Milan, Giroud l’indispensabile è stanco: arriva l’ora degli specialisti del part-time

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MILANO – Dopo Ibrahimovic, che conta di tornare a gennaio, il Milan ha un altro centravanti dal quale è diventato dipendente. Pioli, nella fase dell’emergenza infortuni, ha schierato per l’undicesima volta consecutiva Giroud dall’inizio. Per il centravanti trentaseienne, che nelle prime due giornate di campionato è comunque entrato dalla panchina per un totale di 13 presenze su 13 gare del Milan da inizio stagione, le partite giocate da titolare consecutivamente, inclusa la Nazionale francese, sono ancora 13 in 45 giorni, una ogni tre giorni e mezzo. Il rendimento è sempre alto, ma un po’ di stanchezza è lecita. L’indispensabile Olivier rimane fondamentale, però il rischio di non fargli tirare un po’ il fiato è troppo.

Riposare per Zagabria

Si affaccia dunque, in vista dei prossimi appuntamenti di campionato con Verona e Monza e prima della fondamentale trasferta di Zagabria (quando Pioli spera ancora di potere recuperare Maignan e Kjaer), l’ipotesi che l’allenatore gli possa concedere respiro, ricorrendo a Rebic e Origi, che d’altronde sono in rosa anche per questo.  Il loro curriculum li cataloga come i classici titolari aggiunti. Era prevedibile che la regola delle cinque sostituzioni, diventando stabile, potesse cambiare il calcio. È successo: ormai si gioca in sedici, si possono stravolgere la formazione e il sistema tattico di partenza. Questa norma, assieme alla già datata abolizione del retropassaggio, al tempo di recupero sempre più dilatato e naturalmente al Var, ha disegnato uno sport completamente nuovo.

Gli specialisti del part-time

Nel quale una panchina di alto livello, con sostituzioni azzeccate, può risultare determinante perfino più della squadra titolare. Decimato dalle assenze, il Milan può contare su due esperti in materia. Per Origi parla la storia della Champions. Quella vinta dal Liverpool nel 2019 porta la sua firma: per la famosa doppietta inflitta al Barcellona nella favolosa rimonta in semifinale ad Anfield e per il gol, segnato al Tottenham entrando dopo un’ora, che  chiuse la finale di Madrid. E due dei suoi tre gol col Belgio li ha fatti entrando da riserva: è storico quello della vittoria sulla Russia (1-0) al Mondiale 2014. Anche per Rebic i dati sono espliciti, soprattutto con Pioli. Entrando dalla panchina, è stato decisivo in ben sei occasioni: con la doppietta all’Udinese nel gennaio 2020 (3-2) e poi nell’1-0 al Brescia, nel 3-0 alla Lazio, nel 3-0 alla Juve, nel 2-2 alla Salernitana e nel recente 3-1 di Empoli. Ma i titolari aggiunti sanno anche fare i titolari dall’inizio. E il loro momento, al netto dei loro muscoli che li hanno più volte fermati in questa prima fase della stagione, può arrivare adesso.

Fonte Repubblica.it

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