Milan-Inter, operazione rilancio: il derby di coppa stavolta vale di più

Milan-Inter, operazione rilancio: il derby di coppa stavolta vale di più

Il derby conta sempre, ma questa volta di più. A Milano vincere la stracittadina non è considerato un titolo stagionale, come in altre piazze. Ma quando c’è di mezzo la possibilità di accedere a una finale, le cose cambiano. Tanto più se come quest’anno Inter e Milan, oltre alla possibilità di giocarsi la Coppa Italia con la vincente fra Juventus e Fiorentina, sono in lotta anche per il campionato. Dal doppio derby di coppa passa gran parte della stagione, tanto per il Milan quanto per l’Inter. Per la possibilità di giocarsi un titolo. E per ritrovare il morale che serve a dare l’assalto a quello a cui le due milanesi oggi tengono di più: lo scudetto.

Fuori casa vale ancora doppio

L’ultimo derby di Coppa Italia fra Milan e Inter si è giocato il 26 gennaio 2021. Quarti di finale, 1-2 con rete di Ibra, gol di Lukaku a pareggiare i conti, poi la deliziosa punizione di Christian Eriksen a chiuderli. Questa volta è diverso, e non solo perché entrambi i marcatori nerazzurri di quella partita oggi giocano in Inghilterra. Essendo una semifinale, le gare saranno due. Andata domani in casa del Milan, ritorno il 20 aprile in uno stadio di San Siro prevalentemente nerazzurro. E il dato conta. In Coppa Italia, infatti, vale ancora la regola della rete fuori casa che vale doppio. Dalla prossima stagione le regole cambieranno, ma per quest’anno va così. Con due pareggi con risultati diversi, o comunque con vittorie con differenza gol non coincidente, una esce e l’altra va avanti. Il pensiero va ovviamente alla doppia sfida Champions del 7 e 13 maggio 2003, sempre in semifinale, con lo 0-0 in casa del Milan e l’1-1 quando invece per la burocrazia della Uefa in casa era l’Inter. Forse la più grande beffa nella storia del derby. Poi i rossoneri vinsero in finale contro la Juventus ai rigori nella notte di Manchester. Quella dell’assenza per squalifica di Nedved, nel ricordo degli juventini. Quella degli occhi di Shevchenko prima di calciare il rigore decisivo, nella memoria dei milanisti.

In cerca di morale per il campionato

Per l’Inter la sconfitta nel derby di ritorno campionato, lo scorso 5 febbraio, è coincisa con il primo periodo davvero complicato della gestione Inzaghi. Dopo quella sconfitta, con la doppietta di Giroud tutta fatta in tre minuti, i nerazzurri in Serie A non hanno più vinto: hanno pareggiato a Napoli, hanno perso in casa con il Sassuolo, non hanno superato lo 0-0 a Marassi col Genoa. Il Milan nella giornata successiva ha battuto la Sampdoria, poi però si è inceppato, pareggiando con prima con la Salernitana e poi con l’Udinese. La simultanea frenata delle milanesi ha consentito il ritorno in testa del Napoli, a pari punti coi rossoneri, in attesa che l’Inter distanziata di due punti recuperi la gara di Bologna. E proprio col Napoli, nella bolgia del Maradona, il Milan dovrà vedersela domenica. Inutile dire che per entrambe le squadre vincere il derby sarebbe un’iniezione di fiducia fondamentale.

Turnover obbligato solo per l’Inter

Il Milan, superato il derby, avrà quattro giorni pieni per preparare la trasferta di Napoli. L’Inter, impegnata venerdì contro la Salernitana a San Siro, soltanto due. Nel calendario dei nerazzurri incombe infatti la sfida di martedì 8 marzo col Liverpool negli ottavi di Champions, competizione da cui il Milan è già stato escluso al girone. Se Stefano Pioli potrà permettersi di schierare la miglior formazione tanto con l’Inter quanto col Napoli, vista la possibilità di recuperare fra una gara e l’altra, Simone Inzaghi dovrà invece inevitabilmente fare un po’ di turnover. Meglio spendere il miglior undici contro il Milan domani o tenerlo per la sfida con la Salernitana venerdì? Un dilemma che somiglia molto al proverbiale uovo oggi contrapposto alla gallina domani. E dal punto di vista interista, la prospettiva fa arrabbiare doppiamente: l’incastro dipende da una gara, quella di Anfield, che si preannuncia quasi impossibile. I nerazzurri nella casa dei Reds, una delle squadre più forti del mondo, sono chiamati a ribaltare lo 0-2 subito all’andata a San Siro.

L’occasione di riscatto per molti

Tanto il Milan quanto l’Inter si trovano a dovere gestire momenti no di giocatori su cui allenatori e tifoserie puntavano molto. E anche così si spiega quel rallentamento che ha consentito al Napoli di tornare in testa. A Milanello, a parte i soliti problemi di forma di Ibra, a destare preoccupazioni sono i rendimenti di Brahim Diaz, copia sbiadita del se stesso d’inizio stagione, Franck Kessie, che paga forse la guerra di nervi sul rinnovo di contratto, e Ante Rebic, reduce da prestazioni non buone. Alla Pinetina i temi sono come far sbloccare Lautaro e Sanchez, entrambi a secco dallo scorso 17 dicembre, e come restituire sicurezza alla difesa, con De Vrij e Handanovic che nell’ultimo periodo hanno sbagliato qualcosa di troppo. Poi c’è Nicolò Barella, colonna del gruppo e motorino del centrocampo, che a Genova ha dato l’impressione di accusare la stanchezza. Inutile dire che per tutti i giocatori citati, se gli allenatori daranno loro la possibilità di giocare, il derby di domani sarà un’importantissima occasione di riscatto. Come lo è per le loro squadre. 

Fonte Repubblica.it

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