Milan, De Ketelaere a piccoli passi. Ma con i tifosi è subito feeling

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MILANO – Il ventunenne Charles De Ketelaere da Bruges, promesso fuoriclasse, si è manifestato nel campionato italiano durante gli ultimi 25 minuti di Milan-Udinese, i 19 finali dei tempi regolamentari più i 6 di recupero. L’accoglienza della folla di San Siro al suo ingresso in campo ha già lasciato intendere come da lui ci si aspetti ciò che ormai sempre più raramente si vede in serie A: la giocata che lascia a bocca aperta. Il pubblico del Meazza, che certo non pecca di scarsa competenza, ha tradito con l’ovazione riservata ai soli campioni l’impazienza e la soddisfazione per l’epifania dell’allampanato fantasista, 1.92 di agilità, estro e tecnica, il cui avvento da giovane artista annunciato, strappato alla concorrenza delle leghe più ricche, segna una chiara inversione di tendenza, per un torneo abituato a subire il saccheggio della Premier League oppure ad accontentarsi ormai di ospitare i migliori calciatori del mondo quando hanno imboccato la fase discendente della loro parabola di atleti.

Il numero 90 si è dunque alzato dalla panchina, cui Pioli lo aveva inizialmente destinato per ragioni di insufficiente tenuta fisica, e l’applausometro è discretamente impazzito, fino a decretare la crudele sentenza popolare: Brahim Diaz, che pure con un gol e un assist aveva appena scritto la vittoria sull’Udinese, ha ottenuto meno consenso sonoro del compagno al quale ha ceduto il posto.

Le prime giocate

Il nuovo entrato ha fatto il possibile per meritare tanta fiducia, secondo le caratteristiche già ben note ai tifosi, che al tempo di internet e del pallone globalizzato si presentano allo stadio con gli occhi foderati di immagini di repertorio. Il giovane talento belga le ha rinnovate, però senza strafare: segno di umiltà e consapevolezza di sé. La prima sua vera giocata in serie A è stata la rincorsa a un pallone che stava uscendo, con annessa scivolata per renderlo giocabile. Sono seguiti due riusciti abbozzi di dribbling in un fazzoletto, un paio di giocate di prima, altrettanti smarcamenti a dettare il passaggio in verticale o il triangolo stretto e perfino un gol rasoterra, a gioco fermo, perché la smania di lasciare subito il segno era tanta. Lui stesso l’ha del resto consegnata a Instagram, in inglese da didascalia, l’esperanto social, a corredo delle foto rituali dell’esordio: “Nice to meet you, San Siro”. Piacere, io sono Charles.

A Bergamo più spazio

Esaurite le presentazioni con questa morbida passerella quando il Milan aveva già archiviato il 4-2 sull’Udinese, adesso arriva il tempo delle dimostrazioni, il che di sicuro non spaventa il diretto interessato. La prossima partita in casa dell’Atalanta, un duello al vertice per quanto ancora affollato, sarà probabilmente l’occasione per giocare di più. E a poco a poco, come Pioli ha di fatto ammesso, è verosimile che ci sia sempre più spazio per il ragazzo delle Fiandre, battezzato al calcio italiano in un contesto decisamente belga, con Saelemaekers e Origi accanto. Non che abbia bisogno di una o più balie, in verità.  Lo attesta il curriculum: cominciò a strabiliare appena diciottenne nel 2019 a Parigi, contro il Psg in Champions. Il padre Francis ne ha spesso raccontato il percorso di studente del liceo, il collegio Sint-Lodewijks, che pensava anche e soprattutto allo studio perché nessuno immaginava se e quanto potesse sfondare nel calcio. Invece ha sfondato, eccome.

Champions in vista

In Italia ha già segnato proprio all’Italia, il 10 ottobre 2021 a Torino nella finalina della Nations League, vinta dalla Nazionale di Mancini ma archiviata dagli astanti come la folgorante scoperta dal vivo di De Ketelaere. Che è entrato dopo un’oretta, più o meno insieme al fuoriclasse conclamato De Bruyne, il quale ha volentieri duettato con lui e al crepuscolo della partita lo ha onorato dell’imbeccata vincente. Charles è scattato e ha segnato con un tiro mancino di giustezza, sotto le gambe di Donnarumma. Il Bruges sapeva di non poterlo trattenere oltre il confine di giugno 2022 e Maldini lo ha corteggiato di persona, come aveva fatto con Theo Hernandez, strappandolo allo stipendio del Leeds con la forza del carisma e i 32 milioni di euro per il cartellino. Nel campionato italiano imparerà tante cose, ha spiegato Pioli, con tutto il rispetto per quello  belga. Intanto si è già capito che conosce già molto bene l’arte del pressing spontaneo, col fisico che si ritrova. Conosce anche la Champions, dove il Milan intende doppiare le colonne d’Ercole della fase a gironi: non accade dal 2014. In fondo l’hanno preso soprattutto per questo. 

Milan, De Ketelaere a piccoli passi. Ma con i tifosi è subito feelingFonte Repubblica.it

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