Milan-Juventus, esame per due. Allegri insegue Pioli

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TORINO  – Immaginatevi Milan-Juventus venti giorni fa, quando i bianconeri subivano l’umiliazione di Monza e i campioni d’Italia aspettavano a petto in fuori il Napoli, una specie di derby della bellezza mentre a Torino non se ne poteva più della grigia sciatteria del gioco juventino. Immaginatevi Pioli a pieno organico, con l’imbarazzo della scelta, e Allegri a smoccolare tra un infortunio e una ricaduta: “È una Juve virtuale. Provate a togliere cinque titolari a Inter e Milan”. Bene, avete immaginato un’altra epoca, che non esiste più: tre settimane dopo Pioli spende una risata amara (“Magari fossero solo cinque”) e Max ha recuperato prima tutto quel contegno che i rovesci del primo mese e mezzo di stagione gli avevano scompaginato. Ha messo da parte le battute forzate, i vecchi slogan fuori moda e i cavalli di battaglia della sua teoria calcistica finendo per prendere alla lettera prima di tutto sé stesso: “C’è solo da stare zitti e lavorare”. E allora immaginatevela oggi, Milan-Juventus, così diversa da quella che sarebbe stata quando il favorito sarebbe stato facilissimo da individuare, e non era la Juve.

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Oggi, invece? Oggi Allegri ha rimesso assieme dei pezzi, è riuscito a vincere due partite di fila (non gli succedeva dal 1° maggio) mentre Pioli ne ha perse due su tre (non gli capitava da metà dicembre). Oggi è l’allenatore del Milan che conta gli assenti e si arrampica sui vetri per sistemare la zona, la fascia destra, dove mancano in quattro (e il quinto, Dest, non s’è mica dimostrato all’altezza). In compenso rientra Théo, quindi a sinistra si ripristinano i valori (a lui e Leao verranno opposti Cuadrado e Danilo: bella lotta). Il tecnico della Juve non deve invece fare acrobazie e può permettersi il lusso di scegliere, anche se sua eccellenza Di Maria è ancora in punizione dopo la scellerata espulsione di Monza, ultimo richiamo al punto più basso toccato dalla Juve, che poi da quella voragine è in qualche modo risalita mentre il Milan andava impantanandosi in una palude non minimamente preventivata: è stato battuto da Napoli e Chelsea, ha vinto col fiatone a Empoli, ha perso dei punti di riferimento essenziali come Maignan (oltre a Calabria, Messias, Saelemaekers e Kjaer) e tutto quanto è finito nel frullatore del dubbio, a cominciare dai primi passi italiani di De Ketelaere, uno che sembra camminare nella nebbia. Per anni Maldini e Massara non hanno sbagliato un colpo, ma l’ultimo mercato non ha ancora apportato un valore aggiunto: il belga langue (“Ma io sono soddisfatto di lui, penso al primo anno di Leao o Tonali: basta aspettare”, lo difende Pioli) e gli altri (Origi, Adli, Thiaw, Vranckx, Dest) sono oggetti misteriosi, anche se il centravanti era stato preso perché desse un contributo immediato, quello che per esempio sta dando Pobega.

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Milan-Juventus, esame per due. Allegri insegue Pioli

Milan-Juventus vale più di tre punti

E allora immaginatevi se oggi vince la Juve, che non batte una grande dall’aprile 2021 (2-1 al Napoli) ma può piombare a un solo punto dal Milan: sarebbe un colpo di spugna su un mese di depressione. Ma è anche vero che Pioli può ricacciare Allegri a -7 ed è perciò ha definito la sfida di oggi “una di quelle due o tre in una stagione che valgono più dei punti che danno“, anche se fino a ieri continuava perlopiù a guardarsi alle spalle, a rimuginare sul tracollo di Stamford Bridge “che è colpa nostra perché abbiamo sbagliato le cose semplici: non è il Chelsea ad averci messo sotto, siamo noi che siamo scesi di livello. Siamo meglio di quello che siamo stati a Londra”. Il sottinteso: se torniamo a essere noi stessi, dalla palude si esce subito.

Milan-Juventus, esame per due. Allegri insegue PioliFonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
1 mese fa

“Inter e il tabù trasferta. Corriere della Sera: “Da ritrovare il gol degli attaccanti superstiti”
ma una sana bistecca di “ca**i vostri” per i gobbi?
cosí che smettono di rosicarsi le ossa invece dei gomiti?

castigamatti
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castigamatti
1 mese fa

“L’Inter può sfruttare l’effetto Barcellona. La Stampa: “Un carico di autostima da alimentare”
ma per la stampa serva degli sciacalli di torino, una bella casseruola di “ca**i suoi” é cosí dfficile?

cwercate l’autostima dopo la bella partita di lisbona…

castigamatti
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castigamatti
1 mese fa

“L’Inter e le vedove di Perisic: Dimarco si è preso la fascia, ultime chance per Gosens?”
ma questo obbo giornalaio prezzolato non ha ancpora imparato che nel calcio moderno di terzini (o eseterni di fascia) ne servono DUE perché con le partite ogni tre giorni ci si stanca di piú?

frequentare un corso propedeuto di calcio per i giornalai incompetenti, no?