegnato da dirigente nel difficile calciomercato da Champions. Lo scontro di filosofie con l’amministratore delegato Gazidis – l’uomo del risanamento dei conti che mira al bilancio in attivo nel 2023 – non ha impedito lo scudetto e avrebbe reso impopolare il divorzio da Maldini e dal ds Massara, i due artefici (con Boban nel mercato 2019-20 e con l’allenatore Pioli) del rilancio tecnico. Anche se Elliott ritiene che nessuno sia indispensabile. Maldini non si è impuntato tanto sull’entità del ritocco dell’ingaggio da 2 milioni lordi l’anno, quanto sulle garanzie di indipendenza.

Certo, il contratto biennale con opzione per il terzo anno potrà essere rinsaldato a ottobre, quando il previsto passaggio di proprietà del club dal fondo Elliott della famiglia Singer alla società d’investimento RedBird Capital di Gerry Cardinale permetterà in teoria la promozione di Maldini a fulcro operativo. Fino ad allora la coesistenza nelle forme attuali con Gazidis, scelto da Elliott nel 2018 fino al prossimo novembre, continuerà a segnare il solco tra finanza e campo. Al budget limitato per la campagna acquisti (50 milioni) rischia di aggiungersi il “suggerimento” della sentenza Uefa, attesa anche da Inter, Juventus e Roma, sul vecchio fair-play finanziario. Quando Gazidis lascerà (guadagnando una trentina di milioni, dopo il closing da 1,2 miliardi, percentuale delle azioni ricevute all’assunzione), il suo successore dovrebbe essere nominato da Cardinale con mandato solo economico. Non a caso Maldini avrebbe chiesto invano, secondo le indiscrezioni legali, totale autonomia da ad della parte sportiva: una separazione dei poteri come ai tempi di Barbara Berlusconi e Galliani.

Cardinale proverebbe ad accontentare Maldini, ma il nodo è proprio il suo potere. Viene descritto come un duro re dello show business e tuttavia è aiutato da un consistente prestito di Elliott, il cui peso azionario, sia pure in minoranza, postulerebbe un ruolo cruciale nel Cda. La scalata di RedBird viene assimilata a quella della famiglia Glazer al Manchester United nel 2005: a debito, con l’obiettivo realizzato di moltiplicare il valore del club negli anni. A Milano i moltiplicatori sarebbero i diritti tv, pane quotidiano per Cardinale con baseball, hockey su ghiaccio e Ligue 1 (Tolosa), ma soprattutto il nuovo stadio. Lunedì la presentazione della nuova stagione, con Origi in più, ma senza le suggestioni Botman, Sanches e Dybala, e con l’allenatore dei portieri Dida in meno (in Brasile per ragioni personali, il candidato è Roma, a Milanello giocatore dal 2009 al 2012). Occhi puntati sul tavolo dei dirigenti: su Maldini e Gazidis.

Milan, Maldini rinnova: accordo trovato, avanti insieme aspettando CardinaleFonte Repubblica.it

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments