Milan alla corsa di testa, e finalmente Pioli può scegliere

MILANO– Il pluridoppiettista Giroud che prova a mettere la freccia sul rettilineo è la fotografia del Milan: la partita del pranzo di domenica con la Sampdoria è la prima delle tre – seguiranno Salernitana e Udinese – che Pioli deve sfruttare per presentarsi in testa alla corsa per lo scudetto, quando arriveranno le curve del calendario: “Un’opportunità, anche per equilibrare a San Siro il nostro eccellente rendimento in trasferta”, la definisce lui, conscio dei rischi dell’incrocio con Giampaolo, dal cui divorzio milanista nel 2019 è appunto cominciata la sua riuscita era. Il predecessore, tornato da profeta alla Samp, è reduce dal 4-0 al Sassuolo e cerca col nuovo leader Sensi (non con Giovinco infortunato) lo sgambetto al club spartiacque della sua carriera: “Si vede già la sua mano”, gli riconosce Pioli, confortato assai dalla vittoria nel derby e dall’abbondanza ritrovata, che gli restituisce Tomori titolare a 28 giorni dall’operazione al ginocchio e gli offre l’imbarazzo della scelta sull’impiego di Rebic e sulla sostituzione dello squalificato Hernandez (favorito Florenzi).

La sbrigativa iconografia del calcio rimpiazza le figurine degli idoli alla velocità del web: l’ascesa di Giroud, killer di Inter e Lazio in soli 5 giorni, ha già declassato per gli immemori l’assente Ibrahimovic, ma l’ingenerosa rimozione del suo ruolo di trascinatore ne trascura l’orgoglio e la perenne capacità di rigenerarsi,  fattore non secondario. Mentre però si attende tra due venerdì con l’Udinese il rientro dell’eternauta, questo è innegabilmente il Milan di Giroud, dal quale i tifosi si aspettano altri gol e altri punti decisivi, complici gli impegni europei di Inter e Napoli, che intanto nel duello di ieri sera hanno speso tutte le energie del caso.

 A Casa Milan le energie per il mercato vengono convogliate sul salto di qualità in Champions: intavolati gli affari Botman e Renato Sanches, dopo l’accordo fino al 2026 con Hernandez Maldini persegue identico  approdo con Bennacer e Leao, che ha il problema dei 16,5 milioni di euro di multa da pagare allo Sporting Lisbona per la rescissione unilaterale del contratto nel 2018. Invece il problema di Kessié, che a giugno potrà lasciare Milanello a parametro zero,  è l’impermeabilità alle notizie in aggiornamento: dal gradimento di Xavi per il nuovo Barcellona con meno tikitaka alle profferte del Newcastle arabo fino al salto del naviglio, eventuale replica del passaggio di Çalhanoglu all’Inter. “Sono certo delle qualità tecniche e morali di Franck”: Pioli invita a concentrarsi sul presente. Ma stavolta il ballottaggio lo ha vinto Bennacer e Kessiè partirà dalla panchina

Milan alla corsa di testa, e finalmente Pioli può scegliereFonte Repubblica.it

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