Milan, da Ibrahimovic a Rebic: lo scudetto passa dai gemelli di cristallo


Corsa Scudetto: il calendario di Milan, Inter, Napoli e Juve

  35a giornata 36a giornata 37a giornata 38a giornata
Milan 74 pt Fiorentina VERONA Atalanta SASSUOLO
Inter 72 pt UDINESE Empoli CAGLIARI Sampdoria
Napoli 67 pt Sassuolo TORINO Genoa SPEZIA
Juve 66 pt Venezia GENOA Lazio FIORENTINA

In maiuscolo le partite da giocare fuori casa

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Il Milan si può permettere anche un pareggio nelle ultime 4 partite, a patto di vincere le altre 3. Sarebbe comunque campione d’Italia, perché è in testa negli scontri diretti grazie al 2-1 nel derby di ritorno con l’Inter e non deve temere l’arrivo a pari punti. Ma il diciannovesimo scudetto, dicono un po’ risentiti Pioli e i giocatori anche prima che la sconfitta dell’Inter a Bologna restituisse loro il prezioso vantaggio di essere padroni del proprio destino, è sempre stato un obiettivo davvero alla loro ortata ed è assurdo che la critica non se ne sia accorta. In verità i giudizi talvolta severi, fino alla vittoria con la Lazio, erano stati condizionati da un cammino rallentato, dopo il famigerato 1-2 con lo Spezia: un percorso senza altre sconfitte, però con troppi pareggi (5), di cui 3 per 0-0, e con l’attacco improvvisamente asfittico. Il 2-1 dell’Olimpico è stato in questo senso fondamentale, perché sembra avere segnato l’inversione di tendenza – attacco di nuovo incisivo, grande varietà di schemi offensivi – che il 2-0 al Genoa non aveva lasciato ancora intravedere in maniera così netta e che il derby di Coppa Italia perso per 3-0 aveva congelato. Prima della trasferta romana, in cui il Milan ha chiuso la Lazio all’angolo malgrado l’avvio traumatico col gol di Immobile, la media gol delle precedenti 11 giornate di campionato era stata scarsa: 11 gol, cioè appunto 1 a partita. Invece a Roma, oltre a produrre occasioni corpose e in grande quantità, i discepoli di Pioli hanno ritrovato la qualità del gioco. E hanno segnato 2 gol per nulla casuali.

Il ritorno dei gemelli di cristallo

Non è stato certamente estraneo al miglioramento romano il contemporaneo ritorno in campo di Ibrahimovic e Rebic, i gemelli di cristallo, bloccati in questa stagione da numerosi infortuni. Con la Lazio hanno giocato poco più di una ventina di minuti, da metà ripresa alla fine, ma hanno di fatto confezionato un tandem piuttosto complementare e hanno reimmesso nel motore milanista l’ingrediente più invocato dal meccanico: la qualità. L’allenamento può fino a un certo punto, servono i giocatori di alto livello. Appena gli infortuni hanno dato un po’ di tregua ai due goleador dello scorso campionato – Ibrahimovic 15 reti, Rebic 11 (il secondo era stato con 13 Kessié, rigorista) – si è capito che nelle ultime 4 giornate il loro innesto potrà restituire concretezza all’attacco. Lo ha detto con chiarezza proprio l’azione decisiva: cross di Rebic, assist di Ibra per Tonali.

La promessa di Zlatan: “Nelle ultime 2-3 ci penso io”

Tra il dire e il fare, tra l’obiettivo scudetto e la concreta possibilità di agguantarlo, resterebbe il problema dell’attacco nel girone di ritorno, compensato solo in parte dai gol finora segnati dai centrocampisti (5 Kessié, 3 Tonali, 2 Bennacer) e dai difensori (4 Hernandez, 2 Calabria, 1 Florenzi, Romagnoli e Kalulu, mentre le autoreti a favore sono state 3) e riassumibile nei dati seguenti. Nel girone d’andata il Milan aveva segnato 40 gol in 19 partite, così distribuiti tra gli attaccanti: 7 Ibra, 4 Leao, 4 Giroud, 3 Diaz, 2 Messias, 1 Rebic, 1 Daniel Maldini, 1 Saelemaekers. Al ritorno ha fatto finora 20 gol in 15 partite e gli attaccanti hanno per lo più rallentato: lieve la crescita di Giroud, Leao e Messias (5 gol a testa per i primi due, 3 per il brasiliano), inchiodato all’unico golletto Rebic, bloccato a quota 1 dai guai fisici Ibra, rimasti al palo Diaz, Maldini e Saelemaekers. Già, Ibra. Alla fine tutto torna sempre lì: a quanto il quarantenne resti decisivo per i destini della squadra. E a come sia attuale la sua recente promessa, fatta ai compagni a Milanello: “Voi tenete la squadra in alto in classifica, poi nelle ultime 2-3 partite ci penso io”. Ha cominciato un po’ con l’assist a Tonali. Adesso gli resta la parte più difficile: il gol, che gli manca dal 9 gennaio a Venezia. Il traguardo è giocare, 4 mesi dopo, dall’inizio o almeno per un tempo. L’8 maggio prossimo a Verona andrà in scena la terzultima giornata. Sarà il giorno del ventiduesimo compleanno di Tonali, che con la Lazio si è travestito da goleador. Ma che tornerebbe volentieri a scambiarsi il ruolo con l’ineffabile Zlatan.

Milan, da Ibrahimovic a Rebic: lo scudetto passa dai gemelli di cristalloFonte Repubblica.it

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