Milan e Inter: dai bar di New York alla mano di Prisco, il derby è tornato diventando globale

Milan e Inter: dai bar di New York alla mano di Prisco, il derby è tornato diventando globale

Le firme di Repubblica Alberto Flores d’Arcais, tifoso milanista, e Gianni Riotta, interista, dialogano alla vigilia dell’ultimo sprint scudetto.
Gianni Riotta: “Caro Alberto, questo è stato il campionato più bello da molti anni, ci riporta ai tempi in cui il derby era decisivo. Il Milan vince lo scudetto per l’harakiri dell’Inter a Bologna ma soprattutto per la vostra rimonta nel derby di ritorno”. 
Alberto Flores d’Arcais: “Caro Gianni, non abbiamo vinto ancora nulla. Anzi, a leggere i giornali sembra lo abbiate già vinto voi”. 
R. “Noi siamo cresciuti con Rivera e Mazzola, abbiamo avuto grandi campioni, personaggi cerniera come Trapattoni, che è stato una colonna del Milan e poi ha vinto lo scudetto dei record con l’Inter. Tu pensi che per i bambini di oggi possa rinascere una rivalità Milan-Inter?”. 
F. “A me sembra che sia già rinata, lo vedi guardando gli spalti di San Siro, c’è una nuova passione nelle scuole. Direi che era ora, dopo un noioso decennio juventino”. 
R: “Per loro, lo dico senza gongolare, è stata una stagione da ‘zerotituli’, hanno perso due coppe contro di noi, io mi auguro che sia una stagione di ‘zerotituli’ anche per voi”. F: “I primi derby vissuti assieme in effetti eravamo ragazzi, nella redazione del Manifesto. Anche allora io ero in minoranza, tu e Giorgio Casadio, caporedattori interisti, io milanista. Anni di sfottò. Ed ora che siamo insieme al Master di Giornalismo della Luiss la storia si ripete, voi due contro di me”. 
R. “Ricordo bene, stavate in B, cosa che noi non abbiamo mai provato. Io sono molto abituato ai cugini, la famiglia di mia madre è di origini milanesi, ho cugini milanesi milanisti e cugine interiste”. 

F. “I cugini milanisti li tenevi nascosti. Quanto alla B ci siamo rifatti presto con il Milan di Sacchi e degli olandesi”. 
R. “Abbiamo visto anche un derby in semifinale di coppa insieme quando lavoravamo tutti e due a New York, in quel baraccio. Vi siete qualificati con un doppio pareggio”. 
F. “Il bar su Houston lo ricordo bene, grandi pareggi, che non si dimenticano”. 
R. “Ti voglio provocare. Per me è diversa la rivalità tra Inter e Juve e tra Inter e Milan; a vostro carico quest’anno ci metto anche che tutti gli juventini che tifano per voi”. 
F. “Però tutta la stampa tifa per voi. Guarda i titoli: ‘Sassuolo il tridente più forte d’Europa, Le?o farebbe al massimo panchina, Inzaghi ricordati di Perugia’. Prima dicevano che ci avrebbe fermato la Fiorentina, poi la Fatal Verona, poi l’armata Atalanta”.
R. “Dammi atto che ti ho sempre detto che Pioli è un grande mister. La dirigenza del Milan ha fatto un capolavoro a sostituire Donnarumma con un portiere molto meno conosciuto. Sacchi dice giustamente che le società sono la cosa più importante nel calcio. Quando dirigevo Il Sole 24 Ore Squinzi, il grande patron della Mapei, aveva una rubrica e mi ripeteva provocatoriamente: ‘Amo il ciclismo, sono milanista e berlusconiano’. Giocate con il Sassuolo, i suoi eredi, avete tutti i favori del pronostico. E anche Gasperini non mi sembrava molto scocciato di aver perso”. 

F. “Sicuramente erano scocciati alcuni dei grandi soloni del giornalismo sportivo, quelli che da agosto, tranne rare eccezioni, non sono riusciti a riconoscere che il Milan merita di stare dove sta, due punti sopra di voi”. 
R. “Molti analisti hanno sbagliato sul Milan ma anche sull’Inter: che ha perso Conte, l’allenatore che ci ha ridato lo scudetto dopo anni, e i tre titolari più rappresentativi, Eriksen, Lukaku e Hakimi. Io penso che Inzaghi sia molto bravo, che Marotta abbia fatto miracoli. Dove il Milan ha prevalso è stato nel temperamento. Io promuovo Inzaghi, gli è mancata fortuna, è stato l’unico allenatore che ha battuto il Liverpool”. 
F. “Come vivrai questa domenica, hai una tua scaramanzia?”. 
R. “Ne ho diverse, quando vinciamo lo scudetto vado al lavoro con la maglia dell’Inter. Una volta al Tg1 c’era Enrico Letta, milanista, che voleva andarsene via sdegnato. So che lo scudetto è vostro, potete anche pareggiare. Sarebbe una beffa arrivare a pari punti e perdere il titolo. E tu?”. 
F. “Farò esattamente quello che ho fatto in queste ultime tre settimane, week end al mare, una passeggiata sulla spiaggia, poi il rientro a Roma. La partita la vedo da solo, ma in compagnia virtuale degli amici della più bella chat milanista”. 
R. “Ci vediamo lunedì, anche se la maglia dell’Inter non potrò metterla perché come sai abbiamo qui al Master di Giornalismo la lectio magistralis della vice ministra degli Esteri ucraina Emine Dzhaparova. La grande speranza è che dall’alto l’avvocato Prisco faccia qualcuno dei suoi scongiuri e ci dia una mano. La tua?”. 
F. “Nessuna speranza, solo un mantra: pessimismo speranzoso”.  Fonte Repubblica.it

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments