Milan: il rinnovo di Pioli, il ranking e il disgelo con Kessié. Gli effetti colaterali del gol di Messias

MADRID – Quanto sia stato prezioso il gol segnato da Messias, commosso fino alle lacrime, il Milan potrebbe definitivamente capirlo la sera di Sant’Ambrogio, quando il Macbeth inaugurerà la Scala e poco più tardi la squadra del sempre più ispirato direttore d’orchestra Pioli cercherà di ottenere alla Scala del calcio, battendo il Liverpool di Klopp (al momento la schiacciasassi della Champions), la più tormentata delle qualificazioni agli ottavi di finale del torneo più difficile, nel più complicato tra tutti i gironi emersi dal sorteggio. L’approdo tra le sedici elette d’Europa resta legato in primis al risultato di Porto-Atletico Madrid e l’eventuale gloria ritrovata attraverso un lungo processo di espiazione – dal 2014 il Milan non frequentava la Champions – dipende anche dagli altri, col corredo non certo spiacevole della ventina di milioni in più che può portare in dote. Ma anche così il gol di Messias ha già una serie di felici effetti collaterali, inclusi quelli sul bilancio del club.

Pioli rinnovo doveroso, disgelo per Kessié 

Grazie alla meritata vittoria in casa dell’Atletico, che già all’andata a Milano era stato dominato anche se poi l’espulsione di Kessié nel primo tempo mandò in frantumi la tattica ben studiata da Pioli, è alla portata anche il risultato minimo: il terzo posto nel girone e la qualificazione allo spareggio di febbraio per l’Europa League. Tutto è ancora in ballo e tutto è ancora possibile, nel bene e nel male, ma il Milan ha già ottenuto il duplice traguardo di essere rimasto in corsa fino all’ultima giornata e di avere migliorato con la prima vittoria in Champions dal 2013 il proprio ranking Uefa: significa che, se si qualificherà alla prossima Champions, potrà uscire dalla palude della quarta fascia al sorteggio, causa principale del girone di ferro in cui si è ritrovato quest’anno. I possibili introiti ulteriori diventano inoltre un tesoretto potenziale per il mercato di gennaio, utile per qualche rinforzo. Sulla necessità di rafforzare la rosa il dibattito è aperto, perché il gol di Messias segna un punto a favore delle riserve: Pioli ha chiosato la prodezza del brasiliano, profetizzando che si tratti solo dell’inizio di una lunga storia in maglia rossonera. Rimane comunque il fatto che la prosecuzione dell’avventura in Champions, con i soldi annessi, potrebbe indurre il fondo Elliott al pubblico via libera a un acquisto a gennaio (le indiscrezioni lo davano già per possibile), magari proprio per sorpassare le concorrenti allo scudetto.

Pioli, rinnovo scontato e vicino

Intanto di sicuro c’è il fatto che lo scontato rinnovo del contratto di Pioli rappresenti ora il suggello di una gestione tecnica impeccabile. Dopo avere surclassato Simeone, il debuttante della Champions a 56 anni (strano, ma vero) merita non solo il ritocco dell’ingaggio, ma soprattutto la prospettiva di una programmazione dai tempi medio-lunghi. Non va inoltre dimenticata una vicenda meno secondaria di quanto sembri. Lo storico gol al Wanda Metropolitano è arrivato su notevole assist di Kessié, al centro da mesi di un caso, questo sì tormentato, sul rinnovo fin qui mancato del contratto, in scadenza a giugno 2022. Se la fascia da capitano a Firenze, al di là della panchina di Romagnoli e dell’assenza di Calabria, poteva essere interpretata anche come un vago segnale di disgelo, forse qualche altra crepa nell’iceberg diplomatico l’ha data l’azione del gol di Messias. Preziosissimo epilogo di una serata che rinnova le pagine un po’ ingiallite della storia milanista in Champions.

Fonte Repubblica.it

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