Milan-Inter, derby da scudetto nello stadio che sarà demolito

Il derby di Milano vale per lo scudetto. Un tempo era una tautologia. Oggi, una consuetudine ritrovata dopo lunghi anni di tirannide juventina. Stasera il duello fra Milan capolista e Inter campione d’Italia sarà una tappa della corsa al titolo, proprio come la passata stagione, chiusa con le milanesi ai primi due posti. Attardata di 7 punti dai cugini in fuga a velocità supersonica a braccetto col Napoli, l’Inter deve accorciare il distacco e impedire al Milan di trasformarlo in precoce voragine. Si preannuncia una partita scintillante, a partire dagli arsenali d’attacco: Ibrahimovic e Leao contro Dzeko e Lautaro. I dubbi riguardano altri ruoli. Sulla sponda rossonera, al posto dello squalificato Hernandez, Ballo-Touré è favorito su Kalulu, Tonali su Bennacer, Diaz su Krunic. Su quella nerazzurra l’ex milanista Çalhanoglu, e non Vidal, dovrebbe partire alla mezzana sinistra. Simone Inzaghi dei suoi dice: «Hanno gli occhi giusti, sanno che la sfida è importantissima». Replica prudente Stefano Pioli: «Siamo solo alla dodicesima giornata, non sarà decisiva per lo scudetto».

Lo stadio ‘Meazza’ sarà abbattuto dopo i Giochi

La sfida si rigioca a San Siro aperto al pubblico (previsti 57 mila spettatori) dopo le due dello scorso campionato, più il quarto di Coppa Italia, a porte chiuse. Il vecchio Meazza ora conosce la propria data di scadenza: il 2027, con la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali del 2026 come ultima sigaretta. L’hanno condannato Milan e Inter, che hanno ratificato col sindaco Sala l’accordo per costruire il nuovo impianto e demolire l’attuale. Se è vero che gli stadi hanno un’anima — lo scriveva Mario Fossati, custode della memoria sportiva di Milano — nel rito di stasera c’è un pizzico di malinconia. Il morituro Meazza dovrebbe fare in tempo a celebrare il secolo di vita: lo inaugurò il derby amichevole del 19 settembre 1926.

Pioli e Inzaghi dall’Europa al campionato

Guardando alla Serie A, al confronto arriva meglio il Milan: 10 vittorie e un pareggio, mentre l’Inter di pari ne ha tre e ha perso all’Olimpico con la Lazio. Ma c’è un’incognita: l’effetto Champions. Il Milan, con un solo punto nel girone, è quasi eliminato. L’Inter con le due vittorie sullo Sheriff di Tiraspol si è avvicinata al sospirato passaggio agli ottavi. Al di là di possibili ricadute psicologiche, l’effetto si potrebbe vedere in primavera. L’anno scorso l’Inter di Conte, eliminata a dicembre da tutte le coppe, si concentrò sullo scudetto. Il Milan non può arrendersi così presto, ma sa che la discesa in Europa League, con le trasferte del giovedì, potrebbe diventare un problema.

Milan e Inter, le trattative sul mercato di gennaio

L’altro fattore X è il mercato di gennaio, che serve per rafforzare le rose appunto ad uso scudetto. Nessuno lo conferma ufficialmente, ma è verosimile che il fondo Elliott proprietario del Milan, visti il rosso di bilancio dimezzato e il monte stipendi abbassato, possa autorizzare l’ingaggio di un attaccante — la lista è capeggiata dall’argentino Alvarez dal River Plate — o di un centrocampista offensivo: piace Faivre del Brest. Fermo restando che la spesa dovrà essere compensata da qualche partenza, visto che a gennaio l’Uefa verificherà il rispetto da parte dei club del fair-play finanziario.
L’Inter nella finestra invernale potrebbe portare alla Pinetina una punta, se Sanchez dovesse salutare, e un centrale di difesa in più. Capitolo caldo è il rinnovo di Brozovic, dopo quello di Barella. Il club lo vuole tenere e il giocatore è ben disposto a restare all’Inter, ma a tentarlo sono sirene ammalianti. Fra le altre, il Barcellona.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Fonte Repubblica.it

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