Milan, Ibrahimovic: ”Paolo Maldini è un bravo ragazzo. Il figlio invece se vuole ti uccide…”

“Ogni giorno mi sveglio e ho dolori ovunque. Ma finché posso, vado avanti”. Parola di Zlatan Ibrahimovic. L’attaccante svedese, superati i 40 anni, si racconta in un’intervista al Guardian: “Non ho problemi a soffrire. Per me soffrire è come fare colazione. L’unica cosa che mi fa andare avanti è l’adrenalina, non si tratta di firmare contratti o di essere famosi. Non ne ho bisogno, ottenere più soldi o altri due follower non ti guarirà”.

Milan come Benjamin Button

Reduce dalla doppietta a Firenze, dove però è arrivata la prima sconfitta in campionato per il Milan, Zlatan parla della sua seconda giovinezza in rossonero, smentendo di fatto chi, già da parecchi anni, lo dava per finito: “Il Milan ti fa l’effetto Benjamin Button. Dopo sei mesi qui avrai i capelli scuri. Nessuno credeva in me e in quello che facevo. Ma io non ho mai mollato. Andavo avanti sapendo di essere il migliore di tutti – dice con la sua immancabile superbia -. Tutti mi dicevano di fermarmi, ma la mia mentalità dice un’altra cosa. Non sono quel cane che abbaia e non fa niente. Io sono l’opposto. E questa mentalità mi ha portato avanti. Ho dimostrato che tutto è possibile. Ho un problema: non sono mai soddisfatto e voglio sempre andare oltre. Devo fare sempre di più per sentirmi vivo e sentire che sono presente. Sono fiero di appartenere alla vecchia generazione, ma non voglio essere qui per qualcosa che ho fatto prima. Voglio essere qui per quello che sto facendo ora”.

“Maldini? Il figlio, se vuole, ti uccide”

Calciatore da oltre 20 anni, Ibra, in un’altra intervista questa volta a Prime Video, parla anche di come sono cambiati nel corso degli anni i giocatori: “Molte persone non capiscono cosa voglia dire soffrire perché la nuova generazione, con tutte queste piattaforme, deve fare poco per ottenere credito. Prima dovevi fare molto per ottenere qualcosa. La vita è su e giù – continua – Se tutto è stato perfetto, non abbiamo niente di cui parlare. Facciamo ancora errori. Nessuno è perfetto. Sulle piattaforme digitali metti una foto con 20 filtri e sei perfetto. Ma quando ti vedo in realtà non sei perfetto. Sembri normale come tutti gli altri. Le persone fingono di essere perfette”. A proposito di generazioni, Zlatan parla dei due Maldini, papà Paolo e il figlio Daniel. “Paolo è il signor bravo ragazzo. L’altro, se vuole ucciderti, ti ucciderà. Sono contento che non siano uguali perché non è facile per il figlio essere paragonato al padre, soprattutto quando può vantare quel tipo di carriera. Stiamo aiutando Daniel in ogni modo. È un grande talento, gli dico di giocare come sa, di lottare e che si aprirà la strada da solo, sono felice di aver giocato con il padre e di farlo oggi con il figlio”.

“Simeone un vincente, come me”

Quest’anno Ibrahimovic è tornato a giocare la Champions League, anche se il futuro del Milan in Europa, dopo un solo punto in quattro giornate, è appeso ad un filo. Mercoledì ci sarà la trasferta in casa dell’Atletico Madrid di Simeone. Il gigante svedese spende belle parole sul Cholo: “È un grande allenatore e ha fatto grandi cose con l’Atletico. Ha una grande mentalità e un atteggiamento vincente. È come me. E questo mi stimola. Io e lui – svela l’attaccante rossonero – ci siamo visti una volta a Formentera. Ci siamo salutati, abbiamo parlato un po’, ma non c’è mai stata la possibilità di andare a giocare là”. Sarà lui a guidare il Diavolo, in campo come fuori: “Parlo tanto in spogliatoio, sento di avere responsabilità. Non è programmato quello che dico. Non è che arriva qualcuno a dirti che sei un leader. Lo sei automaticamente quando ti senti di parlare ai compagni per dare loro aiuto e coraggio. Quello che dico io ai compagni in spogliatoio, non è programmato. Prepararsi è impossibile”.

Fonte Repubblica.it

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